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Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)

[Staroe i novoe, URSS 1929, Drammatico, durata 87', b/n]   Regia di Sergej M. Ejzenstejn
Con Marfa Lapkina, Vasja Buzenkov, Kostja Vasil'ev, Michail Ivanin



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il vecchio e il nuovo/La linea generale: minimo
Ritmo ritmo in Il vecchio e il nuovo/La linea generale: forte
Impegno impegno in Il vecchio e il nuovo/La linea generale: forte
Tensione tensione in Il vecchio e il nuovo/La linea generale: presente
Erotismo erotismo in Il vecchio e il nuovo/La linea generale: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il vecchio e il nuovo/La linea generale

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il vecchio e il nuovo/La linea generale (voti: 11 media: 3,64) 11

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La trama

Anni '20, in un villaggio dell'Urss: una contadina non ha il cavallo per arare; un membro del partito propone senza molto successo una cooperativa, che acquista un trattore e un toro. I contadini ora aderiscono. Inizia il raccolto... 

Opera pedagogica che esalta la collettivizzazione rurale e la vitalità della rivoluzione.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 20/04/2009 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Nella prima parte del film, Ejzenstejn realizza il monumentale ritratto della povertà e dell'oppressione, che si fanno posa del corpo, piega del volto ed inclinazione dello sguardo. Nel regime zarista, l'umanità, impastata di polvere e sudore, appare mortalmente sferzata dalla fatica e dall'oscurantismo. Il "vecchio" è raffigurato da un'immobilità statuaria, segnata da un'espressività dura e ombrosa, su cui il "nuovo" irrompe con un gioioso zampillio di luce e di materia, che è come lo spalancarsi di un sorriso. Nella seconda parte di quest'opera di propaganda leninista, i paesaggi umani, naturali ed industriali si fondono in un dinamismo plastico ed armonico, che riprende il funzionamento delle macchine, simboli del potente avanzare del progresso. Il richiamo all'unione è espresso dal motivo ricorrente della folla (di persone, di animali, di fiori, di veicoli), in cui alla forza visiva dell'abbondanza si aggiunge la spettacolarità del movimento coreografico. La terza parte è dedicata alla presentazione caricaturale di una borghesia grassa e corrotta: la casta dei kulaki e dei burocrati, in cui resistono perniciose sacche di potere zarista, che però nulla possono contro la fertile determinazione del popolo operaio e contadino. Diversamente da "La Corazzata Potëmkin" o da "Il prato di Bezin", opere rivoluzionarie di guerra, questo film è un'opera di edificazione, in cui alla violenza del confronto armato si sostituisce l'energia della competizione sul lavoro, delle sfide contro il tempo, delle gare di efficienza. Il campo, la fabbrica, il cantiere diventano così i nuovi teatri di piccoli e grandi eroismi quotidiani. Gli elementi cinematograficamente più gustosi di questo piccolo capolavoro sono - a parte l'impressionante teatralità scultorea delle immagini, che è il tratto distintivo più marcato del cineasta russo - le variazioni sul tema della semplicità contadina, che spaziano dagli atteggiamenti ingenuamente infantili alla goffaggine, che si tinge di humour e creatività.
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SI

Opinioni su Il vecchio e il nuovo/La linea generale


15 febbraio 2010 Opinione di chribio1 su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
chribio1

...in poche parole:la lotta dei poveri contro all'epoca,l'avanzata della meccanizzazione (torie falcetti vs.trattori meccanici e + veloci)...ma poi il film in questione e' anche pesante da vedere.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)


23 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
Mathiasparrow

Chi lo conosce bene dice che l’Ejzenstejn teorico vale immensamente più dell’Ejzenstejn regista. Un’affermazione che incute un po’ di timore a chi ha visto i suoi film e si rende conto di far fatica a comprenderne la grandezza. In questo che è uno dei suoi lavori più documentaristici il cineasta sovietico sperimenta largamente tecniche e linguaggi nonostante sia costretto a trattare contenuti nell’interesse del regime e goda di una libertà d’azione limitatissima. Comunque il...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)



20 aprile 2009 Opinione di OGM su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
OGM

Nella prima parte del film, Ejzenstejn realizza il monumentale ritratto della povertà e dell'oppressione, che si fanno posa del corpo, piega del volto ed inclinazione dello sguardo. Nel regime zarista, l'umanità, impastata di polvere e sudore, appare mortalmente sferzata dalla fatica e dall'oscurantismo. Il "vecchio" è raffigurato da un'immobilità statuaria, segnata da un'espressività dura e ombrosa, su cui il "nuovo" irrompe con un gioioso zampillio di luce e di materia, che è come...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)

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31 marzo 2009 Opinione di kubritch su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
kubritch

Al di là del comunismo cinema allo stato puro. E forse anche ciò che avrebbe dovuto essere ma non è stato. Un cinema che non sfigurerebbe oggi. Pensavo di non riuscire a vederlo per intero, vista l'ora notturna in cui mandano certi capolavori incomprensibili per il grande pubblico, e invece sono rimasto fino all'ultima inquadratura.

voto al film: kubritch assegna il voto buono a Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)



21 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
steno79

Realizzata a fini propagandistici, come altre opere di Ejzenstejn, La linea generale si trasforma nelle mani del regista in qualcosa di più di un mero veicolo dottrinario : diventa una riflessione accorata su un particolare aspetto dell'attualità sovietica, e un inno poetico al rapporto tra uomo e natura. Contrariamente a quanto sostenuto da molti critici, non si tratta di un'opera minore, anche perchè, dal punto di vista tecnico-espressivo, il linguaggio adottato...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Il vecchio e il nuovo/La linea generale (1929)


25 aprile 2005 Opinione di sasso67 su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
sasso67

Uno dei film più travagliati di Ejzenstejn prende le mosse da una frase di Lenin secondo la quale la Russia si deve trasformare da paese contadino a paese industriale. Nel villaggio in cui vive la povera contadina Marfa le situazioni personali sono miserevoli: la gente vive in capanne che a malapena riparano dalle intemperie, piene di fumo e di fango; il lavoro è durissimo e improduttivo, soprattutto senza un cavallo che tiri l'aratro. I kulaki (contadini ricchi) si rifiutano di prestare...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La linea generale (1929)



27 marzo 2004 Opinione di ed wood su "Il vecchio e il nuovo/La linea generale"
ed wood

tra le opere mute di Ejzenstejn, e' quella che si avvicina di piu' all'idea di cinema teorizzata dal compianto Maestro: un cinema concettuale, dove le immagini e il montaggio servivano per rappresentare idee, valori, principi (e non per raccontare semplici storie edificanti e retoriche, come invece gli veniva chiesto da quel buffone di Stalin! E' stato lui a rovinarlo!!!!!!). Ejzenstejn strasfigura in epica una materia economico-sociale. E' il suo film piu' vicino allo spirito naturalistico...

voto al film: ed wood assegna il voto nd a La linea generale (1929)



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