L'ultimo Pulcinella (2008)
Con Massimo Ranieri, Domenico Balsamo, Adriana Asti, Jean Sorel, Valeria Cavalli, Antonio Casagrande, Margot Dufrene
La trama
La storia del rapporto, spesso traumatico, tra un ragazzo napoletano che cerca nuovi stimoli creativi lontano dalla sua città, e di un padre, artista di strada, che si guadagna da vivere con fatica continuando a cantare e a recitare nelle piazze di Napoli "le storie di Pulcinella"...
L’ultimo Pulcinella sogna Napoli nelle banlieue; sradica la città alle falde del Vesuvio e la rimette in scena come assenza. Una dichiarazione d’amore e di resistenza d’emozione pura. Napoli ha tradito Pulcinella ma Pulcinella non tradisce e s’inventa un’altra Napoli. Una Napoli in esilio. Il film di Scaparro è l’epifania di un sentire fragile e imperfetto ma prezioso, il segno tangibile di una «certa idea di cinema italiano» che resiste intonando la sua canzone autunnale.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 11/2009
L’epifania di un sentire fragile e imperfetto ma prezioso. L’immagine dei limiti, se si vuole, di una modalità di continuare a pensare il cinema di una generazione che però il cinema non di meno l’ha fatto
L'opinione più votata
Di gene55 scritta il 27/08/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
E' vero,Napoli è una città di mondo e come tale la si può trovare dovunque,così come Pulcinella,personaggio frenetico e multietnico,malinconico nella sua felicità,che però non trova lodevole giustizia nella faccia (inter)nazional popolare di Massimo Ranieri,molto nazional e poco inter...
Non fraintendetemi,l'artista napoletano sarebbe anche giusto per il ruolo;ma al teatro San Carlo appunto,in uno sckecth della sua fortunata opera 'Canto perchè non so nuotare',da 500 e più repliche,che sono andato pure a vedere,tra l'altro.
Non ce lo vedo in un ruolo così impegnativo,in un film che avrà anche aspetti televisivi ma che punta in alto,riducendo però il mito a tre canzoncine (ine-ine solo per il contesto,eh!) e ad una verve politica che mira ad unire ma che appare spesso incapace di farlo,talvolta scontata se non fuori luogo.
Confusionario il racconto e povero di sviluppi l'approfondimento,il film arriva in fondo mettendo spesso palla in calcio d'angolo,rifugiandosi proprio nel momento di attaccare,optando per il pareggio anche sapendo che non lo qualificherà.
'Il pareggio non serve a un c....' cantano spesso gli Ultras,e qui si ha la stessa sensazione,s'avverte paura e Pulcinella rimane imbrigliato,obbligato a non svelare il volto,a far vincere ancora una volta la maschera.
Questo,ripeto,a prescindere da Ranieri che molti col passare degli anni (non so se a ragione o per tributarlo) continuano ad accostare ad Eduardo.
Non me la sento di giudicare,proprio per la stima che citavo prima e l'umiltà del soggetto in numerose interviste anche a questo proposito,ma credo di poter dire che assomigliare a qualcuno sia fare cose simili a lui,avvicinarsi da un punto di vista artistico,non imitarlo...
Se non ci limitiamo a soli elementi estetici o territoriali....
Fatta questa parentesi,il film delude non poco.
Mi resta il dubbio che sia una delusione di 'parte' e per questo aspetto altri commenti ....voto 4.5
27 agosto 2011 Opinione di gene55 su "L'ultimo Pulcinella"
La Napoli vista sotto ogni aspetto attraverso occhi molteplici e spesso invadenti,cercata e raccontata milioni di volte anche se non-trovata non-posseduta,la Napoli delle facce tutte uguali e dei problemi sempre gli stessi,qui viene estrapolata dal suo 'habitat naturale',dalle radici che l'hanno resa prima fiorente poi moribonda,dalla gioia dei vicoli e dall'odore di caffè,per essere trasportata al di là delle alpi,in quella Parigi sporca e multirazziale,dove i...
voto al film: 


















