Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Amelia - La recensione di FilmTv




locandina di Amelia

Acquista Amelia

Scegli tra i formati disponibili

Amelia disponibile in DvdAmelia non disponibile in Blu-RayAmelia non disponibile in Umd

La recensione di FilmTv

di Boris Sollazzo

Gli Oscar fanno spesso precipitare le carriere di dive che fino ad allora volavano ad ali spiegate. Da Halle Berry a Nicole Kidman di esempi ce ne sono, ma la pur brava Hilary Swank le batte tutte: dalla vittoria in poi è riuscita a sbagliare copioni con scientifica precisione. Amelia di Mira Nair sembrava fatto apposta per risorgere: un’eroina che ha messo le ali a un Paese intero, una diva che ha aperto un’epoca - il New Deal del trasporto e della comunicazione di massa (dal 1927 al 1937) -, una donna fragile e modernissima. In una parola, anzi due, Amelia Earhart, l’aviatrice che ha traversato da sola l’Atlantico e che per poco non riusciva a fare il giro del mondo. Eppure Mira Nair, regista che da Monsoon Wedding si è imborghesita dandosi al melodramma intellettualoide e ricattatorio, qui di materiale ne aveva. Dal dividersi della protagonista tra il marito George Putnam, scaltro magnate dell’editoria (Richard Gere) e l’amante Gene Vidal (padre di Gore, Ewan McGregor), al suo essere diventata icona pop e pubblicitaria, fino al carattere libero e inquieto. Ma arranca tra scene scontate e dialoghi da soap con una Swank in caduta libera, un montaggio scadente e una regia col pilota automatico. Si vola bassissimo.


Commenti


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?