Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)
Con Marfa Lapkina, Vasja Buzenkov, Kostja Vasil'ev, Michail Ivanin
La trama
Anni '20, in un villaggio dell'Urss: una contadina non ha il cavallo per arare; un membro del partito propone senza molto successo una cooperativa, che acquista un trattore e un toro. I contadini ora aderiscono. Inizia il raccolto...
Opera pedagogica che esalta la collettivizzazione rurale e la vitalità della rivoluzione.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 20/04/2009 - utile per 1 utenti
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15 febbraio 2010 Opinione di chribio1 su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
...in poche parole:la lotta dei poveri contro all'epoca,l'avanzata della meccanizzazione (torie falcetti vs.trattori meccanici e + veloci)...ma poi il film in questione e' anche pesante da vedere.voto.5.
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23 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
Chi lo conosce bene dice che l’Ejzenstejn teorico vale immensamente più dell’Ejzenstejn regista. Un’affermazione che incute un po’ di timore a chi ha visto i suoi film e si rende conto di far fatica a comprenderne la grandezza. In questo che è uno dei suoi lavori più documentaristici il cineasta sovietico sperimenta largamente tecniche e linguaggi nonostante sia costretto a trattare contenuti nell’interesse del regime e goda di una libertà d’azione limitatissima. Comunque il...
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20 aprile 2009 Opinione di OGM su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
Nella prima parte del film, Ejzenstejn realizza il monumentale ritratto della povertà e dell'oppressione, che si fanno posa del corpo, piega del volto ed inclinazione dello sguardo. Nel regime zarista, l'umanità, impastata di polvere e sudore, appare mortalmente sferzata dalla fatica e dall'oscurantismo. Il "vecchio" è raffigurato da un'immobilità statuaria, segnata da un'espressività dura e ombrosa, su cui il "nuovo" irrompe con un gioioso zampillio di luce e di materia, che è come...
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31 marzo 2009 Opinione di kubritch su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
Al di là del comunismo cinema allo stato puro. E forse anche ciò che avrebbe dovuto essere ma non è stato. Un cinema che non sfigurerebbe oggi. Pensavo di non riuscire a vederlo per intero, vista l'ora notturna in cui mandano certi capolavori incomprensibili per il grande pubblico, e invece sono rimasto fino all'ultima inquadratura.
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21 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
Realizzata a fini propagandistici, come altre opere di Ejzenstejn, La linea generale si trasforma nelle mani del regista in qualcosa di più di un mero veicolo dottrinario : diventa una riflessione accorata su un particolare aspetto dell'attualità sovietica, e un inno poetico al rapporto tra uomo e natura. Contrariamente a quanto sostenuto da molti critici, non si tratta di un'opera minore, anche perchè, dal punto di vista tecnico-espressivo, il linguaggio adottato...
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25 aprile 2005 Opinione di sasso67 su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
Uno dei film più travagliati di Ejzenstejn prende le mosse da una frase di Lenin secondo la quale la Russia si deve trasformare da paese contadino a paese industriale. Nel villaggio in cui vive la povera contadina Marfa le situazioni personali sono miserevoli: la gente vive in capanne che a malapena riparano dalle intemperie, piene di fumo e di fango; il lavoro è durissimo e improduttivo, soprattutto senza un cavallo che tiri l'aratro. I kulaki (contadini ricchi) si rifiutano di prestare...
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27 marzo 2004 Opinione di ed wood su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
tra le opere mute di Ejzenstejn, e' quella che si avvicina di piu' all'idea di cinema teorizzata dal compianto Maestro: un cinema concettuale, dove le immagini e il montaggio servivano per rappresentare idee, valori, principi (e non per raccontare semplici storie edificanti e retoriche, come invece gli veniva chiesto da quel buffone di Stalin! E' stato lui a rovinarlo!!!!!!). Ejzenstejn strasfigura in epica una materia economico-sociale. E' il suo film piu' vicino allo spirito naturalistico...
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