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L'artista (2008)

[El artista, Argentina, Italia 2008, Drammatico, durata 110']   Regia di Gastón Duprat, Mariano Cohn
Con Sergio Pangaro, Alberto Laiseca



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'artista: presente
Ritmo ritmo in L'artista: presente
Impegno impegno in L'artista: presente
Tensione tensione in L'artista: minimo
Erotismo erotismo in L'artista: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a L'artista

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a L'artista (voti: 6 media: 3,17) 6

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La trama

Jorge svolge senza passione il suo lavoro di infermiere presso un istituto psichiatrico finché non incontra Romano, un anziano paziente autistico ospite dell'istituto, che è dotato di un eccezionale talento artistico. Egli infatti dipinge e le sue opere attirano subito l’attenzione  di Jorge che decide di provare a proporle a una galleria, spacciandole per sue. Si ritroverà presto lanciato nel jet-set dell'arte contemporanea, dipendendo però per intero dall'ispirazione di Romano. 

L’artista è un film che vorrebbe affrontare domande ambiziose (che cos’è l’arte? Cosa fa di un artista un artista?) ma che spesso si accontenta di mettere alla berlina il carosello di chiacchiere che gira attorno all’opera. Comunque, un esordio interessante.

La recensione di FilmTv

Di Silvia Colombo - FilmTV n. 40/0

Una mostra di quadri. Siamo noi a rimirare le opere esposte o sono i quadri a guardare noi? L’arte come spettatore impassibile delle stravaganze, delle velleità e delle vanità di un panorama umano che si specchia nella creazione artistica per avere conferma della propria supremazia intellettuale. Questa sarebbe l’idea attorno alla quale ruota il film degli argentini Mariano Cohn e Gastón Duprat, attivi nell’ambito del video sperimentale e qui al loro primo lungometraggio. Jorge fa l’infermiere in un istituto geriatrico. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di ondecorte scritta il 2009-10-11 02:39:38

Voto al film: voto sufficiente

Bolle, venature, frastagli: le incrostazioni sul muro dell'istituto geriatrico producono disegni surreali, ermetiche geometrie su cui la macchina da presa indugia. Il vecchio Romano (un meraviglioso Alberto Laiseca) vive in questo perimetro dimenticato. Davanti a enormi finestre abbaglianti, seduto sulla carrozzella, rinchiuso nel mondo semi-autistico. Jorge Ramirez (Sergio Pangaro), il grigio infermiere che lo cura, guida quotidianamente la sedia a rotelle lungo il triste chiostro. Porta l'uomo in giardino, gli passa preziose sigarette, gli somministra numerose pillole, scopre, infine, i suoi “straordinari” disegni.

Romano è un “artista” che il pubblico, però, non conoscerà mai, perché le sue eccentriche “opere” create col pennarello, schizzate su mille fogli di carta, finiscono, una dopo l'altra, nel cassetto di Jorge che le presenta, un giorno, a una galleria spacciandole come proprie. Dopo un'iniziale diffidenza, il giovane impostore suscita interesse e viene ingaggiato per una piccola mostra. Ma l'inatteso successo gli apre le porte della critica trasformandolo, in breve, in un "autore" d'avanguardia di fama internazionale. Corteggiato da docenti, osannato da cultori, oggetto di prestigiose conferenze, l'universo di Jorge cambia radicalmente finché accade l'imprevedibile.

Splendidamente fotografata dagli stessi registi (con lunga formazione video-sperimentale), quest'opera prima soffre, però, di alterigia. Dietro l'ironia delle austere, statiche inquadrature, dominate da un ocra spento ed elegante, si nasconde una messa in scena schematica, manichea che, perseguendo ostinatamente il fine della metafora, si perde nell'affilata congettura. A farne le spese è la segreta magia dei gesti di Romano, gli affascinanti movimenti delle sua mano e della penna che stringe tra le dita. Quadri isolati nel loro incomprensibile fascino arcano che, tuttavia, sfiorisce in un implacabile freddezza narrativa. Un intimo itinerario, assai suggestivo, ingiustamente sottovalutato.

Che cosa è 'l'arte'? Sta solo negli occhi di chi la guarda? Chi è 'l'artista'? Cohn e Duprat non danno risposte. Scelgono uno sguardo distaccato, spiazzante, provocatorio inquadrando spazi vuoti al posto delle "criptiche" opere esposte. I disegni, cioè, diventano la definitiva allegoria, l'invisibile prospettiva rovesciata da cui osservare i visitatori. La galleria d'arte si trasforma, così, in un preciso punto di vista antropologico, divertente, ma pretenzioso. Un'operazione intrigante e scivolosa.
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SI

Opinioni su L'artista


2009-10-11 02:39:38 Opinione di ondecorte su "L'artista"
ondecorte

Bolle, venature, frastagli: le incrostazioni sul muro dell'istituto geriatrico producono disegni surreali, ermetiche geometrie su cui la macchina da presa indugia. Il vecchio Romano (un meraviglioso Alberto Laiseca) vive in questo perimetro dimenticato. Davanti a enormi finestre abbaglianti, seduto sulla carrozzella, rinchiuso nel mondo semi-autistico. Jorge Ramirez (Sergio Pangaro), il grigio infermiere che lo cura, guida quotidianamente la sedia a rotelle lungo il triste chiostro. Porta...

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