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Opinione di maldoror su Calvaire





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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05/01/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Ecco finalmente un buon film (forse l'unico) sfornato dall'ormai famigerato filone horror transalpino.
In questo caso la sincerità negli intenti sembra essere testimoniata dalla mancanza di compiacimento nel mostrare l'orrore e la perversione: la scena della crocifissione è inquadrata da lontano, in totale, e non dura più di quanto dovrebbe durare, quando invece due Maury e Bustillo qualunque avrebbero indugiato sui particolari della carne martoriata dai chiodi, portando fino all'esasperazione le urla del protagonista e facendo durare la scena una buona mezz'oretta; lo stesso vale per le scene di sesso, tutte riprese da lontano, senza mostrare nulla (l' "accoppiamento" fra il padrone della locanda e il protagonista viene ripreso attraverso uno specchio, il tentativo di violenza finale invece è ripreso dall'alto, come a mostrare con distacco morale la condizione di dannazione terrena in cui si muovono i personaggi), insomma è proprio in questo caso che si può parlare di contrasto fra l'orrore mostrato e il rigore dell'inquadratura, che di per sè non avrebbe alcun valore se non fosse supportata da un rigore dello sguardo , anzi, direi che si possa parlare perfino di sguardo etico, tutte doti evidentemente sconosciute agli incontinenti colleghi di Du Weltz.
Ecco perchè, quando alla fine il protagonista si imbatte in un Cristo crocifisso, la scena non risulta un patetico tentativo di giustificare in extremis quanto è stato prima mostrato, come accade nel finale di "Frontiers", ma risulta esprimere il vero senso del film, il suo fine ultimo: rappresentare una condizione di degrado umano e spirituale, di perdizione morale, anzichè usare l'espediente etico-religioso per giustificare un becero e gratuito bagno di sangue super-ultra-gore.
L'idea di rappresentare un'umanità che ha smarrito la Grazia, con una comunità di omaccioni rozzi e sgraziati segnata dall'assenza e dal bisogno del femminile, e dediti pertanto a pratiche sessuali deviate, la trovo inoltre di una certa raffinatezza concettuale. Memorabile la scena in cui la famiglia "riunita" si ritrova a tavola, e i gemiti di disperazione del protagonista vestito da donna vengono scambiati per urla di giubilo dagli altri due commensali, e davvero notevoli quella ormai famosa della danza nel bar, e soprattutto quella finale, in cui il protagonista decide di "concedere la Grazia" a uno dei villici, in procinto di "sprofondare all'inferno".
La critica che gli si potrebbe muovere è addirittura quella di non essere abbastanza incisivo nella descrizione del calvario, tanto che i continui piagnucolii disperati del protagonista paiono a volte un po' ingiustificati (ma può anch'essere che abbia visto una versione censurata, non saprei dirlo).


SI

Commenti

  • 5 gennaio 2011, 16:00 di maghella

    ...mi fa piacere che questo film ti sia piaciuto, cosa ne pensi della prima parte? Cioè di come mostrano il protagonista, che inspiegabilmente affascina le donne dell'ospizio...Forse che nel mondo "di grazia", civile, è l'assenza dell'uomo a mancare?...Io un po' l'ho letta così.

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  • 5 gennaio 2011, 16:42 di maldoror

    Mah, questo non lo so, più che altro mi è sembrato un modo per far capire che il protagonista è oggetto del desiderio da parte di un'umanità moribonda, senza speranza, squallida, che è visto come unica speranza di "salvezza", unica via d'uscita da una condizione di squallore e inerzia esistenziale. E poi anche per suggerire il fatto che egli sia solito "travestirsi" per assumere di volta in volta l'aspetto che vogliono gli altri (infatti spesso viene inquadrato il suo riflesso allo specchio, come per dire che è sempre "altro da sè stesso").

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  • 5 gennaio 2011, 19:29 di maghella

    ...anche perchè in effetti, senza nessun tipo di "travestimento" non è che fosse affascinante come uomo, un po' un foglio bianco da disegnare secondo i gusti...puro oggetto di desiderio...un bel film davvero.

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