Ultimatum alla Terra - La recensione di FilmTv
Con Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Kathy Bates, John Cleese, Jaden Smith, Aaron Douglas, Lorena Gale, Roger R. Cross, J.C. MacKenzie
La recensione di FilmTv
Atteso remake che però non aggiunge nulla al classico del 1951 diretto da Bob Wise. Solo un po’ più cristologico
Un extraterrestre giunge sul “nostro” pianeta con un messaggio: se non ci ravvediamo saremo distrutti. Ultimatum alla Terra di Robert Wise (l’uomo che ha sforbiciato I magnifici Amberson di Orson Welles) è un film esemplare ma non un capolavoro. Un testo ideale per un remake. Anche se il prologo sul Karakorum ci rivela che gli alieni sono già stati sulla Terra, Scott Derrickson, autore di The Exorcism of Emily Rose, resta sostanzialmente fedele all’originale aggiornando la paura dell’atomica al riscaldamento globale. Di Klaatu, messianico ambasciatore galattico, si accentua il tratto cristologico in linea con certo spiritualismo new age, mentre Gort, identico nel look ma dotato di un sensore video stile Cylon, subisce l’inevitabile lifting digitale. Purtroppo stimmate e piaghe d’Egitto non riescono a dare forma all’inquietudine che aveva fatto la fortuna di Emily Rose. Di conseguenza Ultimatum alla Terra secondo Derrickson non aggiunge niente alla sceneggiatura originale di Edmund North anche se David Scarpa ha riscritto il tutto. Lo scontro più impari, però, lo affronta Tyles Bates che si confronta – ahilui, con esiti prevedibilissimi – con il memorabile score musicale di Bernard Herrman. Niente «Klaatu Barada Nikto!», questa volta.
Commenti
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10 luglio 2009, 10:20 di superficie 213
La pellicola di Wise e' un capolavoro della fantascienza - ormai e' un fatto noto a tutti gli amanti della settima arte - ,questo suo remake invece e' il classico blockbuster senza anima ,ben confezionato ma che non conserva neanche un centesimo del fascino dell'originale. Scott Derrickson e' sicuramente un giovane regista capace - suoi i discreti Hellraiser 5 e The Exorcism of Emily Rose - , ma in questo filmetto costato troppo il suo talento sicuramente non emerge,sia per la banalizzazzione del soggetto "originale" , davvero inquietante e qui eccessivamente new age e misticheggiante,sia per l'eccessiva frenesia nell'uso degli effettoni speciali che si mangiano mezzo film,lasciando un disorientato Reeves - monoesoressivo e quindi in un film del genere forse anche azzeccato - ed una bellissima Connelly a vagare tra una sequenza e l'altra senza riuscire dare ritmo o forza alle immagini. Non funziona neanche troppo il robot - troppo computerizzato - ed alla fine il senso di stupore diviene noia. Insomma,una robina vediblie che dista anni luce dall'opera di Wise e che non lascia il segno neanche in una scena. Digeribile con un piccolo aiutino....
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