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Le cercle de l'haine (2003)

[Le cercle de l'haine, Francia 2003, Documentario, durata 70']   Regia di Xavier Mauranne



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le cercle de l'haine: assente
Ritmo ritmo in Le cercle de l'haine: assente
Impegno impegno in Le cercle de l'haine: assente
Tensione tensione in Le cercle de l'haine: assente
Erotismo erotismo in Le cercle de l'haine: assente

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La trama

Un po' fiction, un po' documentario, un po' affresco sociologico (visto che il mondo di cui parla è tristemente reale), Le cercle de l'haine ritrae la vita di alcuni ragazzi delle banlieue la cui esistenza è segnata dall' "odio", dalla violenza e dal rap, quali unici strumenti espressivi e quale scala di valori su cui fondare il solo rispetto possibile. E tuttavia, questa miseria ha una sua genesi, una sua motivazione profonda. La violenza non è gratuita ma storicamente condizionata e determinata, anche se rintracciarne il percorso è un lavoro complesso e faticoso.Corredato degli interventi di molti dei più famosi rapper francesi e di alcune star d'oltreoceano. 

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L'opinione più recente

Di joseba scritta il 12/11/2008

Voto al film: voto sufficiente

Docufiction concepita da tre membri del gruppo rap "La Brigade" (Doc. K, Frédo et K.Fear, autori, interpreti e cosceneggiatori). Siccome ho trovato una critica esaustiva e molto puntuale firmata Frédérik Kapler, mi è sembrato ragionevole tradurla liberamente e metterla a disposizione di chi vuole sapere qualcosa su questo mediometraggio (70') del 2003 che, insieme a "Ma 6-T va crack-er" (1996) di Jean-François Richet, è stato incredibilmente accusato di essere uno dei fattori scatenanti delle sommosse del 2005 nelle banlieues francesi (cfr. scheda su Wikipedia). "Le cercle de la haine" è una fiction con la propensione all'affresco sociologico ispirata alla realtà. Il film traccia il percorso di Kody, Speedy e Cheick, giovani dei quartieri "sensibili", che usano la violenza come principale modalità di espressione, convinti che questa sia per loro il solo modo di guadagnare il rispetto in una società che li ha definitivamente esclusi. Ma, contrariamente alle idee ricevute, questa violenza non è gratuita, è il frutto di un'eredità storica pesante da assumere. Solo che a forza di voler essere gli unici padroni di questa violenza nel loro territorio, i tre vengono risucchiati in un'escalation che finisce per ritorcersi contro di loro. "Le cercle de la haine" riposa su un concetto inedito in Francia nella sua forma. Sostanzialmente affonda lo sguardo nella violenza della società francese, le sue cause e i suoi effetti. Il film si compone di una fiction intervallata da video inediti de "La Brigade" e da interventi di molte personalità del rap francese, nonché di qualche rapper statunitense. Documentario shock, un po' alla maniera delle numerose trasmissioni che hanno scatenato polemiche, salvo che stavolta i committenti hanno motivi più lodevoli e non fanno ricorso all'audimat (corrispondente francese dell'auditel, ndt) e al sensazionale, ma vogliono soltanto prevenire e sensibilizzare. Alcuni non comprenderanno gli obiettivi e non vedranno nel film che un atto gratuito. Oltre alle affermazioni che sono già state ripetute infinite volte - tipo che la violenza non è solo quella degli spari o che la violenza affonda le radici nella società, ecc. - ci si rende bene conto del disagio che esiste nel tessuto sociale francese. Senza entrare nel dibattito su chi ha ragione e chi torto - i giovani che sfasciano e degradano tutto o il governo che non reagisce e non si impegna abbastanza - una cosa è certa: il disagio esiste e si ingrandirà se non lo si combatte al più presto. La piccola fiction tenta di riferire come la violenza genera violenza e come ciascuna offesa ne produce un'altra più violenta, coinvolgendo persino gli amici innocenti. E' un punto di vista tanto semplice quanto realistico. Si osserva una grande coerenza nei discorsi dei diversi artisti interpellati. Tutti constatano la stessa cosa sull'evoluzione di questa violenza urbana negli ultimi anni. Paradossalmente, sono i musicisti americani (esposti ad una violenza ben più pronunciata e letale di quella francese) che si rivelano i più riflessivi e "pacifisti" - è d'altra parte vero che la scelta degli artisti in rapporto a questa visione delle cose (Afu-Ra, Juju dei Beatnuts, uno dei membri dei Dead Prez) sono tutti dei rapper piuttosto impegnati e lontani dal gangsta-rap. ESPANDI +
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Opinioni su Le cercle de l'haine


12 novembre 2008 Opinione di joseba su "Le cercle de l'haine"
joseba

Docufiction concepita da tre membri del gruppo rap "La Brigade" (Doc. K, Frédo et K.Fear, autori, interpreti e cosceneggiatori). Siccome ho trovato una critica esaustiva e molto puntuale firmata Frédérik Kapler, mi è sembrato ragionevole tradurla liberamente e metterla a disposizione di chi vuole sapere qualcosa su questo mediometraggio (70') del 2003 che, insieme a "Ma 6-T va crack-er" (1996) di Jean-François Richet, è stato incredibilmente accusato di essere uno dei fattori...

voto al film: joseba assegna il voto sufficiente a Le cercle de l'haine (2003)



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