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Il primo giorno d'inverno (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il primo giorno d'inverno: assente
Ritmo ritmo in Il primo giorno d'inverno: presente
Impegno impegno in Il primo giorno d'inverno: forte
Tensione tensione in Il primo giorno d'inverno: minimo
Erotismo erotismo in Il primo giorno d'inverno: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il primo giorno d'inverno

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il primo giorno d'inverno (voti: 13 media: 2,85) 13

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La trama

Valerio è un adolescente solitario che guarda ai suoi coetanei con distacco. Ha una sorella poco più giovane di lui, uno scooter scassato e due nemici che lo tormentano. Un giorno il caso gli offre la possibilità di combattere con le stesse armi dei due bulli, ma l'ipotetica parità non gli risparmierà dolore e disperazione. 

Si perdonano alcune imperfezioni a Locatelli, perché con stile onesto e secco sa raccontare una piaga (e una piega) della società di cui tutti parlano e pochi sanno.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 12/2009

La pianura lombarda, un ragazzo incapace di comunicare, l’omofobia, il bullismo. Un’opera imperfetta ma incisiva

I bulli sono come i pupi, qualcuno o qualcosa li manovra sempre. Che siano capetti o kapò, la paura del diverso o del mondo esterno, la rabbia che colpisce molti adolescenti, attivamente o passivamente, ha radici profonde e spesso indecifrabili. Mirko Locatelli cerca di tenere la giusta distanza da un tema ormai abusato, lo fa senza risposte pronte, lo si capisce fin da quei visi disorientati, acerbi e incattiviti dei suoi ragazzi, dall’emarginato Mattia De Gasperis, viso sempre corrucciato e voce compressa, ai carnefici-vittime Alberto Gerundo e Andrea Semeghini, tanto bastardi quanto fragili. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 19/07/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

La normalità può essere fuori dal tempo. Come la casa di una famiglia a metà, in cui manca il padre ed è appena morta la nonna, e la routine quotidiana si trascina in mezzo ai mobili degli anni settanta e ad un mangiadischi di plastica arancione, che per la piccola Michela è un giocattolo, anche se, per il resto del mondo, è ormai un oggetto da museo.  Un’esistenza così anacronistica può mescolarsi tranquillamente alle altre, in una provincia del nord il cui aspetto, in fondo, non è mutato negli ultimi decenni, sotto l’uniformità di una nebbia che appiana le differenze stendendo su  ogni cosa  lo stesso grigiore. La regia di Mirko Locatelli è abilissima nel mantenere intatta, per l’intera durata del film, l’apparenza di una collocazione temporale distante da noi; solo una frase ci rivela che la storia appartiene ai giorni nostri, a questo terzo millennio che sembrava dovesse portare una svolta epocale, mentre poi si è rivelato come una piatta prosecuzione del secolo appena trascorso. Di quest’ultimo ha conservato la noia, la banalità, la solitudine, che si trascinano, come sempre,  attraverso giorni tutti uguali, e che trovano nell’adolescenza un terreno particolarmente fertile, in cui continuare a coltivare i loro tristi e freddi germogli. Le dinamiche di fondo non sono cambiate, e perpetuano i soliti riti, vizi, preconcetti in tutti i momenti della vita di un ragazzo: in casa, a scuola, mentre fa sport, o quando è in compagnia degli amici. I contenuti dei testi di geografia o le regole dei movimenti del nuoto corrispondono ad una tradizione antica, che non si rinnova col passare degli anni: in questo senso, la modernità è un’illusione, almeno nel modo in cui la intendiamo noi, ossia come una recente evoluzione dei costumi, della mentalità, del linguaggio, dei valori di riferimento. Togliendo internet ed i cellulari e facendo comparire, al loro posto, un litro di latte in una bottiglia di vetro ed un vecchio tavolo di formica, si toglie all’ambiente il lustro della contemporaneità, e lo si sostituisce con una patina stantia: ed ecco che, sotto una forma démodé, riconosciamo i tratti essenziali della nostra realtà di oggi, identici a quelli di trenta o quarant’anni fa.  Le pareti domestiche sono spesso una barriera impermeabile ai richiami del progresso della società; non la attraversano gli echi delle rivoluzioni, dei tumulti di un’umanità in perenne stato di agitazione, e così tutto si risolve entro gli angusti schemi della logica spicciola, troppo rigida e semplicistica per registrare gli sbalzi d’umore della storia. Per il giovane Valerio, anche l’evoluzione tecnologica è rimasta fuori dalla porta; una condizione surreale introdotta, in questo film, proprio per sottolineare simbolicamente la stagnazione del pensiero debole e limitato, su cui l’abitudine ha subito la meglio. C’è una parte di noi che, istintivamente, resiste al cambiamento, perché trova nelle cose note un rifugio confortevole ed un comodo serbatoio di certezze. Intramontabile è la tendenza a vivacchiare con ciò che si presenta a portata di mano: un motorino scassato, un ciondolo portafortuna, un’occasione per attaccare briga con una vecchina al cimitero, o per ricattare un compagno di classe. E la visuale ristretta ci impedisce di scorgere non solo la miopia delle nostre scelte e l’inadeguatezza dei nostri mezzi ma, anche e soprattutto, il pericolo mortale che talvolta in essi si nasconde. Il primo giorno di inverno cattura l’aria densa e terrea di un mondo privo di idee, di fantasia, di slancio; e la trasforma nella tetra ballata di un’umanità che, senza rendersene conto, sta lentamente soffocando nella totale assenza di poesia.
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SI

Opinioni su Il primo giorno d'inverno


14 novembre 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Il primo giorno d'inverno"
slim spaccabecco

Tema d'attualità, affrontato in maniera diretta; ma il finale è troppo forzatamente interrotto, e lascia un senso di inconclusione al racconto. Poteva essere un ottimo prodotto, ma non si è voluto rischiare fino in fondo.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Il primo giorno d'inverno (2008)


19 luglio 2011 Opinione di OGM su "Il primo giorno d'inverno"
OGM

La normalità può essere fuori dal tempo. Come la casa di una famiglia a metà, in cui manca il padre ed è appena morta la nonna, e la routine quotidiana si trascina in mezzo ai mobili degli anni settanta e ad un mangiadischi di plastica arancione, che per la piccola Michela è un giocattolo, anche se, per il resto del mondo, è ormai un oggetto da museo.  Un’esistenza così anacronistica può mescolarsi tranquillamente alle altre,...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il primo giorno d'inverno (2008)

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21 dicembre 2009 Opinione di Mr Kleinman su "Il primo giorno d'inverno"
Mr Kleinman

Situata in un curioso spaccato di provincia decisamente italiana, ma cronologicamente e geograficamente indefinita, l’azione si muove tutta tra casa, piscina e scuola, seguendo le quotidiane ed irrilevanti gesta del protagonista. Spesso tempo filmico e d’azione coincidono e questo non lo rende un film per tutti: del resto non lo sono nemmeno i film di Wenders sull’incomunicabilità o quelli di Van Sant sugli adolescenti ai quali sembra ispirarsi. C’è...

voto al film: Mr Kleinman assegna il voto buono a Il primo giorno d'inverno (2008)


17 aprile 2009 Opinione di barabbovich su "Il primo giorno d'inverno"
barabbovich

Turlupinato dai compagni di scuola e da quelli di nuoto per via del suo carattere introverso e delle sue inclinazioni omosessuali, Valerio (Pedrotti) - un adolescente che vive nella pianura Padana con la sorellina e una madre inaccessibile e distratta - trova il modo per passare al contrattacco, minacciando i due ragazzi che lo vessano. Al suo primo lungometraggio Mirko Locatelli adotta uno stile dichiaratamente autoriale in accompagnamento a una cifra narrativa minimalista, giocata...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a Il primo giorno d'inverno (2008)

1 commento


7 novembre 2008 Opinione di LorCio su "Il primo giorno d'inverno"
LorCio

Chi si lamenta di come sia triste Venezia “soltanto un anno dopo”, dovrebbe venire a Chieti, a novembre. Per fortuna frequento la borghese e decadente Chieti assai raramente. Com’è triste Chieti d’autunno, immersa nella nebbiolina fosca ed avvilita nella cupezza della stagione. Potrei parlare della mestizia teatina per ore, ma mi tocca narrare l’esperienza della visione di tale film. Già, ho citato in apertura di pezzo Venezia. E mi chiedo: ma come diavolo fanno ad ammettere...

voto al film: LorCio assegna il voto pessimo a Il primo giorno d'inverno (2008)

5 commenti
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11 settembre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Il primo giorno d'inverno"
Mathiasparrow

Un esordio fallimentare sotto quasi tutti gli aspetti. Se un film sul bullismo richiedesse solamente di mettere a confronto due ragazzini che si odiano, allora sarebbe facile per chiunque. Non che Locatelli si limiti a questo, perchè aggiunge anche un sottofondo desolante: famiglia povera e disperata, ambiente ostile, disgrazie del destino. Ma la sua storia è talmente scialba e priva di sotanza che non ce la fa quasi mai ad evidenziare scopi ed obiettivi che si era preposta; sul finale è...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto pessimo a Il primo giorno d'inverno (2008)

3 commenti
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