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Opinione di ondecorte su The Wrestler





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28/03/2009 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Quando Randy "The Ram" Robinson (un perfetto Mickey Rourke) esce dall'inquadratura, dopo l'ultimo volo dal bordo del ring, la tensione si scioglie e il quadrilatero si confonde col perimetro del fotogramma. Risucchiato dal vuoto, il pesante protagonista di questo doloroso racconto morale esce di scena entrando nello spazio eterno dei loosers e sublimando la sua parabola nel mito. La vecchia stella (decadente) di Randy, brillante icona del wrestling anni Ottanta, rotola malamente, ora, nella polvere del New Jersey, costretta a esibirsi per un pugno di dollari davanti a famigliole e ragazzini. Ma quando incrocia lo sguardo simpatico di Pam, una spogliarellista di cui diventa amico (la sorprendente Marisa Tomei, infinitamente più carina - e convincente - ora di vent'anni fa), la sua vita sembra trovare, finalmente, la giusta direzione. Resuscitato dopo un lungo calvario personale, Rourke dà tutto sé stesso a un personaggio non molto originale, ma autentico e struggente come pochi. Il suo corpo lucido e imponente, gonfio e un po' goffo è marchiato dalle ferite e dai travagli di una carriera tormentata ed è esibito con iperrealismo, autoironia e ovviamente una palese intenzione autobiografica (personaggio e interprete, si sovrappongono più volte). Aronofsky si appoggia totalmente al protagonista abbracciandolo con una messa in scena intensamente emotiva, ma immergendolo in una sceneggiatura poco equilibrata - tanto efficace e tesa nel primo tempo, quanto distratta e molle nel secondo - riscattata, però, da un notevole finale. Scadente il doppiaggio italiano: l'inglese di "Ram" è assai più significativo, ricco di strappi, scaglie di parole, sussurri e troncature sibilline che chiudono il cerchio intorno a una personalità più complessa di quanto appare sui nostri schermi.


SI

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