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Dream (2008)

[Bi-mong, Corea del Sud 2008, Drammatico, durata 95']   Regia di Kim Ki-duk
Con Jô Odagiri, Lee Na-yeong



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dream: assente
Ritmo ritmo in Dream: assente
Impegno impegno in Dream: assente
Tensione tensione in Dream: assente
Erotismo erotismo in Dream: assente

Il voto di FilmTV

Questo film non ha ancora ricevuto un voto.

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Dream (voti: 7 media: 3,14) 7

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La trama

Jin si sveglia da un incubo convinto di aver assistito ad un incidente di macchina sulla strada che porta alla casa della sua ex-fidanzata e decide di farsi guidare dai ricordi del sogno per raggiungere il luogo dell'incidente. Effettivamente quando vi giunge scopre che un incidente è appena accaduto, proprio con le stesse dinamiche del suo incubo. Segue la polizia a casa del sospetto responsabile e osserva Ran negare qualsiasi responsabilità affermando che è stata a letto tutta la notte, profondamente addormentata. Jim racconta il suo sogno alla polizia e chiede di essere accusato al posto di Ran, ma la polizia lo ritiene uno squilibrato e prosegue con l'arresto di Ran. Jin presto scoprirà che esistono dei legami tra i suoi sogni e le azioni inconsce di Ran. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 10/03/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

L’amore è follia, durante e dopo. Ma forse lo è anche prima, quando l’animo si prepara, irrazionalmente, e inconsciamente, a vivere dei (nei) sogni dell’altro, e a non poterlo impedire. Dobbiamo perderci, per poter trovare l’altro da noi che, sorprendentemente, ci completa come in un gioco ad incastro. Dobbiamo essere fuori da noi per la gelosia, o per l’infelicità, dobbiamo desiderare disperatamente di strappare il nostro essere da una situazione  che ci rende schiavi, perché l’istinto della fuga ci travolga, e ci predisponga, con la sua ebbrezza, ad accogliere qualunque occasione ci venga incontro. I cuori e le menti dei due protagonisti di questa storia sono incatenati prima ancora che questi si conoscano: lei esegue, da sonnambula, le azioni che lui compie in sogno, e così, entrambi, obbediscono, con i gesti o col pensiero, ad un imperscrutabile potere soprannaturale che li vuole uniti. Per l’ennesima volta, Kim ki-duk identifica la spontaneità del sentimento con la sua anormalità, che lo sottrae ad ogni regola, e in questo modo lo rende incontrollabile, e dunque puro, totalmente in grado di autodefinirsi, senza bisogno di giustificazioni esterne. La dimensione che gli assegna è l’assoluto, che significa anche trasversalità, indifferenza rispetto alle categorie terrene, alle distinzioni logiche, alle separazioni spaziali e temporali. La sua emozionalità smaltata, dipinta con colori vivaci come un disegno infantile, è la delicatezza dello spirito a cui la forza della trascendenza conferisce una carica violenta, che attraversa la realtà come un lampo incandescente.   La verità sussurrata ha, in realtà, una voce profonda e tonante, che quasi sempre le circostanze ci costringono a reprimere, ma che rischia di esplodere da un momento all’altro. Tenerla a bada, talvolta, implica un titanico sforzo di volontà: essere ragionevoli, contenere la passione, può comportare un vero e proprio atto di masochismo, come lo è qualsiasi iniziativa mirante a sciogliere un legame che sia indissolubilmente impresso nella carne. Per lui, l’unico modo per staccarsi da lei è rinunciare a dormire, minando irrimediabilmente la propria integrità fisica; per lei, l’unico rimedio all’insanabile ossessione è il sacrificio, la segregazione autoimposta, l’esilio. Kim ki-duk ci conduce attraverso questo cammino doloroso con mano leggera, si direbbe fiaccata dalla stanchezza o, forse, semplicemente, ammorbidita dalla compassione; e se, a tratti, regia e sceneggiatura sembrano smarrirsi per strada, volersi insabbiare, abbandonarsi ad un senso di inutilità ed impotenza, lo spettatore non può che partecipare al disorientamento derivante da un rapporto tragico che, una volta tanto, è tale non perché impossibile, ma perché inevitabile.  
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SI

Opinioni su Dream


10 marzo 2011 Opinione di OGM su "Dream"
OGM

L’amore è follia, durante e dopo. Ma forse lo è anche prima, quando l’animo si prepara, irrazionalmente, e inconsciamente, a vivere dei (nei) sogni dell’altro, e a non poterlo impedire. Dobbiamo perderci, per poter trovare l’altro da noi che, sorprendentemente, ci completa come in un gioco ad incastro. Dobbiamo essere fuori da noi per la gelosia, o per l’infelicità, dobbiamo desiderare disperatamente di strappare il nostro essere da una...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Dream (2008)

nessun commento
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19 giugno 2010 Opinione di GoonieAle su "Dream"
GoonieAle

Il suo cinema violento, duro, spietato è del passato. Ma questi suoi ultimi film sono meritevoli di una visione...

voto al film: GoonieAle assegna il voto sufficiente a Dream (2008)



28 maggio 2010 Opinione di Utente rimosso (andreona) su "Dream"
Utente rimosso (andreona)

“Se io muoio i sogni andranno via. Dormire non è come morire.” Ran causa un incidente stradale in piena notte ma al risveglio non ricorda nulla perché soffre di una grave forma di sonnambulismo. In compenso Jin di quell’incidente ricorda ogni particolare perché lo ha appena sognato. I due perfetti estranei scopriranno così di essere uniti da un insolito legame. Ran, in preda al sonnambulismo, traduce i sogni di Jin in realtà, ma se da un...

voto al film: Utente rimosso (andreona) assegna il voto buono a Dream (2008)

nessun commento
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21 maggio 2010 Opinione di pazuzu su "Dream"
pazuzu

Tra i sogni di Jin e i gesti di Ran c'è una chiara quanto incomprensibile connessione: se ne accorge lui quando, dopo aver sognato di causare un incidente stradale, recandosi sul posto scopre che è avvenuto davvero e che la responsabile è la ragazza, che però non ricorda nulla. Dream è l'ultima fatica di Kim Ki-duk, e vorrebbe avere la stessa consistenza dei sogni. L'idea di partenza è intrigante e perfettamente nelle corde del regista, che ama...

voto al film: pazuzu assegna il voto mediocre a Dream (2008)

nessun commento
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