Amore che vieni, amore che vai (2007)
Con Fausto Paravidino, Massimo Popolizio, Donatella Finocchiaro, Filippo Nigro, Claudia Zanella, Giorgia Ferrero, Agostina Belli, Tosca D'Aquino, Davide Paganini
La trama
A Genova, nel 1963, Tre uomini progettano un grosso colpo. Sono Bernard, un contrabbandiere di origine francese, il giovane Carlo, e Salvatore, un pastore sardo membro dell'anonima sequestri. Il colpo riesce, ma Salvatore con uno stratagemma dal prezzo molto alto raggira gli altri due e scappa con il malloppo e Veretta, una prostituta di cui si è innamorato. Il suo tradimento, il modo in cui l'ha compiuto e altri eventi occorsi in seguito gli renderanno però molto difficile godersi il denaro sottratto.
Per essere tratto da un romanzo (quel Destino ridicolo scritto da Fabrizio De André e Alessandro Gennari), il secondo lungometraggio di Daniele Costantini (dopo Fatti della banda della Magliana) è una trasposizione che più libera non si può. L’attenzione verso gli ultimi riservata da De André si perde a causa di una recitazione forzata e surreale, che alla lunga risulta fastidiosa. Non convince, su tutte, quella del pappone Fausto Paravidino, tutto smorfiette e risatine, al centro di una sceneggiatura approssimativa, incongruente e didascalica.
La recensione di FilmTv
Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 46/2008
L'opinione più discussa
Di giancarlo visitilli scritta il 16/11/2008
Voto al film: 
13 settembre 2009 Opinione di LorCio su "Amore che vieni, amore che vai"
Se volessimo intraprendere un discorso filologico, dovremmo perfino contestare il titolo del film. Se volessimo contestualizzarlo all’interno del discorso generale, ci accorgeremmo ben presto che Amore che vieni amore che vai c’azzecca poco con il filone della musica genovese del De André degli anni sessanta. Scritta sì in quel decennio e probabilmente a Genova, è una canzone dal significato talmente universale che trasversalmente solo può toccare il...
voto al film: 
16 novembre 2008 Opinione di giancarlo visitilli su "Amore che vieni, amore che vai"
Non al denaro, non all’amore, né al cielo, tanto meno da De André sarebbe stata gradita quest’operazione, che a differenza dell’opera da cui è tratta, il romanzo “Un destino ridicolo”, di De André, in collaborazione dello psicanalista Alessandro Gennai, è di gran lunga inferiore. Anzi inutile. Perché, chi va a cinema per vedere il film di Costantini, ha l’idea di andare a vedere i reietti e gli inetti di cui ha raccontato, scritto e cantato il cantautore che manca in questo...
voto al film: 
16 novembre 2008 Opinione di billykwan su "Amore che vieni, amore che vai"
Fabrizio De Andrè ha cantato storie di emarginati e reietti, lo ha fatto con anarchica poesia e ha dipinto luoghi e genti di una Genova che in parte sopravvive tuttora. Insieme a Alessandro Gennari scrisse poi il romanzo "Un destino ridicolo", da cui è tratto il film in questione. Il libro narra delle vicende di tre uomini (Bernard, marsigliese passato dalla resistenza alla malavita; Carlo, pappone sognatore; Salvatore, un pastore sardo appena uscito di galera) i cui destini si intrecciano...
voto al film: 
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