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Nine - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Giona A. Nazzaro

Il problema non è la lesa maestà felliniana o l’idea che gli Stati Uniti continuano ad avere dell’Italia visto che con tutte le italianate che sforniamo usiamo ancora il dispregiativo “americanate”. Com’è possibile che con tutti i talenti a disposizione, Nine sia così inespressivo, ingessato nelle proprie ambizioni, congelato in un rigor mortis autocompiaciuto? Il passo da compiere era minuscolo, essendo molto del cinema di Fellini già musical privo di musica. Eppure, data l’intuizione e un approccio schiettamente esotico alla materia (l’Italia come una Shangri-la di matrice neorealista) Marshall, invece di pigiare l’acceleratore dell’invenzione, schiaccia il freno del kitsch animato da una reverenza, ahilui, tipicamente statunitense nei confronti del Mito Italia e della cultura europea. Il testacoda produce non un disastro, cosa che pure avrebbe avuto qualche motivo di interesse (il film così sbagliato da risultare affascinante...), ma solo la brutta figura tipica di chi messo dietro al volante di una Lamborghini si rivela guidatore inetto di motorini. Niente summit di ingegni tra Europa e Usa nel nome del Maestro dunque, solo una gaffe. I numeri musicali infatti sono montati come se fossero sgargianti exploit di un qualunque show televisivo. In un contesto simile il resto – canzoni, coreografie statiche, girandola di dive e glamour a gogò – è solo il sigillo del fallimento di Nine. Cosa che rivela che purtroppo Marshall di Fellini, di 8 e 1/2 e dell’Italia non ha capito niente.


Commenti

  • 23 gennaio 2010, 19:40 di kubritch

    Vi assicuro che basta il trailer per capirlo e un pizzico appena di conoscenza dell'industria e della mentalità (imperialistica) americana. Non avendo colto l'essenza del discorso di Fellini può solo essere un prodotto di superficie, che punta alla spettacolarizzazione. Si espone la merce in catalogo. Ma, comunque, è un andazzo generale che non riguarda solo il cinema. La volgarità è presente ovunque. Mi vengono in mente quei concerti molto seguiti di lirica pop. Gli sceneggiati televisivi della Rai tipo Caravaggio. Far incontrare alto e basso -fa tanto cultura chic - in un pastrocchio insulso che stuzzica i sensi della gente. Siamo trattati come gazze ladre attirate dal luccichio dell'argenteria. Consumate gente, consumate...vi.

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