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Beket (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Beket: presente
Ritmo ritmo in Beket: presente
Impegno impegno in Beket: forte
Tensione tensione in Beket: assente
Erotismo erotismo in Beket: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Beket

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Beket (voti: 7 media: 2,57) 7

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La trama

Godot, Buster Keaton, il teatro dell'assurdo e molti stimoli visivi in un'opera "a ruota libera": un'operazione senza autocensure. Premio della Critica a Locarno 08.

Freak e Jajà si trovano in una terra di nessuno, senza data né tempo. L'uomo non abita più il pianeta. Solo qualche strano personaggio sopravvissuto appare raramente. I due protagonisti si incontrano a una fermata del bus in mezzo al nulla, senza conoscersi. Il bus arriva, ma non si ferma. Era il bus che portava a Godot, il Dio che si è manifestato al di là della montagna sotto forma di sonorità musicale. Avendo perso il bus, Freak e Jajà decidono allora di cercarlo a piedi. Iniziano così un viaggio che farà loro incontrare i bizzarri personaggi che abitano questa landa. Troveranno un mariachi cantastorie, due attori che recitano Adamo ed Eva in mezzo a un lago salato, un bambino che sembra il “magico” portavoce di Godot, un oracolo che vive sulla torre d'estrazione di una miniera abbandonata... e infine una ragazza solitaria che vive sulle rive di un mare. 

Manuli si ispira a un Beckett scorretto fin dal titolo, ma anche a Ciprì e Maresco, è figlio di molti, ma è sempre altro. Manuli non segue regole, solo la sua (po)etica, usa bravi attori, parole e immagini come tasselli di un puzzle sempre diverso. Trash, ironia, dissacrazione, politicamente scorretto, cinefilia. Tutti insieme appassionatamente.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 3/2009

Un Aspettando Godot tra Beckett e Ciprì & Maresco, attraversato da sprazzi di genialità. Cast multiforme

«Ho trovato il giusto tono, sono buono, sono buono!». Il mantra degli Skiantos è anche la frase simbolo del geniale Beket di Davide Manuli - nel cast anche Roberto “Freak” Antoni - già autore del bel Girotondo, giro attorno al mondo. E lo spirito del film è forse un’altra strofa di Sono buono, quel «qualche volta io mi cerco la rivolta ogni tanto poi mi sento molto stanco», che fotografa l’Aspettando Godot di una terra sarda lunare e lunatica. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di hallorann scritta il 09/11/2010 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Due uomini in una terra desolata perdono l’autobus, un autobus che vola in cielo. Chissà forse in paradiso. Jajà dall’accento sardo e Freak dall’accento francese vagano come in un limbo in attesa di Godot cioè Dio. Una vecchia Panda con un teschio sul cofano e 06 sullo sportello destro li raggiunge, all’interno c’è l’agente 06 uno strano tipo che ha il compito di guidarli o per meglio dire di indirizzarli verso la meta Godot. 06 in macchina ascolta ammirato dallo stereo un depresso che confessa la sua vita mancata. Proprio come quella dei due protagonisti, Freak che ha bruciato la sua esistenza tra alcol ed eroina abbandonando la famiglia e Jajà che ha vissuto nella paura e nella solitudine. Intanto Godot non si trova, prima incontrano Adamo ed Eva poi un oracolo canterino e infine la Grande Madre. Ma la fine è l’inizio e l’attesa continua. BEKET è una versione techno e sperimentale del celebre testo teatrale ASPETTANDO GODOT di Samuel Becket. I dialoghi tra i protagonisti sono un ripetere e ripetersi di gesti e parole quasi a voler riassumere ciò che facciamo meccanicamente nel quotidiano o in una intera vita. Il paesaggio terrestre e umano è desertificato, una terra di nessuno e di passaggio per non si sa dove, popolata dal cowboy Roberto Freak Antoni (leader degli Skiantos), il quale almanacca con le parole nonsense delle sue canzoni; un Adamo pingue e tatuato che fa(ceva) il Dj ed è assillato da una Eva lesbica e affamata; Agente 06 (un’ottima caratterizzazione di Fabrizio Gifuni) parla in modo biascicato, trasporta e si nutre di anime in pena; Agente 08 è il suo sodale che appare in video (cameo di Paolo Rossi). Il regista-autore indipendente Davide Manuli ambiente questa non storia in Umbria (l’inizio e la fine) e in Sardegna tra la Gallura, le dune di Piscinas, le miniere di Monteponi etc. Sardi sono anche il campione dei pesi gallo Simone Maludrottu che apre e chiude BEKET a suon di pugni nell’aria e il bravo Luciano Curreli nei panni di Jajà. Freak invece è il francese Jerome Duranteau. Il progetto di Manuli va apprezzato per la libertà creativa data da una coraggiosa autoproduzione, per la tecnica e per la stupenda fotografia in b/n di T.Ben Abdallah. Cinema impegnativo e di non facile visione, un po’ teatro (dell’assurdo)beckettiano e un po’ esercizio di stile a rischio maniera. L’epigrafe che chiosa e sintetizza la filosofia di Be(c)ket sembra essere però un suggerimento al film e a Manuli stesso:”…Non importa. Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio”.
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SI

Opinioni su Beket


16 marzo 2012 Opinione di flash41_99 su "Beket"
flash41_99

La storia di due personaggi Jajà e Freak, il primo ha vissuto una vita dissoluta fatta di alcool e droga(più volte in galera), il secondo ha vissuto una vita solitaria, triste, infelice con molte amarezze(così si spiega il suo carattere ostico).  Al momento si trovano in un limbo spazio/temporale in attesa di qualche cosa che deve da accadere ma non accade. Il limbo è una landa desolata dove incotreranno vari personaggi Adamo ed Eva in versione D.J./ lesbica assatanata, un bambino...

voto al film: flash41_99 assegna il voto buono a Beket (2008)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

25 novembre 2010 Opinione di mm40 su "Beket"
mm40

Rilettura di Aspettando Godot di Beckett in chiave moderna: fotografia chiarissima e lucidissima in una natura spoglia e semi-disabitata, intermezzi molesti di musica techno ed una serie di personaggi strambi, portatori ciascuno della propria verità e, probabilmente, nessuno di una sola Verità. Cosa funziona: appunto la fotografia (Tarek Ben Abdallah), pesantemente debitrice degli scenari desolanti della Sicilia di Ciprì e Maresco (qui ci siamo semplicemente trasferiti...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Beket (2008)



9 novembre 2010 Opinione di hallorann su "Beket"
hallorann

Due uomini in una terra desolata perdono l’autobus, un autobus che vola in cielo. Chissà forse in paradiso. Jajà dall’accento sardo e Freak dall’accento francese vagano come in un limbo in attesa di Godot cioè Dio. Una vecchia Panda con un teschio sul cofano e 06 sullo sportello destro li raggiunge, all’interno c’è l’agente 06 uno strano tipo che ha il compito di guidarli o per meglio dire di indirizzarli verso la meta Godot. 06...

voto al film: hallorann assegna il voto sufficiente a Beket (2008)

3 commenti
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28 agosto 2010 Opinione di Mulligan71 su "Beket"
Mulligan71

Delusione, da parte di uno dei film indipendenti italiani più strombazzati degli ultimi anni. Capisco il voler rompere certi schemi, capisco l'anarchìa, sono avvezzo a cose peggiori, ma qui il tutto è quasi irritante. Lasciamo perdere Bunuel, per favore. Ah, colonna sonora orripilante, che non aiuta. E ho dovuto anche comprarlo per poterlo vedere. Amen.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto mediocre a Beket (2008)



5 febbraio 2009 Opinione di bustero su "Beket"
bustero

Il film più brutto che abbia mai visto al cinema (e ne ho visto a migliaia). Noiosissimo e bruttissimo. Se per cinema d'"autore" vanno intesi quei film che fanno venire voglia di scappare dal cinema o di dormire (quando la notte precedente hai dormito più di 10 ore) allora questo è il migliore. I registi non possono continuare a pensare a loro stessi, talvolta devono anche avere rispetto del pubblico. Ho perso un'ora e mezza della mia vita a vedere un film che se potessi brucerei con...

voto al film: bustero assegna il voto pessimo a Beket (2008)

nessun commento
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