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Borderland - Linea di confine - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Cristina Borsatti

Ennesima vacanza maledetta e bastarda per l’ennesimo gruppo di ragazzi sfigati. Belle solo le luci sature di polvere e piombo

Di fronte all’ennesima pellicola che ha per protagonisti ragazzi che, invece di godersi una sana vacanza, si ritrovano sommersi dall’incubo e dall’orrore viene ormai un certo imbarazzo. Verrebbe da chiedere, a mani congiunte: basta! L’abbiamo capito, le gite fai da te sono pericolose. Borderland sceglie il Messico, luogo da bagordi, e al mostro preferisce la setta satanica, gangster cultisti che compiono sacrifici umani in cambio di impunità. Ma la variante sul tema non cambia nella sostanza il risultato, e neppure lo scoprire che i fatti che qui si raccontano sono basati su una storia vera. Parte con il piede pigiato sull’acceleratore, un bagno di sangue che metterebbe l’acquolina in bocca a chiunque fosse affamato di gore e di splatter. Ma non si facciano illusioni costoro. Rallenta poi, prima ancora dei titoli, fermandosi letteralmente nel centro. A volergli proprio trovare qualche pregio, il filmetto di Zev Berman azzecca una fotografia satura di polvere e di piombo, claustrofobica al punto giusto. Il maligno, poi, è troppo reale per non fare almeno un po’ di paura, ma la sensazione finale è sempre la stessa. Sul filone della vacanza maledetta non c’è quasi più niente da dire.


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