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Opinione di lord_windermere su Avatar





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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2010-01-17 22:19:27 voto al film: voto ottimo

Sul film

SECONDA VISIONE: Parlavamo di Avatar, visto 4 settimane fa, ci siamo guardati negli occhi e all'unisono ci siamo chiesti: ma quando potremo rivederlo? Sì uscirà il blue-ray ma quando su mega schermo, in 3D? Ci siamo precipitati di nuovo a prenotare i nostri posti preferiti, fortunatamente ancora liberi...
E' impressionante, al quarto week end, trovare ancora le sale piene fino all'ultimo posto. Il passa parola, ben più della pubblicità, sta portando in sala un pubblico così diffuso come non ricordavo da veramente tanti anni, e i 150 commenti qui ritrovati sono testimonianza di un evento che gli esperti di marketing non dimenticheranno facilmente.
Certo portare tanti bambini o adulti digiuni di sala ad uno spettacolo tanto complesso, per lo più in 3D, è causa di un diffuso spontaneo rigetto, ma spero che, comunque, in molti germoglino i semini del gusto per il fantasy (in senso super lato) o per le arti visive in generale.
E' la prima volta che torno a vedere un film in sala, e... fortuna che l'ho fatto.
 Mi ero reso conto che un tale bombardamento sensoriale, anche per me uso a film d'animazione, azione, fantasy & Co., mi aveva preso alla sprovvista. Dalla prima visione ero uscito in stato di grazia, ma la sensazione di bellezza era prevalentemente a livello istintivo.
La seconda volta è più "tranquilla" perché si hanno gli strumenti con cui "calibrare" l'occhio e la mente, ma è stata sconcertante a livello emotivo... 
La prima scena su Pandora mi ha causato un inaspettato ed improvviso groppo alla gola, come un’emozione fortissima nel ritrovare qualcosa che mi aveva fatto provare profonda nostalgia.
Ma soprattutto questa volta ho veramente visto…
Ho visto la bravura degli “attori Na'Vi”, l'espressività a volte sconvolgente dei volti modificati digitalmente, la sensualità felina dei loro corpi, la profondità e il calore dei loro occhi.
Ho visto la bravura di un attore che ho da poco scoperto (Stephen Lang), ho visto il fascino che solo la Weaver sa dare a tutti i suoi personaggi.
Ho avuto conferma delle potenzialità di Sam Worthington, che nell’avatar di Jake Sully diventa indimenticabilmente intenso nel momento in cui torna a poter camminare (quella prima corsa è come il primo volo di un uccello, quei piedi che riscoprono il terreno sintetizzano l’emozione di un miracolo), genuinamente e fanciullescamente curioso come un Adamo nella sua scoperta di Pandora, potente come un dio guerriero nella battaglia, teneramente virile nella storia d’amore.
Ho visto l’incredibile movimento del corpo, del viso, degli occhi di Zoe Saldana/Neytiri, indimenticabile nella combattuta rabbia della scoperta del “tradimento” del proprio compagno, o nel dolore della morte del padre.
Questa volta ho visto tutti i piani delle grandiosi paesaggi di Pandora, il miracolo delle bioluminescenze dei corpi, degli animali e soprattutto delle piante, i colori che avrebbero emozionato Monet, le vertiginosità dell’altezza degli alberi fino al culmine della indescrivibile scalata delle montagne voltanti, su su fino ai nidi degli Ikral, e giù a precipizio nel primo mozzafiato vero volo di Jake.
Ho visto con gli occhi e con il cuore le scene più grandiose ed intense, quali la fuga disperata dalla casa albero, che nell’orrore di un sacro simbolo profanato, si schianta al suolo, fra visi e urla di indicibile paura e disperazione dei Na’Vi, o l’unione, anche fisica, degli stessi con l’albero sacro delle anime (e tutta Eywa) che ricopre prima la dottoressa Grace poi Jake delle proprie luminescenti articolazioni, o la disperata terribile lotta finale del bellissimo Tsu’Tey sullo scivolo delle bombe che avrebbero dovuto annientare per sempre i Na’Vi.
Ho visto come per la prima volta la potenza delle scene di massa nella battaglia finale, soprattutto quelle nei cieli, fino al culmine della ribellione di tutte le creature del pianeta.
Ho visto… molto ma purtroppo non ancora tutto quel che c’è da vedere, se sono sicuro. In compenso mi è entrato nel cuore il saluto Na’Vi, “io ti vedo”.
Una nota sul 3D, soprattutto per Lampur, se potrà leggermi: stesso cinema, stessa sala, stessi posti, ma mi sono ritrovato ad usare occhialini nuovi (probabilmente hanno dovuto acquistarne una nuova partita avendo aggiunto una terza sala per proiezione da digitale). L’effetto 3D, rispetto alla prima visione era ben maggiore, e devo ammettere, a volte, quasi eccessivo, nel senso che associato alla velocità delle scene mi ha provocato qualche momento di disorientamento. Credo che dovremo rimandare ulteriori considerazioni sul 3D ad una maggior stabilizzazione di questa tecnica se basta un nuovo lotto di occhialini per cambiare l'effetto!
PRIMA VISIONE:Per anni sarà Il Film, o il film dei film, il capolavoro assoluto, il nuovo termine di paragone, la vera nascita del 3D, il film da rivedere infinite volte, l'ultima evoluzione di questa grande arte... Difficile trattenersi dopo tanta bellezza! Immagini che, dopo Il Signore degli Anelli, si aggiungono all'apice delle indimenticabili. La storia è di per sè affascinante, commovente, classica ed attuale in entrambe le due componenti, magistralmente fuse, quella epica e quella dei personaggi e dei sentimenti e, dopo il bellissimo "Battaglia per la terra", letteralmente smaniavo di vederla "trattata" dal grande Cameron. Ma le mille trovate visual-narrative, a partire da quella portante dell'avatar umano-alieno a quella apparentemente più insignificante (la bellezza del più piccolo fiore o insetto) passando per montagne volanti, connessioni fisiche fra umani, animali e piante,... costituiscono un merletto di un tale livello di originalità che lascia perfino frastornati: solo uno sforzo altamente corale poteva creare tanto (fermatevi a vedere lo scorrere dei nomi di tutti colro che hanno avuto la fortuna di "esserci" in coda, al film).
Pandora è, grazie anche al mirabile uso del nuovo 3D, quanto più si avvicina all'idea di eden si possa immaginare, è bellezza pura e tali sono tutte le sue creature, in particolare i Na'Vi, e fra questi spiccano in assoluto i protagonisti Neytiri e "l'brido" avatar di Jake Sully.
Non riesco ancora a capacitarmi di come abbiano fatto a rendere tanto veritiero, tanto particolareggiato, un mondo fatto di foreste aliene! Ma questa magia tecnologica ha donato anche una perfetta fluidità di movimenti, un' espressività resa al cento per cento, una poesia che si tende a pensare inconciliabile con il mondo dei bit (e torno a invidiare tanta capacità di lavoro corale).
Ma la grandezza di Cameron si dimostra ancora nella sua inimitabile capacità di costruire un "fondale" così bello, ricco complesso, che si riteneva fino ad oggi impossibile da creare, per  poi rimanere comunque inarrestabilmente ed altrettanto magistralmente concentrato sulla sua storia, sui suoi personaggi, sul suo significato per l'opera che crea: ci si commuove, ci si lascia trasportare, si segue la storia con il fiato sospeso fino all'ultimissimo fotogramma.
Col risultato che il "fondale" arricchisce potentemente la storia, e la storia fa amare ancor più il "fondale".
Un difetto? E veramente difficile "disconnettersi" dall'Avatar e tornare alla vita reale uscendo dalla sala... anche per chi ha la fortuna di poterlo fare usando le proprie gambe.


SI

Commenti

  • 18 gennaio 2010, 02:41 di AIDES

    ma cosa diciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii??????????????? vai a vedere madre e figlio di sokurov.......... quello si che è cinema non questa boiata!!!!!!!!!!! basta!!!!!!!!!!!!!!!!! che povertàààààààààààààààààààààààààààààà

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  • 18 gennaio 2010, 18:15 di Spielbergman

    Per favore Aides, non facciamo 'sta pagliacciata del cinema d'autore impegnato vs il "becero" cinema hollywoodiano: sono due cose diverse, ognuna con le sue caratteristiche principali, entrambi con esponenti "migliori" o "peggiori". Accostare Sokurov o chi so io a Cameron e pretendere che sia migliore è come accostare, per dire, un romanzo di un Flaubert ad uno Stephen King e pretendere di dire che "Madame Bovary" sia migliore di "Shining". Ma per favore, evitiamo di utilizzare parole involontariamente offensive (tipo "povertà", logicamente riferita a noi, poveri stupidi rimbambiti da effetti speciali, no?). Io non conosco bene te e non conosco bene né Dedry né Padme, quindi mai mi verrebbe in mente d'offendere, però se permetti se tratti l'80% del pubblico come dementi perché ama il cinema americano post-moderno di Cameron o di altri autori affini, allora si vede che sei scarso nel dividere le diverse categorie di cinema che si possono trovare, e anche nell'analizzare i vari tipi di pubblico. Scusa, però le polemiche campate per aria lasciamole da parte, hanno già fatto troppi morti e troppi feriti. A prescindere dal fatto che abbia trovato anch'io bello il film, penso che le stesse cose le avrei dette se fosse stato il contrario... e che caspita, basta scatenare la seconda guerra mondiale ogni volta che escono blockbuster di successo! Saluti, SPielbergman

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  • 18 gennaio 2010, 19:02 di lord_windermere

    ho corretto il "commuovente", grazie!

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  • 18 gennaio 2010, 20:21 di AIDES

    Queste polemiche non sono campate in aria, a meno che tu non campi in aria. Se Avatar lo spacci per capolavoro, se lo paragoni a Beethoven, io ti rispondo come si deve. Per me è doloroso scrivere quel commento la sopra, diventare così diretto e banale. Ma la banalità che dimostrate richiede a quanto pare non gli sforzi della riflessione, ma altrettanta banalità. Le solite minghiate che escono al cinema non vado a vederle, non ne parlo, non mi interessano, poi non offendo, non mi diverto a scrivere Tarkovski è più grande di Spielberg. Avatar è troppo ingombrante, prima di dimenticarlo devo passarci sopra. Ho scritto un comento sul film, puoi leggerlo e forse spiegarti perché parlo di povertà, che non è da intendere i termini cerebrali, ma culturali.

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  • 18 gennaio 2010, 22:58 di Spielbergman

    Scusa, Aides, ho letto ciò che intendevi e la riflessione sul confronto fra cinema "di sostanza" e cinema "d'apparenza" può essere anche intelligente e perspicace. A questo punto voglio dirti che ne penso. Se leggi la mia di opinione ti dico perché secondo me "Avtar" è un buon film mentre un qualsiasi blockbuster diretto da Michael Bay ("Pearl Harbour" e "The Island") è un 'intrattenimento che rimbambisce e crea spettatori-zombie, come dici te. Innanzitutto mi scuso se non avevo ben compreso in che direzione volgeva la tua critica, però ti dico a questo punto che chi campa per aria potresti (attenzione al condizionale, sgonfiamo i toni perché a nessuno va di offendere e litigare se si parla di un film), potresti essere tu. Perché se pensi che l'intrattenimento di "Avatar" sia uno specchietto per le allodole, allora io ti ribatto che non tieni affatto conto che "Avatar" rifà per filo e per segno i film che erano intrattenimento "sano", come "Star Wars" o "Incontri Ravvicinati", o "Alien": effetti speciali e storia. Emozioni. Grandezza d'animo, fascino. Secondo me, perché a questo punto chiudiamo la polemica e sveliamo le carte dicendo che la nostra è solo una divergenza di opinioni (per fortuna...), ti dico che secondo me "Avatar" nel suo essere intrattenitore, è tutto tranne che una pagliacciata fatta per rimbambire la gente. Poi oh, se lo si vuole vedere solo come un contenitore vuoto, o se si crede che lo sia, le opinioni sono legittime. Ci tenevo a dire perché secondo me si sbaglia a trattarlo così male. Non perché ha vinto il "Golden Globe" o perché bisogna essere modaioli, ma secondo me perché è un buon film che racconta una bella storia. Ah, e scusa se siamo troppo banali ;)

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  • 19 gennaio 2010, 00:58 di AIDES

    Non voglio polemiche, anzi ben vengano discorsi costruttivi. A mio parere la banalità su questo film scorre a fiumi, e mi pare di averne fornito vari esempi sul sito. Se ne parla non tenendo conto della complessità culturale e sociologica che lo circonda. Per me Avatar non è un contenitore vuoto, al contrario, ipertrofico. Un esempio di cinema spettacolare che ha in ciò i suoi limiti. Non è il peggior film, ma "semplicemente" un kolossal movie hollywoodiano del 2009. Ovviamente non si limita allo stato di specchietto per le allodole, e, in generale, una certa tradizione del cinema americano è per me del tutto legittima. Ma ho riscontrato troppi difetti, una lontananza rispetto ai modelli che citi. In sostanza, ciò che critico con fermezza non è l'esistenza del cinema spettacolo, ma la sua degenerazione e totalizzazione commerciale. Per Avatar si è spesa in pubblicità una cifra mostruosa, inammissibile. In tutto il mondo si chiacchiera solo di Avatar (compreso me, ancora per poco), quando, circolano (o peggio, non hanno modo di essere conosciute) opere nettamente migliori e più significative. Avatar si spaccia per nuova frontiera del cinema, ma film davvero seminali rimangono ai margini. Per tutti i giovani il cinema è Avatar. Profondamente sbagliato. Gli omini blu e altre fascinazioni diventano una moda, ci faranno serie tv, magliette, flipper, videogiochi, merendine e tutte le speculazioni del caso. Soldi soldi soldi e tutte le mistificazioni possibili. Frutto di strapotere finanziario, tecnologico, culturale. Premessa di ulteriore dominio. Con buona pace di chi Sperimenta l'Arte in modo autentico, radicale, senza compromessi, senza propagande. Questa è una conseguenza dello Spettacolo (ideologia dello) di cui il film di Cameron è un illustre esemplare. A mio parere contenuti e storia in Avatar sono troppo scontati e di larga commestibilità. "Bush", maltrattamenti umani e ecologici sono temi illustrati, non affrontati e superati. Non danno fastidio a nessuno, non si imprimono in nessuno. A livello formale non vi ho trovato proprio nulla, nessuna innovazione, nessuna rivelazione espressiva. Suggestione, meraviglie visive, prodezze mirabolanti digitali, colori, alcune idee figurative e poco altro. Non basta. Il cinema a cui fai riferimento nel commento, la New Hollywood, grazie a registi di talento, è spesso riuscita ad avere più equilibrio, immaginazione (e non semplice fantasia). Ma resta un tipo di cinema a carattere industriale, una macchina commerciale potente e perfezionata. Le sue tematiche non vanno prese troppo sl serio, anche se complessivamente alcuni titoli aprono discorsi interessanti soprattutto sul rapporto individuo -tecnologia -futuro. Ma contano le storie e gli incassi, non l'uomo nuovo. Devo fermarmi, troppo avrei da dire. Ci vorrebbe un dannato saggio sulla sociologia del cinema.

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  • 19 gennaio 2010, 01:00 di lord_windermere

    "Che ho fatto io per meritare questo"! Io! Teorico convinto dell' a-social network! Sì, in tanti anni avevo intravisto qualche flaming anche qui, ma tanto sporadico da esser ragionevolmente certo di non incapparvi mai. Invece no! Proprio dove mai avrei pensato, su un commentino che esprime solo un entusiasmo bambinesco su un film politicamente corretto corretto, si riversa quella strana rabbia, quella insistenza da talk show, quella voglia di apparire da Grande Fratello, quella perseveranza da adulto di South Park che portano ineludibilmente al "nulla di fatto". Ringrazio Spielbergman per aver fatto rientrare i toni, con la pazienza e la competenza che io non ho. Aides, con uno sguardo ai film che amo ricordare con qualche considerazioncella su questo bel sito, potevi intuire che sono un comunissimo e felicissimo spettatore, non seziono, né analizzo, né critico professionalmente film, perché non è il mio lavoro né l'ho scelto come hobby. Ho gusti ben precisi, e in genere riesco ad azzeccare, anche al cinema, quel che mi piace, di massa o meno che sia: t'assicuro, trascinandoci sugli esempi musicali, se le ultime rappresentazioni a cui ho assistito sono una superlativa Tosca ed un concerto niente male della recente visita in Italia dei Marilyn Manson, non mi rende schizofrenico, ma semplicemente privo di pregiudizi. Sperando di aver ancora licenza di sognare Pandora ad occhi aperti, in una prossima uscita del Blue Ray e, magari, fra un anno di avere tutti gli apparati per il 3D sul televisore (calmo Aides, respira!) metto da parte la lezione: mai postare prima di una settimana uscita del film se si è veri e fieri "a-social" networker!

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  • 19 gennaio 2010, 11:45 di Spielbergman

    Ripeto, AIDES, e concludo: la nostra è una divergenza alla radice e quindi non ci ritroveremo mai d'accordo: tu pensi che un certo tipo di cinema possa indottrinare la gente, ipotizzi delle dietrologie, io semplicemente scelgo di non pensarci, e mi godo il film. Sul fatto poi che ci siano film migliori da un punto di vista dell'enterteinment, ci sono: vedi i film di Pegg alla "L'alba dei Morti Dementi" e tanti gioiellini dell'horror e la fantascienza dimenticati in favore delle Major. SUl fatto poi del versante politico scontato, francamente non è che Spielberg o Lucas, negli anni '70, abbiano mai gridato alla Rivoluzione in territorio statunitense. Anzi, la loro magia è stata proprio quella: rimanere all'interno della società e lanciare frecciate a vari aspetti che non vanno. Esattamente quello che ha fatto Cameron. Concludo: non rispondermi. Rispetto la tua idea e ne tengo conto. Ciao!

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  • 20 gennaio 2010, 19:04 di LAMPUR

    Ok. Analizziamo con calma: che intendi per "mirabile uso del nuovo 3D". Il fucile o la freccia che escono dallo schermo? O pensi che anche volendo, col "mirabile uso del nuovo 3D" non avresti potuto comunque volare tra, su ed intorno a quelle montagne che tanto ti hanno impressionato? Ma se parlo a chi non ha visto A Christmas carol in "reale" 3D le chiacchiere stanno a zero. Anzi, a 2D ;)

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