Gran Torino (2008)
Con Clint Eastwood, Cory Hardrict, Geraldine Hughes, Dreama Walker, Brian Haley, Brian Howe, Doua Moua, Nana Gbewonyo, Sarah Neubauer, Christopher Carley
La trama
Il veterano della guerra di Corea Walt Kowalski, ormai da lungo tempo in pensione, si impegna per cercare di raddrizzare la vita al suo giovane vicino, un ragazzo asiatico senza padre che ha cercato di rubargli l'auto, una prestigiosa Ford Gran Torino del 1972, per riuscire a essere ammesso in una gang giovanile.
Incredibilmente stratificato, Gran Torino torna sul tormentato rapporto con Dio, già accennato in Million Dollar Baby; sulla contemplazione disperata di un tessuto politico e sociale devastato, come in Changeling; sulla necessità di lottare con i propri demoni per salvarsi l’anima, come in Gli spietati. Soprattutto, definisce una figura tragica straordinaria, Kowalski, titanico nella sconfitta e nella resurrezione.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 10/2009
Clint Eastwood e l’ideale di una civiltà che coincide con il Sogno americano più autentico e per questo utopistico. Un cineasta capace di elaborare il senso del tragico per tentare di fare (ri)nascere una Nazione
L'opinione più votata
Di yume scritta il 2010-10-15 18:10:34 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Walt Kowalski (citazione da Brando del Tram che si chiama Desiderio) prende le distanze da tutti (“non chiamarmi Walt, io sono il signor Kowalski”), vive da vecchio misantropo reduce dagli incubi della guerra in Corea, di cui conserva cimeli e angosce non rimosse, dove “ti danno una medaglia per aver ucciso un uomo” e la cosa peggiore che fai “non è quella che ti hanno ordinato di fare”.
Emblematico quel gesto, ripetuto, di sparare solo con la mano. Walt guarda con odio i vicini vietnamiti (“musi gialli”), membri di un’etnia Hmong trascinata lì dalla guerra del Vietnam in cui erano stati alleati degli americani, osserva con malcelato fastidio i nipoti deficienti con piercing, i figli, grossi e ottusi borghesi, il pretino infervorato che vorrebbe ricondurlo all’ovile e che sopporta solo per il ricordo dell’adorata Dorothy (il suo funerale apre il film sommessamente).
Kowalski fuma una sigaretta dopo l’altra, sputa sangue, beve birra e ama solo due cose: la vecchia cagna e la sua Gran Torino del ‘72, lucida come appena uscita dal concessionario, unici affetti buoni a scalfire con un ricordo di sorriso quella faccia rugosa, dura come una pietra. Eppure siamo tutti subito dalla sua parte, le battutacce al vetriolo vorremmo essere capaci di dirle noi e sorridiamo, tifiamo per lui e alla fine scopriamo perché.
Walt è un uomo a tutto tondo, uno che ha vissuto ed è arrivato al capolinea del suo lungo viaggio al termine della notte. Qui troverà ancora ad aspettarlo quella necessità che costringe ogni uomo vero a misurarsi con sé stesso.
Ammetterà, brontolando, di somigliare più ai vicini asiatici che ai suoi figli, la piccola Hmong continuerà a chiamarlo allegramente Wally e a fargli cuocere bistecche sul suo barbecue (“bistecche di cane!” ringhia Walt e gli occhi gli brillano), e Thao, il timido e irresoluto, sarà preso sotto la sua ala protettrice di vecchio cane ringhioso.
Contro il mondo, là, per le strade di una specie di Bronx, dove rischi la pelle ogni volta che passi. Il senso di tutta la sua vita convergerà nella scena finale, di lirismo estremo, per sciogliersi poi nella visione di una distesa d’acqua (un lago, il mare?) inaspettata, dopo tanto claustrofobico sviluppo in brevi spazi interni o in esterni fortemente chiaroscurati. Poca luce nei film di Clint, ma quando arriva fa chiudere gli occhi dallo splendore.
E mentre scorrono i titoli di coda sulle note di una magnifica canzone, passano rare automobili su quel lungolago/mare che la macchina riprende dall’alto, e magari prima o poi passerà anche la Gran Torino, sempre fiammante, guidata da Thao.
Paola Di Giuseppe www.viadelcinema.it
- negative [14]
- sufficienti [16]
- positive [172]
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2012-01-21 10:29:09 Opinione di Roberto T. su "Gran Torino"
Clint Eastwood rispolvera la sua famosa espressione dal ciglio spietato che lo rese famoso al tempo dei western con Sergio Leone e la mette al servizio di una bella storia di solitudine, odio e pacificazione che lancia impliciti fendenti contro i razzismi e i pregiudizi d'ogni genere. Gran film.
voto al film: 
2011-12-18 21:09:15 Opinione di movieman su "Gran Torino"
Un film esemplare con qualche battuta da imparare a memoria e raccontare agli amici. Gallina vecchia fa buon brodo.
voto al film: 
2011-11-25 14:35:55 Opinione di Gangs 87 su "Gran Torino"
Vivere con addosso il peso di aver ucciso uomini, logora. L'anima, la mente e il corpo si piegano sotto la mole di un peso opprimente, di una morsa che stringe il cuore fin quasi a stritolarlo spremendogli fino all'ultima goccia d'amore, rendendolo incapace d'amare. Walt è un uomo solo che si ritrova a combattere i fantasmi del passato quando una famiglia di "musi gialli" viene a vivere in una casa accanto a lui. L'iniziale diffidenza e repulsione che ha verso la famiglia coreana,...
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2011-08-08 15:19:37 Opinione di Kurtisonic su "Gran Torino"
Non c'è mai stato un mondo da rendere perfetto, l'hanno capito i Callaghan, i cavalieri senza nome, gli antieroi e la loro purezza mortale. Un Eastwood spietato solo con sé stesso mostra la via che il mondo deve seguire per andare avanti, le regole, la pace, il rispetto comune. Gran Torino è il bilancio registico di un percorso cinematografico e personale lungo quarant'anni, nel quale ha scontato la pena per non avere agganciato la controcultura...
voto al film: 
2011-07-29 00:37:54 Opinione di kael80 su "Gran Torino"
Bel film di Clint, empatico come pochi e non privo di sincera speranza.
voto al film: 
2011-06-18 20:53:09 Opinione di jonas su "Gran Torino"
Un vecchio rompiscatole, fissato con i suoi ricordi da reduce di guerra come neanche John Goodman ne Il grande Lebowski, resta vedovo: figli, nuore e nipoti lo considerano impresentabile, i vicini di casa asiatici lo guardano come una strana bestia, il prete cerca di convertirlo. Eastwood, in quella che sembra destinata a rimanere la sua ultima interpretazione, rifà un altro personaggio nel vecchio stile Callaghan (la battuta “Avete notato che ogni tanto si incontra qualcuno che...
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2011-06-16 00:37:32 Opinione di KICKASS su "Gran Torino"
Ma quanto è figo Clint? Mamma mia ma alla sua età vorrei essere 1/1000 in gamba così! Un film DURO ma d'amore. Apertura allo straniero, al rinnegato, al vicino che non guardi mai.... Amore è sacrificio anche a costo di..... ADORABILE e MAGNIFICO
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2011-05-03 12:38:57 Opinione di Guidobaldo Maria Riccardelli su "Gran Torino"
Essenziale, rigoroso, emozionante. Sorprendente nella potenza narrativa dell'eroismo reale e non di maniera. L'epica del personaggio travalica l'iconografica classica e si manifesta nella complessa e stratificata realtà del vivere quotidiano. Eastwood si mette in gioco in prima persona, percorrendo la via della redenzione con perspicacia, usando l'espressività del suo essere e del suo fisico, vero, segnato, ma adamantino. Regia impeccabile. Film...
voto al film: 
2011-04-04 22:35:49 Opinione di Sylvain su "Gran Torino"
Da non perdere... se vi piace il "buon" cinema Mi è davvero piaciuto questo “Gran Torino” e non semplicemente perché abito vicino a Torino !! Un gran bel film, essenziale in ogni sua parte, senza fronzoli ne effetti speciali, che ho apprezzato soprattutto proprio per la sua semplicità. Una storia cruda, presumo anche molto reale nel contesto nella quale viene ambientata che seppur con un finale alquanto scontato, mi ha tenuto in tensione...
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2011-04-01 15:17:20 Opinione di giorgiobarbarotta su "Gran Torino"
Pollice e indice a squadra per racchiudere e riscattare in un unico gesto/fotogramma tutta una prima parte di carriera votata al grilletto facile e alla spettacolarizzazione della violenza. Eastwood, volto più che mai scavato dalle rughe dell'età e della saggezza, è un grande vecchio che sa leggere l'uomo e la realtà in cui è calato (e che si è plasmato). Mondo difficile, mutevole, che evolve, globalizza, inasprisce, a partire da sotto casa. Gran...
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