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Tutti insieme inevitabilmente - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Andrea Fornasiero

Una commedia natalizia distribuita fuori tempo massimo. Situazioni trite e ritrite, banalità, intenti satirici spuntati

Commedia romantica natalizia, distribuita fuori tempo massimo a gennaio inoltrato, Tutti insieme inevitabilmente quadruplica l’idea di Ti presento i miei, raccontando le visite di una giovane coppia ai propri quattro genitori, concentrate nello stesso giorno di Natale. Da che mondo è mondo o si cerca di creare un tormentone, e non è questo il caso, o riprendere più volte la stessa situazione non è ricetta d’ilarità. Quattro incontri infatti, anche se spezzati da una rappresentazione della natività, sono troppi, soprattutto quando le famiglie risultano costruite su triti stereotipi: il padre di lui è un conservatore bianco, testardo, povero e con figli ignoranti e aggressivi; la madre di lei dedica la vita alla chiesa, circondata da donne anziane ma ancora arrapate e da bambini pestiferi; la madre di lui è una hippie che convive con l’ex migliore amico del figlio, mentre il padre di lei, interpretato da Jon Voight, è l’unico a dimostrare un po’ di umanità, ma arriva troppo tardi. L’intento satirico rimane sulla carta per via di bersagli che, nonostante Duvall e la Spacek, hanno spessore di carta velina, inoltre l’esibita misantropia si spegne in un finale banale, dalla morale prevedibilmente romantica e familista.


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