Invincibile (2001)
Con Tim Roth, Jouko Ahola, Anna Gourari, Max Raabe, Jacob Wein, Gustav-Peter Wöhler, Udo Kier, Herbert Golder, Gary Bart, Renate Krößner
La trama
La rievocazione di una delle pagine più tristi della storia europea ad opera di Herzog.
Zishe è un giovane fabbro ebreo strettamente osservante che abita in un tranquillo sobborgo della Polonia. Durante una prova di forza un impresario tedesco con la vocazione del talent-scout lo nota e gli propone di scritturarlo per uno spettacolo di varietà, portandolo a Berlino dove già aleggia l'ombra del Reich. Ma quando viene il momento di esibirsi di fornte ai gerarchi, la sua coscienza è posta di fronte a una scelta determinante.
Contorto, estremamente simbolico, con recitazioni “fuori sincrono” (dal professionismo accademico di Roth alle improvvisazioni degli altri), molto artificioso anche nella ricostruzione d'epoca. Certo, la vicenda è interessante e il confronto tra due personaggi a loro modo titanici senz'altro “herzoghiano”, ma il respiro, spiace dirlo, è televisivo. Definizione che stride con la nobile carriera del regista.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 30/2008
Esce a sorpresa uno degli ultimi film “a soggetto” di Werner Herzog, storia di un ebreo forzuto
e di un ipnotizzatore nazista. Sullo sfondo, la storia di un popolo e un altro confronto tra titani
L'opinione più votata
Di lao scritta il 08/08/2008 - utile per 2 utenti
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26 marzo 2012 Opinione di mm40 su "Invincibile"
Un personaggio 'ai margini', quello di Zishe Breitbart, un altro, l'ennesimo del cinema di Herzog: 'diverso' in quanto ebreo, in quanto smodatamente forte, in quanto dotato di una sensibilità superiore alla norma. Non poteva non catturare l'attenzione del cineasta tedesco, che scrive e dirige la sua storia (lievemente romanzata, ma in sostanza corrispondente a verità) come ritorno al cinema a soggetto dopo esattamente una decade (da Grido di pietra, 1991). Ancora una volta Herzog si trova...
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25 novembre 2011 Opinione di michel su "Invincibile"
Uno dei Giusti, sorriso vergine, muscoli ruspanti, attraversa senza paura la Berlino nazista. "Salva gli ebrei di Polonia, fratello" "Sorry, I don't speak your language".
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12 aprile 2011 Opinione di urios su "Invincibile"
Un giovane fabbro viene arianizzato e trasformato in improbabile teutonico. L’artefice è un mago esaltato il cui scopo è farne uno strumento di persuasione politica (nazista). Ma come dice il mago la verità è quella che non si vede, e lui è abile nelle illusioni, nell’inganno di chi ha di fronte. Hitler è alle porte. Il teatro – luogo di incontro tra nazisti ed ebrei – diviene testimone di una rissa da saloon...
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28 ottobre 2010 Opinione di almodovariana su "Invincibile"
Malgrado il soggetto sia molto interessante, il ritmo un po' lento e i dialoghi un po' scontati non fanno di questo film un capolavoro.
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3 ottobre 2009 Opinione di kotrab su "Invincibile"
Due uomini diversi, tipico tema herzoghiano, si incontrano, sono distanti anche l'uno dall'altro, nella forma come nel contenuto e senz'altro negli scopi, sono entrambi ebrei, collaborano nella illusione dello spettacolo, ma l'uno vuole arrivare ad un futuro sicuro dentro il potere nazionalsocialista, l'altro si scopre nuova Cassandra in veste di Sansone, sostenuto da sensibilità religiosa e autentica innocenza d'animo. Invincibile non ha la profondità di altri capolavori...
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6 marzo 2009 Opinione di sasso67 su "Invincibile"
Nella vita molte cose cambiano ed è cambiato, purtroppo, anche Werner Herzog, che qui non ritrova la vena felice dei suoi film migliori, quelli degli anni Settanta. Nonostante la perizia formale, questo potrebbe essere il film di un qualsiasi regista europeo oppure americano in gita d'istruzione nel vecchio continente. Di questo film non mi è piaciuto quasi niente. Inutile elencare i pochi pregi e i molti difetti: è proprio il tipo d'operazione che mi repelle nella sua totalità. Questo...
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4 gennaio 2009 Opinione di relear43 su "Invincibile"
il cinema come arte, è questo l'angolo di visuale il punto cardine con cui osservo e ascolto un film.L'Invicibile ,del grande cineasta tedesco, ha solo un neo, di non esser ancor riuscito a trovare qualcosa che possa annebbiare un fulgido quanto tenero capolavoro artistico cinematografico. Ringrazio il Maestro per avermi donato questo quadro infinito
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1 dicembre 2008 Opinione di OGM su "Invincibile"
Film diviso tra la oleografia romantica e la caricatura volgare. Herzog forse aspira a riprodurre i toni della leggenda, invece sforna un ritratto falsamente retorico e parziale della società tedesca alla vigilia dell'ascesa al potere di Hitler.
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13 agosto 2008 Opinione di Cinedelia su "Invincibile"
L’occasione per poter esordire con un laconico “meglio tardi che mai” è così evidente che quasi non c’è gusto nel dirlo. Ma in fin dei conti è così. Invincibile è stato presentato al Festival del cinema di Venezia nel 2001. Finito in chissà quale cassetto, dimenticato per sette anni, eccolo spuntare tra i titoli estivi, quasi come a volerlo far passare inosservato. Il bello è che bisogna anche ringraziare di tanta generosità. Tralasciando inutili (perché inascoltate)...
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9 agosto 2008 Opinione di Sexilence su "Invincibile"
Commovente e scellerato come tutti i migliori Herzog. Visto al Festival del 2001, poi scomparso senza alcuna traccia. speriamo che l'odierna distribuzione non sia un fuoco di paglia.. Le sequenze oniriche e musicali sono impressionanti
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