Torno a vivere da solo - La recensione di FilmTv
Con Jerry Calà, Don Johnson, Paolo Villaggio, Eva Henger, Randi Ingerman, Max Parodi, Tosca D'Aquino, Enzo Iacchetti, Rudy Smaila, Marcedes Henger
La recensione di FilmTv
Seguito ideale del “cult” del 1982: a 50 anni suonati Jerry accetta di mischiarsi in una famiglia allargata
C’è Mara Venier (ex moglie, nella vita, di Jerry) ad aprire e chiudere questo autentico scult, che se non fosse per il suo - chissà quanto volontario - metalinguaggio, sarebbe da 1 in pagella, tanto sono volgari le battute, tanto è sfacciato il product placement (tutti i protagonisti del film viaggiano sulla stessa auto!), tanto è televisiva la regia, al punto che Torno a vivere da solo passerà alla Storia (si fa per dire) come una versione laica di Nonno Libero: un Medico in famiglia spogliato di qualsiasi connotazione cattocomunista. Il senso dell’operazione è: a vent’anni mandare a quel paese la famiglia e rintanarsi in un guscio ha il suo perché (la pellicola è una sorta di seguito ideale del “cult” Vado a vivere da solo che Marco Risi realizzò nel 1982 proprio con Calà), a cinquant’anni suonati e viste le lune contemporanee forse è meglio accettare di mischiarsi dentro una famiglia allargata che può comprendere padre e madre che non si sopportano più, l’amico gay che finalmente trova l’amore con un trans brasiliano, gli insopportabili figli che se non sei “figo” non ti cagano e le mogli emancipate che tentano prima con gli sbarbati e poi - a rotazione - con gli amici del weekend. Se script e timone lasciano a desiderare, il cast è curioso, a cominciare da un Enzo Iacchetti omosessuale davvero centrato.
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