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Gran Torino (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gran Torino: presente
Ritmo ritmo in Gran Torino: presente
Impegno impegno in Gran Torino: forte
Tensione tensione in Gran Torino: forte
Erotismo erotismo in Gran Torino: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Gran Torino

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Gran Torino (voti: 465 media: 4,33) 465

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La trama

Il veterano della guerra di Corea Walt Kowalski, ormai da lungo tempo in pensione, si impegna per cercare di raddrizzare la vita al suo giovane vicino, un ragazzo asiatico senza padre che ha cercato di rubargli l'auto, una prestigiosa Ford Gran Torino del 1972, per riuscire a essere ammesso in una gang giovanile. 

Incredibilmente stratificato, Gran Torino torna sul tormentato rapporto con Dio, già accennato in Million Dollar Baby; sulla contemplazione disperata di un tessuto politico e sociale devastato, come in Changeling; sulla necessità di lottare con i propri demoni per salvarsi l’anima, come in Gli spietati. Soprattutto, definisce una figura tragica straordinaria, Kowalski, titanico nella sconfitta e nella resurrezione.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 10/2009

Clint Eastwood e l’ideale di una civiltà che coincide con il Sogno americano più autentico e per questo utopistico. Un cineasta capace di elaborare il senso del tragico per tentare di fare (ri)nascere una Nazione

Non c’è nessun tram che si chiama desiderio per il signor Kowalski. Solitudine e rabbia, invece. La moglie adorata giace nella bara e i suoi occhi carichi di rancore squadrano i figli opportunisti e la nipote che mostra irrispettosa il piercing all’ombelico. Ha il cuore nero, Kowalski. Reduce decorato della Guerra di Corea, inchioda il pretino irlandese ai suoi cliché su vita & morte, perché chi ha ammazzato e visto gli amici schiattare nel sangue non se ne fa nulla delle chiacchiere. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di yume scritta il 15/10/2010 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto ottimo

Clint riempie la scena per tutta la durata del film, personaggio e interprete gigantesco, rinnova i fasti di un genere epico/tragico in cui l’eroe, solitario, attraversa lo spazio scenico dominandolo e plasmandolo a sua misura.
Walt Kowalski (citazione da Brando del Tram che si chiama Desiderio) prende le distanze da tutti (“non chiamarmi Walt, io sono il signor Kowalski”), vive da vecchio misantropo reduce dagli incubi della guerra in Corea, di cui conserva cimeli e angosce non rimosse, dove “ti danno una medaglia per aver ucciso un uomo” e la cosa peggiore che fai “non è quella  che ti hanno ordinato di fare”.
Emblematico quel gesto, ripetuto, di sparare solo con la mano. Walt guarda con odio i vicini vietnamiti (“musi gialli”), membri di un’etnia Hmong trascinata lì dalla guerra del Vietnam in cui erano stati alleati degli americani, osserva con malcelato fastidio i nipoti deficienti con piercing, i figli, grossi e ottusi borghesi, il pretino infervorato che vorrebbe ricondurlo all’ovile e che sopporta solo per il ricordo dell’adorata Dorothy (il suo funerale apre il film sommessamente).
Kowalski  fuma una sigaretta dopo l’altra, sputa sangue, beve birra e ama solo due cose: la vecchia cagna e la sua Gran Torino del ‘72, lucida come appena uscita dal concessionario, unici affetti buoni a scalfire con un ricordo di sorriso quella faccia rugosa, dura come una pietra. Eppure siamo tutti subito dalla sua parte, le battutacce al vetriolo vorremmo essere capaci di dirle noi e sorridiamo, tifiamo per lui e alla fine scopriamo perché.
Walt è un uomo a tutto tondo, uno che ha vissuto ed è arrivato al capolinea del suo lungo viaggio al termine della notte. Qui troverà ancora ad aspettarlo quella necessità che costringe ogni uomo vero a misurarsi con sé stesso.
Ammetterà, brontolando, di somigliare più ai vicini asiatici che ai suoi figli, la piccola Hmong continuerà a chiamarlo allegramente Wally e a fargli cuocere bistecche sul suo barbecue (“bistecche di cane!” ringhia Walt e gli occhi gli brillano), e Thao, il timido e irresoluto, sarà preso sotto la sua ala protettrice di vecchio cane ringhioso.
Contro il mondo, là, per le strade di una specie di Bronx, dove rischi la pelle ogni volta che passi. Il senso di tutta la sua vita convergerà nella scena finale, di lirismo estremo, per sciogliersi poi nella visione di una distesa d’acqua (un lago, il mare?) inaspettata, dopo tanto claustrofobico sviluppo in brevi spazi interni o in esterni fortemente chiaroscurati. Poca luce nei film di Clint, ma quando arriva fa chiudere gli occhi dallo splendore.
E mentre scorrono i titoli di coda sulle note di una magnifica canzone, passano rare automobili su quel lungolago/mare che la macchina riprende dall’alto, e magari prima o poi passerà anche la Gran Torino, sempre fiammante, guidata da Thao. 
Paola Di Giuseppe www.viadelcinema.it
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SI

Opinioni su Gran Torino


26 aprile 2012 Opinione di spicerLOVEJOY su "Gran Torino"
spicerLOVEJOY

Quello che sconcerta di questo film è che l' Academy lo ha ignorato platealmente... Quando invece, senza nulla togliere ai Coen, avrebbe meritato almeno i tre premi principali... Film ( A dir poco Meraviglioso...)  Regia  ( Di una potenza unica...) e Attore Protagonista  ( Un Monumentale, Irresistibile Clint...).. Sceneggiatura perfetta, scandita da un ritmo esemplare e con una colonna sonora, come sempre nei film di Eastwood, di una bellezza unica.... Eastwood giganteggia su un cast...

voto al film: spicerLOVEJOY assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)

nessun commento
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26 febbraio 2012 Opinione di delfinodelfino su "Gran Torino"
delfinodelfino

quqnto è bello questo film, dall'inizio alla fine! bravo Clint!

voto al film: delfinodelfino assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)



21 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Gran Torino"
alfatocoferolo

Ce ne sono tanti e troppi di motivi per non additare questo film come capolavoro ma sono troppo pochi anche quelli a sostegno del fatto che sia un film qualsiasi. Spesso è opportuno chiedersi cosa ne sarebbe stato di un film se a girarlo fosse stato un altro regista ma porsi questa domanda riguardo a Gran Torino (così come ad altri film di Eastwood) significa dimostrare superficialità ed adottare un approccio non olistico e quindi limitato. Il personaggio di Clint Eastwood è parte...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Gran Torino (2008)

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12 febbraio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Gran Torino"
marcopolo30

Passata la soglia dei settant'anni Clint Eastwood è andato sempre più incentrando la sua opera sull'esistenza e sul significato di questa. E “Gran Torino” è forse il culmine di questa sua ricerca, dove temi come religione, passato, famiglia, guerra e perdono appaiono un po' tutti a formare una sorta di requiem molto particolare. Tanto di cappello al grande vecchio e -ancora una volta- Grazie Clint!

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)

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5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Gran Torino"
armonica1996

Capolavoro assoluto di Eastwood.

voto al film: armonica1996 assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)


21 gennaio 2012 Opinione di Roberto T. su "Gran Torino"
Roberto T.

Clint Eastwood rispolvera la sua famosa espressione dal ciglio spietato che lo rese famoso al tempo dei western con Sergio Leone e la mette al servizio di una bella storia di solitudine, odio e pacificazione che lancia impliciti fendenti contro i razzismi e i pregiudizi d'ogni genere. Gran film.

voto al film: Roberto T. assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)

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18 dicembre 2011 Opinione di movieman su "Gran Torino"
movieman

Un film esemplare con qualche battuta da imparare a memoria e raccontare agli amici. Gallina vecchia fa buon brodo.

voto al film: movieman assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)


25 novembre 2011 Opinione di Gangs 87 su "Gran Torino"
Gangs 87

Vivere con addosso il peso di aver ucciso uomini, logora. L'anima, la mente e il corpo si piegano sotto la mole di un peso opprimente, di una morsa che stringe il cuore fin quasi a stritolarlo spremendogli fino all'ultima goccia d'amore, rendendolo incapace d'amare. Walt è un uomo solo che si ritrova a combattere i fantasmi del passato quando una famiglia di "musi gialli" viene a vivere in una casa accanto a lui. L'iniziale diffidenza e repulsione che ha verso la famiglia coreana,...

voto al film: Gangs 87 assegna il voto buono a Gran Torino (2008)

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8 agosto 2011 Opinione di Kurtisonic su "Gran Torino"
Kurtisonic

Non c'è mai stato un mondo da rendere perfetto, l'hanno capito i Callaghan, i cavalieri senza nome, gli antieroi e la loro purezza mortale. Un Eastwood spietato solo con sé stesso mostra la via che il mondo deve seguire per andare avanti, le regole, la pace, il rispetto comune. Gran Torino è il bilancio registico di un percorso cinematografico e personale lungo quarant'anni, nel quale ha scontato la pena per non avere agganciato la controcultura...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto ottimo a Gran Torino (2008)

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29 luglio 2011 Opinione di kael80 su "Gran Torino"
kael80

Bel film di Clint, empatico come pochi e non privo di sincera speranza.

voto al film: kael80 assegna il voto buono a Gran Torino (2008)




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