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Opinione di Jacopo Giuca su Coraline e la porta magica

[Coraline, USA 2009, Animazione, durata 100']   Regia di Henry Selick




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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28/10/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Henry Selick ha una vera e propria fissazione per i mondi paralleli. L'avevamo visto sfruttare questa idea nel brillante The Nightmare Before Christmas, nel quale la produzione di Tim Burton aveva fatto talmente tanto scalpore che, ancora oggi, frotte di estimatori della pellicola sono convinti che essa sia del regista più gotico di Hollywood, ma, in questo caso, siamo di fronte a un progetto del tutto indipendente che, forse, vede la vera e propria consacrazione di Selick a regista di alta classe, puntiglioso e perfetto in ognuno dei particolari che vuole mettere sullo schermo e attento non solo che le sue bambole siano le caratteristiche principali di una realtà da sogno (o da incubo), ma anche che si muovano in un ambiente che possa risultare del tutto credibile. Se, a questo, aggiungiamo delle musiche malinconiche, perfettamente integrate alle immagini, e l'agghiacciante amorevolezza che l'altra madre sforna fin dalla prima scena, ci troviamo dinanzi a un film pressocché perfetto, forse non originale quanto la pellicola che ha lanciato il regista nel 1993, ma comunque in grado di divertire e sentirsi coinvolti nella storia dal primo all'ultimo minuto. Coraline e la porta magica potrebbe a tutti gli effetti risultare una sorta di evoluzione delle pellicole più blasonate del regista che, come in Nightmare Before Christmas ci regala una favola nera piena di fascino e humor, ma anche un viaggio di speranza e di crescita come era accaduto, invece, con James e la pesca gigante, piccola produzione Disney che l'aveva visto dirigere attori veri accanto alle sempre immancabili bamboline. La voglia di fuggire della protagonista da una realtà tetra, nella quale proprio non riesce a identificarsi, è sopperita, inizialmente, da un mondo colorato e fiabesco, dove un paio di bottoni cuciti al posto degli occhi ci dicono fin dapprincipio che qualcosa non va e che il finale sarà caratterizzato certamente da una lotta per la sopravvivenza che potrebbe persino influenzare i nostri incubi. Coraline è ben diversa da Jack Skeletron, eppure ne condivide la voglia di cambiamento, subisce il fascino del diverso e apprezza le piccole cose, che, nel mondo reale, sono diventate tutte grigie e poco interessanti, "noiose", come dirà osservando la figura di un bambino drammaticamente malinconico ritratta in un quadro della sua nuova casa. Coraline è ben diversa da James, ma, anche in questo caso, è alla ricerca di genitori che nel suo caso sono fisicamente presenti, ma non le donano abbastanza amore e, per questo, trova nell'altra madre un surrogato mostruoso di quell'amore che ogni bambino dovrebbe avere. Coraline, insomma, è un amalgama perfetto dei personaggi che Selick ha reso celebri ma, al contempo, è qualcosa di diverso, che profuma di nuovo ma non ci lascia nostalgia del vecchio. È il raggiungimento della naturalezza e della veridicità più totali, segna l'ascesa alla perfezione, garntisce che gli spettatori simpatizzino con lei come con tutti gli altri personaggi della pellicola, obiettivo che, ad oggi, ben pochi film riescono a raggiungere.


SI

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