Bastardi senza gloria (2009)
Con Brad Pitt, Eli Roth, Diane Kruger, Mike Myers, B.J. Novak, Samm Levine, Daniel Bruhl, Til Schweiger, Michael Fassbender, Rod Taylor, Christoph Waltz, Mélanie Laurent
12/05/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Nostalgia (6)
Nostalgia della mia infanzia ? Ma proprio per niente ! Ero un bambino gracile e timido e quando cercavo di frequentare i miei coetanei venivo lasciato sempre in disparte ; quanto avrei...
di panflo
La trama
Un gruppo di soldati americani ebrei, conosciuto come "The Basterds" viene inviato nella Francia occupata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, con il preciso compito di assassinare brutalmente qualsiasi nazista che incontri il suo cammino.
Quentin è al suo meglio tra momenti ludici, dialoghi saturi e folli, rallentamenti parossistici e deflagrazioni improvvise dell’azione: il ritmo, il tempo e lo spazio della sua mitologia. Colpi di genio a ripetizione e un finale per definizione impossibile, quindi maggiormente fantastico. Bastardi senza gloria, va detto, pone pure qualche dubbio sul registro grottesco attraverso il quale sono rivisitate figure altrimenti tragiche (Hitler e soprattutto Goebbels). Ma questo non è lo stesso campo da gioco della Storia, non è lo stesso campionato e non è neppure lo stesso sport. Christoph Waltz premiato come migliore attore a Cannes 2009.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 39/2009
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 23/08/2011 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
Un trattato sulle citazioni conterrebbe Clouzot, Riefensthal, Leone, Lubitsch, Lang... ma no!, mica si legge così il mekano-kinema, devi dargli un’aura di cinema-cinema, non stare alle apparenze, Tarantino non è mica un teorico alla Godard, ha i Weinstein al seguito, i Murdoch-Moloch del cinema... devi convincere le masse che il cinema del texano del videostore, quello che si è fatto le ossa tra le videocassette è un genio del copia e incolla, che cominciò copiando a Kubrick l’idea di spazio-tempo nel suo migliore film, che era narrative-art quel parto giovanile, che stanò Edward Bunker (insomma, un colpo di genio quel film), poi fu Pulp e va bene, battemmo le mani (Samuel Jackson, La Bibbia, Keitel uomo delle pulizie, grande musica, Statler Brothers su tutti, insomma un guazzabuglio cine-citazionista da sballo), poi fu il migliore Jackie Brown, il film-incastro perfetto, il grande cinema a portata di mano, puro Elmore Leonard che solo Quentin ha reso cinema, non Sonnnenfeld (Get Shorty) né Madden (Killshot) né lo stesso Soderbergh (Out Of Sight), infine due esercizi di stile, i due Kill Bill, belli da vedere, magici, icono-leggendari, con quella faccia di rame di Mr Carradine kung fu style. C’era il saccheggio dei generi, elevato a finissima tessitura di cinema pret à porter, un cinema da indossare, elegante, derivativo, ma cinema. Qualcuno nicchiò vedendo Grindhouse, a me arrivarono lampi dal deserto, piedi feticcio in incipit (il feticcio ritorna in Inglorious Basterds - la scarpa e il piede perfettamente arcuato della fascinosa collaborazionista farebbero la gioia di Réstif de la Bretonne), bagliori metallici, un primo tempo bello e leccato, un secondo tempo sporco che mi piacque più del primo. Guai a toccare l’oggetto filmico Grindhouse, siamo nel cinema che si autoFAGOcita (Govanni Fago piace solo a Quentin, andate a vedere chi è Giovanni Fago... nemmeno Marco Giusti gli ha reso omaggio).
Siamo ai Gloriosi bastardi, ingloriosi basterdi, bastardi senza gloria, fate voi: il cinema di Quentin deflagra, pezzi di pellicola pullulano per l’aere come nella civiltà del consumo di immagini antonioniani; Quentin, come un bambino irrequieto, ne coglie a caso i frammenti sparsi, “Il cinema è morto”, sembra dire, “si è incendiato nelle sale del mondo, ma almeno ho fatto fuori questi sporchi nazisti!”.
Non c’è una trama? Perché, c’è una trama nel disordine del mondo?
“Io sono la magia del cinema”, sembra dire, “dalle faville che salgono al cielo raccolgo il brillio e ve lo consegno come testimonianza di quello che fu il cinema, imbastisco, cucio, incollo... il mio è un cinema che nasce dal disastro...”
Infine, nella calma olimpica dell’aedo (in cui il ragazzo del videostore si è trasformato), viene fuori l’unico film sensato a favore di una generazione che lo ha dissipato in inossidabili, stantie forme funebri.
È la rinascita: la svastica incisa con rabbia sulla fronte di un lercio nazista, suggella a imperitura memoria lo stigma del Male, come gli scalpi strappati raccolgono l’eredità terrificante del Giudice Holden di Meridiano di sangue di un altro grande cantore della crudeltà dell’Impero Americano, Cormac McCarthy, chiudendo il cerchio funesto dei paesi per uomini luridi.
“Il mio capolavoro”, dice en abîme, Quentin Tarantino.
Entropia del grande cinema americano che chiede in prestito al grande romanzo americano, a Gravity's Rainbow: nel cazzo-missile di Slothrop, Pynchon anticipava oltre trent’anni fa la sconfitta del rinascente nazismo, scherzando sovranamente come Quentin Tarantino. Preoccupati entrambi - a ben vedere.
- negative [18]
- sufficienti [25]
- positive [166]
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22 aprile 2012 Opinione di LAMPUR su "Bastardi senza gloria"
Giona 12,36 E verrà un uomo da lontano ingloriosamente bastardo, efebicamente insulso, carismatico capo di orde sanguinarie, in molte lingue proferirà un verbo disfatto. Col trinacrio poi, sarà stridor di denti, spasimo d’udito, e la vendetta graverà sui popoli in mendace adorazione. Intervistatore: Buongiorno Mr. Tarantino, volevamo chiederle qualcosa circa il suo cinema. Tarantino: Cosa volete sapere ancora? I: ma è vero che lei voleva fare solo l'attore? T: in...
voto al film: 
25 marzo 2012 Opinione di jonas su "Bastardi senza gloria"
Torno a vedere un film di Tarantino dopo più di dieci anni, e neanch’io so cosa aspettarmi. Avevo apprezzato le sue prime due prove, ma ci avevo anche trovato un retrogusto lievemente sgradevole che mi aveva tenuto lontano dalle successive, fino a che sono stato incuriosito da questa. Tarantino continua a essere come la coca cola: mi piace, anche se non so bene cosa c’è dentro. Ora come agli inizi, il suo pregio maggiore è l’abilità costruttiva: cinque atti, come nelle tragedie...
voto al film: 
24 marzo 2012 Opinione di Paul Hackett su "Bastardi senza gloria"
Un gruppo di soldati ebrei americani, spietati tagliagole, opera nella Francia occupata dai tedeschi facendo strage di SS e soldataglia nazista. Quando la banda viene a sapere che, nonostante la guerra in corso, i vertici del Terzo Reich parteciperanno in massa alla prima di un film a Parigi (lo so che fa ridere, ma che volete che vi dica... la sceneggiatura non l'ho scritta io) per i "Bastardi" si affaccia la succosa possibilità di compiere un'azione che potrebbe addirittura far terminare...
voto al film: 
20 marzo 2012 Opinione di glm su "Bastardi senza gloria"
Seconda guerra mondiale:un gruppo di soldati americani viene inviato in Francia per far piazza pulita di tutti i nazisti che avranno la sfortuna di incrociarne il cammino,per far ciò non esiteranno a usare metodi a dir poco cruenti e dopo varie peripezie riusciranno grazie ad un piano ingegnoso e al sacrificio di alcuni di loro a porre fine al conflitto in corso.Ottimo film antinazista e war movie disatteso almeno per il sottoscritto che si aspettava azioni belliche a volontà,poco...
voto al film: 
17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Bastardi senza gloria"
Quentin Tarantino, la "iena" di Hollywood, colui che ha rivoluzionato irreversibilmente il sistema cinematografico, adesso è andato oltre le sue stesse potenzialità proiettive, adempiendo all'ultimo desiderio richiedibile al cinema: riscrivere la Storia.Come un vetusto film dai precordi a dir poco leoniani e viscontiani ( i titoli di testa e la sequenza iniziale), la pellicola trasfigura la dimensione immaginifica dello scenario europeo ed umano del tempo, raffigurando i personaggi...
voto al film: 
25 febbraio 2012 Opinione di Argan su "Bastardi senza gloria"
Fantastico, solo un grande regista è in grado di delineare così attentamente e quasi maniacalmente le caratteristiche psicologiche dei suoi personaggi, film consigliato a chiunque, anche al solito popolino.
voto al film: 
17 febbraio 2012 Opinione di yume su "Bastardi senza gloria"
In una fabbrica di sogni (e il cinema lo è) può anche capitare che Hitler, Goebbels, Goering e Bormann decidano tutti insieme di ritrovarsi, con altri 350 nazisti di provata fede, a festeggiare un filmetto di quelli che al Ministro della Propaganda tanto piaceva produrre sulle glorie nazionali e gli eroi di pura razza ariana. Può anche succedere che in quella sala convergano due complotti, che si ignorano fra loro ma si potenziano a vicenda nel condurre felicemente a termine la...
voto al film: 
11 febbraio 2012 Opinione di ZioMaro su "Bastardi senza gloria"
“Operazione Kino” condotta a regola d'arte da un regista superbamente cinefilo come Tarantino. In tutti i suoi film pressoché ogni inquadratura è una lezione di storia del cinema preparata con scanzonato entusiasmo, mai con sterile intellettualismo: il suo “Credo” nel Cinema e per il Cinema si dimostra con acrobatica insistenza citazionistica, mostrata e pronunciata, che spazia dalla subcultura pop all'arte. Anche “Bastardi senza gloria” non è solo un omaggio al cinema di...
voto al film: 
3 febbraio 2012 Opinione di michel su "Bastardi senza gloria"
Quentin ha assoldato il suo mucchio selvaggio: John, Sam, Robert, Sergio piccolo, Sergio grande e compagnia bella. La partita è truccata e logora ma a tratti lo schermo si incendia.
voto al film: 
21 gennaio 2012 Opinione di armanesh su "Bastardi senza gloria"
Bravo Quentin, ancora una volta sei riuscito a creare un' opera dove l' originalità di certo non difetta, eppure....mi viene una parola... Autoreferenziale è la parola che mi è scappata fuori. Insomma, una volta visto "Le Iene" puoi dire di aver conosciuto Tarantino, in fondo gli altri lavori non fanno che ripetere il solito mantra con un diverso copione , ed il sangue è sempre rosso eed è pesante come l' acqua... Ovviamente imho
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- sufficienti [25]
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