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More - Di più, ancora di più (1969)

[More, Germania Ovest, Francia, Luxembourg 1969, Drammatico, durata 117']   Regia di Barbet Schroeder
Con Mimsy Farmer, Klaus Grünberg, Heinz Engelmann, Michel Chanderli, Henry Wolf, Louise Wink



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in More - Di più, ancora di più: assente
Ritmo ritmo in More - Di più, ancora di più: assente
Impegno impegno in More - Di più, ancora di più: assente
Tensione tensione in More - Di più, ancora di più: assente
Erotismo erotismo in More - Di più, ancora di più: assente

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La trama

Stefan, uno studente tedesco, finiti gli studi, decide di spogliarsi della sua estetica conservatrice e di abbattere i ponti del suo status sociale. Dopo un passaggio in autostop fino a Parigi rubacchia per sopravvivere fino a quando non incontra lo "spirito libero" Estelle, americana, con la quale decide di dirigersi alla volta di Ibiza. Ma lo spirito libero Estelle ha un passato che la perseguita, si chiama Wolf e cerca la sua eroina. 

La storia è ispirata al mito di Dedalo e Icaro, la colonna sonora dei primi Pink Floyd post Barrett.

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 14/12/2011 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto sufficiente

I was standing by the Nile
When I saw the lady smile
I would take her for a while
For a while

Like tears that like a child
How her golden hair was blowing wild
Then she spread her wings to fly
For to fly

Soaring high above the breezes
Going always where she pleases
She will make it to the island
In the Sun

I will follow in her shadow
As I watch her from my window
One day I will catch her eye

She is calling from the deep
Summoning my soul to endless sleep
She is bound to drag me down
Drag me down
[Pink Floyd - The Nile Song - testi e musica di Roger Waters]


Le note immortali del Main Theme della colonna sonora accompagnano i titoli di testa del film e il viaggio in autostop del protagonista Stefan Brückner (Klaus Grünberg) verso Parigi: “Avevo immaginato questo viaggio come una ricerca. Avevo finito gli studi di matematica e volevo cominciare a vivere: volevo tagliare i ponti, bruciare le formule e, se mi fossi bruciato anch’io, mi sarebbe andato bene. Volevo stare al caldo, volevo il sole e andai a cercarlo”. Parigi, comunque, è soltanto una breve tappa: la meta di Stefan, proveniente da Lubecca, è Fez, in Marocco (“Mi interessano i matematici arabi”, spiega al giovane spiantato Charlie che incontra in un bar), anche se ha bisogno di denaro per arrivarci. Tutti i soldi con cui era partito, infatti, se li è lasciati prosciugare dalla cattiva compagnia di Charlie (Michel Chanderli), ladruncolo con cui ha stretto amicizia appena arrivato in città:
“Come rimediamo un po’ di grana?”.
“Lavoriamo”.
“Facendo cosa?”.
“Non lo so. Potremmo vendere cartoline, mappe della metropolitana o qualcosa del genere”.
“Sì, mi ci vedo proprio”.
“Potremmo gestire delle squillo”.
“È come per le carte, serve un capitale”.
Poi, The Nile Song in colonna sonora (seguita, poi, dall’inedita e magnifica Seabirds, scritta da Roger Waters e non inclusa dai Pink Floyd nell’album ufficiale Soundtrack from the Film More) e il “detour” nella vita di Stefan: durante una festa nell’appartamento di un riccone americano nella Parigi-chic (mentre Charlie si “dedica” alle borsette e alle tasche dei cappotti), conosce Estelle (Mimsy Farmer), la bellissima (e tossicodipendente) figlia del padrone di casa. Il colpo di fulmine (cullato dalle note di Cymbaline) è imprevisto e travolgente: l’ago della bussola si sposta, così, fino a Ibiza, nuova meta del viaggio di Stefan (la quest: “Volevo il sole e andai a cercarlo”), dove i due giovani si sono dati appuntamento.
Fuga, passione, droghe, finalmente il sole: “Conosci gli adoratori del sole? Sono giovani di Calcutta che passano la loro vita ad adorare il sole: si siedono a gambe incrociate, completamente nudi, e lo fissano tutto il giorno. Presto diventano ciechi e dopo un anno avvizziscono come piante e muoiono”. Si chiudono nel loro angolo di paradiso (“Estelle non voleva uscire: aveva paura di tutto, a parte casa nostra”), fermano il mondo e, partiti dal nulla (“Cosa fa Charlie? ESPANDI +
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SI

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14 dicembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "More - Di più, ancora di più"
FABIO1971

I was standing by the Nile When I saw the lady smile I would take her for a while For a while Like tears that like a child How her golden hair was blowing wild Then she spread her wings to fly For to fly Soaring high above the breezes Going always where she pleases She will make it to the island In the Sun I will follow in her shadow As I watch her from my window One day I will catch her eye She is calling from the deep Summoning my soul to endless sleep She is bound to drag me down Drag...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto sufficiente a More - Di più, ancora di più (1969)

8 commenti
[utile per 19 utenti]

20 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "More - Di più, ancora di più"
bradipo68

Amore ed autodistruzione a Ibiza.Non c'è nulla di vacanziero o turistico nella Ibiza filmata da Schroeder.E'solo il teatro inerte e vacuo(seppur come al solito fotografato benissimo da Almendros) della storia d'amore tra Stephan,studente tedesco ed Estelle,comiciata fin dal loro primo incontro a Parigi.Poi lui,che vive di piccoli espedienti decide di seguirla quando lei arriva ad Ibiza.L'attrazione fisica è forte almeno quanto la passione.Il loro problema è che entrambi...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a More - Di più, ancora di più (1969)

1 commento


4 settembre 2008 Opinione di kotrab su "More - Di più, ancora di più"
kotrab

Nel suo primo lungometraggio, Schroeder documenta la vita di un ragazzo appena laureato che cade vittima della droga, una fuga inutile dal passato verso il fascino della sregolatezza in piena epoca di contestazione, ammaliato da una ragazza anch'essa dipendente. Il regista, stretto collaboratore di Rohmer, sfoggia tutto il suo distacco con stile assolutamente imperturbabile, con occhio analizzatore e mai giudicante, lontano anni luce dal patetismo e da una presa di posizione, pregi che però...

voto al film: kotrab assegna il voto mediocre a More - Di più, ancora di più (1969)

2 commenti


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