Puccini e la fanciulla (2008)
Con Riccardo Moretti, Tania Squillarlo, Debora Mattiello, Giovanna Daddi, Federica Chezzi
La trama
Il rapporto tra la creativitá di Giacomo Puccini e l'universo femminile attraverso il dramma di Doria Manfredi, la sua giovane cameriera morta suicida dopo essere stata accusata dalla moglie del Maestro di esserne l'amante.
Pensare un film senza dialoghi per raccontare la vita di un musicista abituato a esprimersi con i suoni più che con le parole. Benvenuti, il regista di Confortorio e Segreti di Stato è autore di un film costruito con l’intelligenza delle inquadrature, la scansione dei gesti, l’espressionismo delle ombre e dei suoni che turbinano dal pianoforte nel silenzio delle immagini.
La recensione di FilmTv
Di Mario Sesti - FilmTV n. 25/2009
La vita del grande compositore toscano attraverso il diario della sua cameriera. Senza dialoghi, parlano musica e ombre
L'opinione più votata
Di yume scritta il 17/01/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
E’la storia di Doria Manfredi, servetta di Giacomo Puccini, morta suicida per avvelenamento nel gennaio del 1909.
Le indagini di Benvenuti, condotte per sei anni con gli allievi della Scuola di Cinema di Viareggio, l’hanno portato alla ricostruzione di una storia di intrigo, tradimento, calunnia e morte.
Un figlio mai riconosciuto dal Maestro, un destino di abbandono, quello di Antonio Manfredi, anche da parte della madre Giulia, amata da Puccini durante la composizione de La fanciulla del West “Una ragazzona di un metro e ottanta, che teneva testa agli uomini, che andava a caccia e sparava come loro”. Dunque La fanciulla del West, la donna di quel momento musicale.
Purtroppo, per una serie di equivoci e intrighi di famiglia, la povera servetta Doria diventa il capro espiatorio, in quanto sospettata da donna Elvira, moglie del Maestro, della tresca. Emarginata dalla famiglia e dalla piccola comunità, rifiutata come peccatrice pubblica dalla chiesa, non avrà altra scelta che la morte.
Questo è il pre-testo del film, girato sui luoghi del musicista, con attori presi dalla strada, il più possibile simili alle figure dei quadri dei Macchiaioli che offrono evidenti suggestioni di atmosfere, colori e ambientazioni.
Il film è senza dialoghi, predomina la ripresa con la macchina fissa, ricorrono citazioni dal cinema espressionista (un Murnau un po’ tirato alle lunghe è nell’ombra del postino che sale dal Maestro col telegramma che annuncia la morte di Doria), una voce fuori campo legge le lettere che creano il filo conduttore dei fatti, peraltro affidati, per la comprensione, solo alla gestualità degli attori.
Il sonoro è dato dall’insieme dei suoni della natura intorno al lago in presa diretta, brani della riduzione per piano della Fanciulla del West, canti popolari e rumori della vita quotidiana.
Non manca, nel finale, un doveroso tributo allo Schubert di Der Tod und Das Madchen su cui il titolo del film gioca di richiamo.
Per il resto, la scelta di regia è stata di restituire all’immagine e al suo fluire cinematografico una netta predominanza, conservando al documento l’autenticità che una sceneggiatura dialogata avrebbe inevitabilmente alterato.
Il prodotto però, al di là delle ottime intenzioni, risulta troppo calligrafico, parecchio compiaciuto di sè, incapace di sembrare più di quel che è, un bell’esercizio di bravura.
I significati sociali e le implicazioni psicologiche, i rimandi al costume, all'ambiente e al quadro storico restano embrionali, quello che alla fine emerge è la sensazione di un gran lavorìo su un grosso gossip d’antan.
L’impianto citazionista (come le scenografie alla Giovanni Fattori costruite molto attentamente) è fin troppo scoperto per risultare convincente e comunque non riesce a costruire gran significato, non crea empatia a prima vista, anzi alla lunga risulta piuttosto pesante. L’assenza di dialogo, soprattutto, determina situazioni di autentico disagio in chi non si sia documentato prima sull’intreccio della vicenda e la gestualità non riesce a sopperire alla mancanza.
Non siamo ai capolavori del muto,proprio no, e dispiace dirlo di un regista cui si riconoscono indubbi meriti in altre buone prove (Confortorio, ad esempio).
Nella colonna sonora c’è un’interessante commistione fra suoni della natura e note di Puccini con un tocco di Schubert, in una registrazione olistica fatta da un ottimo musical designer.La cosa migliore del film.
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26 dicembre 2011 Opinione di contemalfido su "Puccini e la fanciulla"
Sono un critico di professione che fin da giovane ha detestato i cinefili e la cinefilia e guardato con sospetto al cinema d'autore. Ma un film come questo mi conquista. Ed è anche un buon test per stabilire chi sente e capisce il cinema e chi no.
voto al film: 
11 ottobre 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Puccini e la fanciulla"
Progetto difficile da recepire, ma impresa coraggiosa!
voto al film: 
17 gennaio 2011 Opinione di yume su "Puccini e la fanciulla"
E’la storia di Doria Manfredi, servetta di Giacomo Puccini, morta suicida per avvelenamento nel gennaio del 1909. Le indagini di Benvenuti, condotte per sei anni con gli allievi della Scuola di Cinema di Viareggio, l’hanno portato alla ricostruzione di una storia di intrigo, tradimento, calunnia e morte. Un figlio mai riconosciuto dal Maestro, un destino di abbandono, quello di Antonio Manfredi, anche da parte della madre Giulia, amata da Puccini durante la composizione...
voto al film: 
29 dicembre 2009 Opinione di riverworld su "Puccini e la fanciulla"
Benvenuti ha coraggio da vendere e un'opera del genere, già difficile sulla carta, e da premiare comunque per l'intenzione, si rivela ancora più ostica nei risultati. La narrazione priva di dialoghi non costituirebbe un problema, perchè un film muto, o quasi, potrebbe funzionare perfettamente. Il problema qui è nella freddezza e nel distacco della narrazione che aiutano poco la comprensione di vari passaggi della vicenda. Messa in scena ovviamente rigorosissima, quasi maniacale. Ma il...
voto al film: 
27 luglio 2009 Opinione di lao su "Puccini e la fanciulla"
La visione può fare sentire persino allo spettatore aduso ad opere criptiche la mancanza di una sceneggiatura: i personaggi del lungometraggio si esprimono a sguardi e a gesti, una voce fuori campo legge le loro laconiche lettere, musica, immagini, rumori e paesaggio contestualizzano l’anacronistica tragedia di una domestica di Casa Puccini calunniata. Le parole servono infatti per nobilitare drammatizzandoli gli eventi, tuttavia se si intende...
voto al film: 
28 settembre 2008 Opinione di koll su "Puccini e la fanciulla"
estremamente raffinato. il film è difficile e coraggioso, ma merita la visione. fotografia e suono risultano suggestivi ed affascinanti
voto al film: 
9 settembre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Puccini e la fanciulla"
Benevenuti è un regista poco conosciuto ma parecchio amato dalla critica. Eppure non si direbbe a giudicare da questo terribile polpettone in costume, girato volontariamente senza dialoghi. Sulla carta la storia sembra aver poco da dire; durante la visione questo sospetto diventa certezza: qualunque cosa volesse fare il regista, di certo non vi è riuscito. Tutto è talmente vano e privo di significato che non si riesce nemmeno a trovare un filo conduttore a cui aggrapparsi per dare un vago...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [3]
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