Me and Orson Welles (2008)
Con Ben Chaplin, Claire Danes, Zac Efron, Zoe Kazan, Eddie Marsan, Christian McKay, Kelly Reilly, James Tupper, Thomas Arnold, Leo Bill
La trama
La storia di una tormentata settimana del 1937 in cui un giovane aspirante attore di New York si ritrova nel bel mezzo della Mercury Theatre Company del divo Orson Welles, proprio alla vigilia della prima storica messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare. Durante questa calda settimana Richard oltre a trovarsi coinvolto in una romantica relazione con una donna mondana più vecchia di lui, sarà immerso in un'esperienza creativa che pochi potranno dire di avere affrontato, facendo i conti con il lato oscuro dell'imperioso e brillante Welles.
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 02/09/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
12 novembre 1937. “IL BARDO FA CENTRO”, scrive a titoli cubitali Variety. La sera prima, al Mercury Theatre di New York è andato in scena Caesar, un adattamento ‘scarno e brutale’ di Orson Welles dal Giulio Cesare di Shakespeare, dopo sette giorni di prove estenuanti e di litigi tra il ‘genio’ e il produttore John Houseman. “Allestita in abiti moderni, con allusioni alla politica contemporanea (per esempio, saluti fascisti e illuminazioni ‘alla Norimberga’), senza scenografie e senza intervalli, questa è la prima produzione del Mercury Theatre.” (Peter Bogdanovich, Io, Orson Welles). Anche il New York Post è entusiasta: “Nella sua diretta semplicità, questa scena raggiunge la meravigliosa libertà d’un palcoscenico elisabettiano.”
In questo evento particolare, ma già solennemente anticipatore della vita avventurosa del Welles regista cinematografico, Richard Linklater inserisce la vicenda della breve stagione ‘artistica’ del giovane Richard Samuels che a Welles si accostò, restandone abbagliato al punto di rinunciare alla propria vocazione teatrale.
Me and Orson Welles, tratto da un romanzo di Robert Kaplov, sceneggiato da Holly Gent Palmo (anche co-produttore), racconta la storia immaginaria di un Wilhelm Meister newyorkese, che ha molta assonanza con l’opera incompiuta di Goethe. Come Wilhelm, Richard è affascinato da un teatrino di burattini (nel film: Welles e la sua compagnia teatrale) che vestono i panni di Saul, Davide, Golia ecc. (il teatro scespiriano). Due amori spingono il giovane a frequentare il Mercury, quello per l’affascinante Sonja Jones, ambiziosa organizzatrice del gruppo e quello per Welles che, per capriccio, lo ha invitato a fare parte del cast del Cesare.
Abbagliato da un mondo fino allora inattingibile, il cucciolo-artista entra in un gioco più grande di lui. Un mondo si apre inaspettatamente ai suoi occhi, un mondo si chiude, infine, riportando le sue ambizioni alla pacata quiete della normalità.
Richard è sottoposto, senza rendersene conto, alla volubilità del genio e delle donne. La parte che Welles gli ha affidato, suonare con l’ukulele una canzone che accompagni l’immensa performance di Bruto-Welles, è l’equivalente del fool nel teatro del Bardo; gli appuntamenti di Sonja, le promesse d’amore sono parole scritte nel vento dalla scaltrezza di una donna che tiene al guinzaglio l’innocenza, intanto che briga ad arte per convogliare a nozze con il tycoon David O’Selznick.
Richard, infine, è felice per avere tratto esperienza sull’arte e sulla dissimulazione, a contatto con personaggi del calibro di Joe Cotten e George Coulouris, di avere fatto amicizia ed essersi divertito alle boutade e alle prodezze di Norman Lloyd, soprattutto di avere sfiorato l’algida bellezza di Muriel Brassler, l’amante di Welles. ESPANDI +
19 ottobre 2011 Opinione di supadany su "Me and Orson Welles"
VOTO : 6,5. Richard Linklater è uno dei registi più versatile che io conosca, però allo stesso tempo I suoi film sono prodotti discreti a cui manca spesso qualcosa per fare un deciso salto di qualità. Così anche questo “Me and Orson Welles” risulta sostanzialmente piacevole, realizzato con cura, ma privo di quella sostanza in più per fare uno step in più. Richard (Zac Efron) è uno studente sveglio che aspira a diventare artista, così, con un po’ di tenacia e di fortuna...
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15 settembre 2011 Opinione di menestrello su "Me and Orson Welles"
Forse si tratta di un film da vedere più volte... Non sono un profondo conoscitore della vita e dell'opera di Orson Welles, non posso quindi giudicare quanto biograficamente corretta possa essere questa opera. Ho notato una non indifferente cura nel riprodurre ambientazioni d'epoca, una certa cura nella scelta dei costumi e persino delle luci, che portavano lo spettatore "direttamente" agli anni 30. I dialoghi, i gesti, tutti gli attori si muovono perfettamente a proprio...
voto al film: 
2 settembre 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Me and Orson Welles"
12 novembre 1937. “IL BARDO FA CENTRO”, scrive a titoli cubitali Variety. La sera prima, al Mercury Theatre di New York è andato in scena Caesar, un adattamento ‘scarno e brutale’ di Orson Welles dal Giulio Cesare di Shakespeare, dopo sette giorni di prove estenuanti e di litigi tra il ‘genio’ e il produttore John Houseman. “Allestita in abiti moderni, con allusioni alla politica contemporanea (per esempio, saluti fascisti e...
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4 dicembre 2010 Opinione di mm40 su "Me and Orson Welles"
Il soggetto, il romanzo-bestseller omonimo di Robert Kaplow, è un'opera di fantasia supportata da un buon lavoro di ricerca storica sulla persona e sulle opere di Welles; la sceneggiatura è opera di Holly Gent Palmo e Vince Palmo e, a quanto risulta, è piuttosto fedele al libro. Perciò i difetti della storia - e non sono pochi - vanno imputati essenzialmente a Kaplow: abbiamo davanti agli occhi un Welles pressochè inedito, burbero (e ci sta, perchè...
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30 giugno 2010 Opinione di Utente rimosso (Marcello Del Cam su "Me and Orson Welles"
12 novembre 1937. “IL BARDO FA CENTRO”, scrive a titoli cubitali Variety. La sera prima, al Mercury Theatre di New York è andato in scena Caesar, un adattamento ‘scarno e brutale’ di Orson Welles dal Giulio Cesare di Shakespeare, dopo sette giorni di prove estenuanti e di litigi tra il ‘genio’ e il produttore John Houseman. “Allestita in abiti moderni, con allusioni alla politica contemporanea (per esempio, saluti fascisti e...
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