Colpo di fulmine. Il mago della truffa - La recensione di FilmTv
Con Jim Carrey, Ewan McGregor, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, James B. McDaniel, Jessica Heap, Marc Macaulay, Dameon Clarke, David Jensen, Griff Furst
La recensione di FilmTv
Un film con Jim Carrey è un film di Jim Carrey. Capace di manipolare qualunque materia filmica a sua immagine e somiglianza, Carrey riesce sempre a conservare l’umiltà necessaria per lavorare a favore del film senza mai cedere alla tentazione di correre da solo. I Love You Phillip Morris, ci sia concesso di non citare il titolo italiano, è una commedia acidissima prodotta da Luc Besson (una delle poche scelte che non gli si possono rimproverare...), ispirata a un autentico maestro della truffa, incidentalmente omosessuale. Voglio solo che mi amiate: questa invocazione fassbinderiana potrebbe benissimo funzionare come dichiarazione programmatica del personaggio incarnato da Carrey. Un camaleonte che desidera essere disperatamente più uguale degli altri e che nel corso del suo apprendistato sociale giunge a imitare così bene il sistema economico nel quale si muove da assimilarne le strategie predatorie. Il film di Glenn Ficarra e John Requa non è piacevole, tutt’altro. Il nero oscura i sorrisi insinuando il veleno persino nei raccordi di montaggio. Eppure, nonostante le scorciatoie sensazionalistiche che una materia simile potenzialmente offre e che chiunque meno articolato di Carrey avrebbe forse colto per evitare di rischiare troppo, l’attore si carica il film sulle spalle con una generosità senza pari. L’interprete guida i due neoregisti attraverso territori sentimentali perigliosi, li lascia vagare per i sentieri biforcuti dell’ambiguità, li conduce in un recesso buio al termine del quale potrebbe esserci solo l’abiezione (vedere per credere) e infine ritorna trionfante alla luce. Jim Carrey ama il suo personaggio e gli si offre completamente senza alcuna remora: lo fa vivere ancora una volta. Gli dona il suo corpo. E scompare in piena vista. Sembra che gigioneggi Carrey, e invece lavora di sottrazione e dettagli. Come nel caso di Jerry Lewis, il suo corpo diventa la scena stessa del film e il luogo dove gli altri attori iniziano a respirare. Cortocircuito vivente, Carrey conferisce un valore nuovo all’espressione “interpretazione cinematografica”.
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