Questione di cuore (2008)
Con Antonio Albanese, Paolo Villaggio, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Francesca Inaudi, Chiara Noschese
La trama
Alberto, sceneggiatore, ha una vita disordinata e complessa. Una relazione sentimentale che galleggia, una vita professionale in bilico. A rimetterlo in gioco, paradossalmente, è un infarto che gli stringe il cuore e lo mette di fronte alla necessità di scegliere. Durante la degenza in ospedale fa amicizia con il suo compagno di stanza, Franco, un carrozziere. E quando i due escono dalla riabilitazione, decidono di darsi sostegno a vicenda. Al punto che Alberto si trasferisce per un periodo a vivere dall'amico. Una decisione che si rivelerà gravida di conseguenze e di responsabilità.
La storia è tratta dall’omonimo romanzo di Umberto Contarello, autore di numerosi copioni, tra i quali La stella che non c’è, Vesna va veloce. Francesca Archibugi ha finalmente realizzato il suo capolavoro. Un film quasi perfetto, interpretato benissimo, e abitato da quell’altra cosa che custodisce il cuore. L’amore.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 15/2009
Uno sceneggiatore e un carrozziere diventano amici grazie ai loro infarti. Il capolavoro della regista di Mignon è partita
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 2011-03-09 19:08:20 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Mettiamo subito le mani avanti: Questione di Cuore non è il miglior film di Francesca Archibugi, o meglio avrebbe potuto esserlo ma per questioni formali e sostanziali si ferma sulle soglie dell'eccellenza pur rimanendo un prodotto di buona fattura e levatura, ben recitato, ben scritto, che riesce a fare ridere di gusto e in alcuni punti commuove. Il problema del film sta negli intenti: vorrebbe essere un quadro neorealista della società italiana berlusconista? La domanda non è quella giusta perchè la storia del rapporto tra lo sceneggiatore Alberto (un Antonio Albanese davvero strepitoso) e il carrozziere Angelo (un Kim Rossi Stuart romanaccio modello Anche Libero Va Bene) pecca in troppi punti di mancanza di verisimiglianza e gli agganci alla realtà ( la violenza nelle strade, i lavoratori extra comunitari sfruttati,la crisi economica, la falsità del mondo del Cinema, la poca sincerità nei rapporti personali) rimangono come sospesi a mezz'aria, appena accennati, poco approfonditi. Allora la domanda giusta potrebbe essere: è la storia di una grande amicizia? Anche qui ci troviamo in imbarazzo perchè i due caratteri sono disegnati in maniera tale da essere complementari, nord-sud, brutto-bello, rumoroso-silenzioso, pelato-capelluto, senza famiglia-maritopadre di figli, cinico-romantico, dissipatore-accumulatore di beni. La separazione è talmente evidente da sembrare proprio il parto di uno sceneggiatore fantasioso. Anche le comparsate di Paolo Villaggio e Carlo Verdone, pur cogliendo nel segno dal punto di vista comico (quella di Verdone ci riporta ai tempi delle sue irresistibili apparizioni televisive), sembrano un innesto surreale su una matrice che si sforza di essere realistica e finiscono per produrre un curioso effetto di straniamento.
Allora forse la domanda giusta, il paio di occhiali che ci fa guardare meglio all'interno degli equilibri di questo film potrebbe essere: E se tutta la storia fosse il parto dell'immaginazione di uno sceneggiatore in crisi, che si affaccia di notte alla finestra alla ricerca di una ispirazione perduta? Mi spiego meglio. Poniamo che la storia degli infarti paralleli di Angelo e Alberto sia tutta nella mente dello sceneggiatore. Guarda caso in questa storia sono trasposti gran parte dei desideri repressi di Alberto: essere bello, essere sposato, possedere più cose e case, essere romano (quindi pienamente integrato nella realtà lavorativa nella quale opera), essere sessualmente attivo (senza calo del desiderio), meno intellettuale e più pragmatico, meno fantasioso e più homo faber (che si sporca le mani in officina), meno altezzoso e più borgataro. Un modo sottile di esprimere la necessità di vivere la vita piuttosto che raccontarla. Perchè per poterla raccontare e reinventare c'è bisogno di inforcare degli occhiali speciali, quelli che consentono di penetrare l'essenza del reale, di trasfigurarlo e di renderlo meno pesante. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [9]
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2011-10-28 13:32:41 Opinione di Baliverna su "Questione di cuore"
L'inizio sembra un po' fiction, ma presto il film prende sostanza e diventa cinema di buon livello. Il pessimismo della regista è sempre più forte, e qui si può parlare secondo me di quasi disperazione. L'unico antidoto ad essa è il fantasticare e il parlare sciocchezze per distrarsi. Tuttavia - tengo a precisare - il cinismo non c'è, e questo rende il film comunque apprezzabile. Per cinismo io intendo il pessimismo accompagnato da un ridere del male, mentre esiste solo quello, e a cuor...
voto al film: 
2011-09-24 19:37:11 Opinione di jonas su "Questione di cuore"
Certi casi della vita, come per esempio un ricovero in ospedale, possono portare a contatto fra loro persone molto diverse per carattere, interessi, estrazione sociale, livello culturale: la constatazione è tanto ovvia che ci si aspetta che il film faccia di tutto per sviluppare in modo interessante uno spunto così banale; e invece niente, fin dall’inizio si adagia, poi si ripete e infine sprofonda. Anzitutto i due protagonisti sono insopportabili, e questo è un difetto grave quando si...
voto al film: 
2011-03-09 19:08:20 Opinione di Snaporaz68 su "Questione di cuore"
DOMANDE SENZA RISPOSTA Mettiamo subito le mani avanti: Questione di Cuore non è il miglior film di Francesca Archibugi, o meglio avrebbe potuto esserlo ma per questioni formali e sostanziali si ferma sulle soglie dell'eccellenza pur rimanendo un prodotto di buona fattura e levatura, ben recitato, ben scritto, che riesce a fare ridere di gusto e in alcuni punti commuove. Il problema del film sta negli intenti: vorrebbe essere un quadro neorealista della società...
voto al film: 
2011-01-14 17:41:53 Opinione di zombi su "Questione di cuore"
visto su consiglio di mia cugina, il film dela archibugi(regista che non mi ha attirato al cinema con questa sua fatica)invece mi ha convinto. la storia è semplice ma incisiva. una storia di tutti i giorni con gente normale che vive le proprie fisime fino al giorno in cui tutto si ferma e si ha la fortuna di ripensare. albanese e rossi-stuart(ma anche chi ha scritto il soggetto e la mano della regia)sono molto bravi a dare un volto ai due miracolati. stavano per rimanerci ma qualcosa...
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2010-11-02 19:39:12 Opinione di slim spaccabecco su "Questione di cuore"
Ormai avere come attore Rossi Stuart è già garanzia di successo, di buon prodotto; da attore, da regista, qualsiasi cosa faccia riesce ad essere vicina alla perfezione. Perciò per parlare di questo film si deve per forza parlare della sua interpretazione, con la quale trascina tutti i protagonisti voluti dalla Archibugi. Gli altri, seppure interpreti di buone prove, sembrano comprimari al suo cospetto, anche se la coralità del film è la tematica principale....
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2010-08-29 11:52:00 Opinione di XANDER su "Questione di cuore"
Alla faccia della commedia! Triste, pesante dove la comicità è all'ultimo posto. Molto bravi i due protagonisti ma per quanto la sceneggiatura è sempre la solita minestra italiana, non cambia neanche di una virgola.
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2010-08-02 00:48:18 Opinione di Stuntman Miglio su "Questione di cuore"
Dramma o commedia ? Questa, è la domanda. Così risponderebbe lo sceneggiatore indovino interpretato da Antonio Albanese. "Questioni di cuore" parte sicuramente come una commedia nonostante si parli in prima battuta di salute e malattia ; il rapporto d' amicizia che s' instaura fra i due malati di cuore è scoppiettante e non banale grazie ad una buona sceneggiatura scritta dalla stessa Archibugi. La contrapposizione dei due personaggi e dei loro mondi è...
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2010-07-15 23:09:29 Opinione di danandre67 su "Questione di cuore"
bello ,film di spessore
voto al film: 
2010-06-02 20:19:52 Opinione di supadany su "Questione di cuore"
VOTO : 6/7. La Archibugi, dopo una serie di passaggi a vuoto, torna con una storia che orchestra con disinvoltura e brillantezza, avvalendosi di una coppia d’attori ben assortita (ma anche il cast di contorno è stato ben scelto). Le vicissitudini della vita portano i due protagonisti a conoscersi nel reparto di rianimazione dopo un infarto. Profondamente diversi in tutto (famiglia, lavoro, carattere), stringeranno una bella amicizia e cercheranno di aiutarsi, ma il futuro...
voto al film: 
2010-04-18 17:37:46 Opinione di enandre su "Questione di cuore"
Il solito grande Albanese ma il film non è un gran chè . Manca la storia di spessore, è di tutto un pò.
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