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I Love You (1986)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I Love You: minimo
Ritmo ritmo in I Love You: presente
Impegno impegno in I Love You: presente
Tensione tensione in I Love You: forte
Erotismo erotismo in I Love You: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a I Love You

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a I Love You (voti: 10 media: 3,00) 10

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La trama

Il rapporto ossessivo tra Michel e il suo portachiavi, uno di quegli aggeggi che rispondono al fischio con la frase "I Love You". Un Ferreri fuori forma. 

L'opinione più votata

Di ed wood scritta il 17/02/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Film geniale, ricco di idee sul piano teorico e di invenzioni su quello espressivo; profondo, lucido e coerente nel suo discorso sui mutamenti che la "civiltà dell'immagine" ha generato su maschi e femmine a livello relazionale, sentimentale e sessuale. Anche questa volta, come in "Dillinger è morto" (auto-citato nel finale), protagoniste non sono le persone, ma le immagini: i programmi televisivi anzitutto, dominati dai corpi femminili; il ritratto gigante del volto di Michel sul muro del centro sociale; quadri, raffigurazioni, manichini, bambole, maschere, depliant turistici, tigri gonfiabili; e ovviamente il portachiavi-feticcio. L'immaginario ferreriano raggiunge, in "I Love You", il suo punto di massima reificazione: gli umani diventano oggetti, cose, inerti surrogati di se stessi. La sceneggiatura è generosa di spunti e riesce abilmente a sviluppare un pretesto narrativo di per sè molto esile in direzione di un compiuto apologo morale; i personaggi di contorno sono riusciti (l'amico sfigato, il cliente feticista dell'agenzia viaggi, tutte le donne-oggetto infatuate di Michel); la regia è semplicemente impeccabile nell'oscillare credibilmente fra realismo e metafora, perfezionando un'estetica surrealista che preme certamente sul pedale del grottesco, ma che non esclude tristezza, malinconia, disperazione, frustrazione (vedi la scena dei tappeti elastici, in cui Michel cerca invano di rimpiazzare il suo portachiavi con una donna "vera"). A livello tematico, non ci sono solo i consueti temi dell'impossibilità della coppia, del rifiuto della paternità, dell'infantilismo maschile, ma anche dell'impotenza (sessuale e professionale, simboleggiata dai due diversi handicap dell'impossibilità di fischiare per Michel e del dito rotto per il suo amico), della solidarietà maschile (anch'essa irrealizzabile), dello stravolgimento delle gerarchie (il disoccupato bianco deve l'affitto a una donna nera). Gli attori e il doppiaggio sono scadenti, ma anche in questo sono coerenti con la poetica della reificazione sostenuta dall'Autore. Dal punto di vista scenografico, Ferreri realizza un nuovo universo difficile da dimenticare, cogliendo in una degradata periferia francese l'archetipo della suburbia globalizzata, in cui convivono lavoro e disoccupazione, centri sociali e supermercati, bianchi, neri, asiatici, persone distinte e maniaci erotomani. Tra i tanti momenti memorabili, spicca la scena della masturbazione di Michel (con il portachiavi incollato su di uno schermo che riflette un mare in tempesta). A proposito di mare e di fughe verso paradisi fittizzi, sotto un tramonto virato in rosso, vale la pena di notare come il finale sia un caso più unico che raro in cui un'auto-citazione non si risolve in un egocentrico giochetto di auto-esaltazione, ma è invece estremamente funzionale alla comprensione dell'opera: il succo del discorso è che la nostra civiltà è morta, in quanto imprigionata nella sua stessa immagine e schiava delle sue illusioni. Un film profetico, in tutto e per tutto.
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SI

Opinioni su I Love You


1 maggio 2011 Opinione di coldbici su "I Love You"
coldbici

Filmettino anche troppo lungo, per lo sviluppo minimo di trama che mette in scena. Crisi del rapporto uomo/donna? Io più che altro ho visto uno squilibrato che piace anche tanto alle donne, ma che è fatalmente attratto dalla voce proveniente da questo portachiavi con le fattezze di una femme fatale. Lui va in crisi perchè il suo amore è ovviamente impossibile, le donne vanno in crisi perchè questo è uno dei diversi motivi per cui ahimè un...

voto al film: coldbici assegna il voto mediocre a I Love You (1986)


9 marzo 2010 Opinione di chribio1 su "I Love You"
chribio1

fischia di qua',fischia di la' ma il film e' troppo pazzerello x capirlo.Da segnalare la presenza di varie belle,frizzanti attrici francesi.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a I Love You (1986)



21 febbraio 2010 Opinione di Peppe Comune su "I Love You"
Peppe Comune

Michel un giorno trova per caso un piccolo portachiavi che ha la forma di una bella faccina e che rispode a un fischio con la frase I love you. L'uomo d'apprima ne rimane semplicemente colpito ma poi la sua ossessione per quell'oggetto arriva al punto da alienargli ogni rapporto relazionare. "I love you" è un piccolo gioiello misconosciuto della filmografia di Marco Ferreri che con questo film scrive un'altra tappa della sua particolare e irriverente disamina sullo stato mentale...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a I Love You (1986)

1 commento
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17 febbraio 2010 Opinione di ed wood su "I Love You"
ed wood

Film geniale, ricco di idee sul piano teorico e di invenzioni su quello espressivo; profondo, lucido e coerente nel suo discorso sui mutamenti che la "civiltà dell'immagine" ha generato su maschi e femmine a livello relazionale, sentimentale e sessuale. Anche questa volta, come in "Dillinger è morto" (auto-citato nel finale), protagoniste non sono le persone, ma le immagini: i programmi televisivi anzitutto, dominati dai corpi femminili; il ritratto gigante...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a I Love You (1986)

2 commenti
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25 settembre 2009 Opinione di mm40 su "I Love You"
mm40

Ancora una volta Ferreri torna sul tema della crisi di coppia odierna, ancora una volta chi impazzisce è il maschio e chi ne esce trionfatrice è la femmina (qui tutt'altro che vittima). Fa parte di una lunga filmografia bizzarra, provocatrice, ma coerente, però ne è certamente un titolo minore; l'ennesimo finale in spiaggia però qui apre ad un minimo di speranza (ricordando la fuga di Dillinger è morto). La trama è realmente minimale e forse...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a I Love You (1986)



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