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La dura verità - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Simone Emiliani

C’è ancora una “donna che visse due volte” nell’opera abbagliante di Robert Luketic. Ancora bionde, successive reincarnazioni tra la Kim Novak hitchcockiana e la Judy Holliday di La ragazza del secolo attraverso la Reese Witherspoon dello straordinario La rivincita delle bionde, la Kate Bosworth di Appuntamento da sogno e 21 e (appunto) la Katherine Heigl di La dura verità. Qui la protagonista è Abby, una determinata produttrice televisiva che non riesce mai a trovare il compagno giusto. La situazione diventa esplosiva quando è costretta ad avere a che fare con Mike, un seduttore maschilista conduttore della trasmissione di successo The Ugly Truth. Quello di Luketic è un cinema sognante ma anche pieno di sano cinismo, avvolto dalle luccicanze della fotografia del grande Russell Carpenter e sospeso tra la classicità hollywoodiana di Cukor ma anche di Stevens per come rende la battaglia tra i sessi senza esclusione di colpi (con Gerard Butler adorabile canaglia alla Clark Gable) riaggiornata attraverso l’ottimo Nichols di Una donna in carriera. La dura verità ha dialoghi serrati che funzionano a orologeria. Lo sguardo di Luketic si muove attorno ai suoi protagonisti come in una danza seduttiva (il pianosequenza dell’arrivo di Abby in ufficio) con l’euforia del musical, facendo(ci) volare da terra come in Up.


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