Borderland - Linea di confine - La recensione di FilmTv
Con Brian Presley, Martha Higareda, Jake Muxworthy, Rider Strong, Beto Cuevas, Sean Astin, Damián Alcázar, Marco Bacuzzi, Roberto Sosa, José María Yazpik
La recensione di FilmTv
Ennesima vacanza maledetta e bastarda per l’ennesimo gruppo di ragazzi sfigati. Belle solo le luci sature di polvere e piombo
Di fronte all’ennesima pellicola che ha per protagonisti ragazzi che, invece di godersi una sana vacanza, si ritrovano sommersi dall’incubo e dall’orrore viene ormai un certo imbarazzo. Verrebbe da chiedere, a mani congiunte: basta! L’abbiamo capito, le gite fai da te sono pericolose. Borderland sceglie il Messico, luogo da bagordi, e al mostro preferisce la setta satanica, gangster cultisti che compiono sacrifici umani in cambio di impunità. Ma la variante sul tema non cambia nella sostanza il risultato, e neppure lo scoprire che i fatti che qui si raccontano sono basati su una storia vera. Parte con il piede pigiato sull’acceleratore, un bagno di sangue che metterebbe l’acquolina in bocca a chiunque fosse affamato di gore e di splatter. Ma non si facciano illusioni costoro. Rallenta poi, prima ancora dei titoli, fermandosi letteralmente nel centro. A volergli proprio trovare qualche pregio, il filmetto di Zev Berman azzecca una fotografia satura di polvere e di piombo, claustrofobica al punto giusto. Il maligno, poi, è troppo reale per non fare almeno un po’ di paura, ma la sensazione finale è sempre la stessa. Sul filone della vacanza maledetta non c’è quasi più niente da dire.
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