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Opinione di supadany su Revanche. Ti ucciderò





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27/02/2011 voto al film: voto buono

Sul film

VOTO : 6/7.
Più interessante che completamente riuscita questa pellicola austriaca svaria parecchio regalando allo spettatore un tragitto cinematografico anomalo, non sempre grande in senso stretto, ma almeno spiazzante e diverso da quanto (o almeno molto) si vede in circolazione.
La storia si scinde distintamente in due tronconi.
La prima parte ambientata in città, per la precisione in quella parte dove si vive di notte e lo si fa con la prostituzione, sfruttando le donne dell’est per guadagnare.
La seconda è invece ambientata in paesaggi di provincia tipicamente austriaci, con un piccolo centro abitato da persone tranquille (e dove non succede nulla di anomalo) e tanta natura attorno.
In mezzo, a fare da elemento spartiacque, una rapina in banca che dovrebbe dare la possibilità ad una prostituta ucraina ed al suo uomo di rifarsi una vita nuova altrove.
Purtroppo per loro le cose non andranno per il verso giusto ed entrerà in scena una coppia alla disperata ricerca di un figlio, con lei disposta a tutto pur di averlo e lui poliziotto la cui stabilità mentale viene compromessa da una disgrazia sul lavoro.
Va dato atto al regista di aver concepito qualcosa di originale; sicuramente lontano anni luce dalla perfezione (una storia amplia e difficile da mettere insieme mantenendo sempre un alto grado di efficacia), ma che si avvale di contrasti riusciti.
Quindi la provincia e la città, ma anche gli anziani e gli uomini maturi (commovente, saggio e tutto d’un pezzo lo zio del protagonista, legato indissolubilmente alla sua terra ed ai suoi affetti ormai per lo più lontani), ma anche la donna sposata con la sua tranquilla quotidianità e quella dell’est costretta ad una vita tutt’altro che da sogno; infine l’uomo tutore della legge in crisi e l’uomo uscito di prigione da poco e disposto a tutto per crearsi un nuovo quotidiano.
Elementi non sempre caratterizzati al meglio (ci sarebbe voluto sicuramente molto tempo in più ed una scrittura esemplare), ma comunque interessanti, per una storia ben ambientata in entrambe le fasi, con un ritmo che si prende anche le sue pause per giungere ad un finale dove la pace sembra raggiunta da tutti, in un modo o nell’altro.
Anomalo con stile.

Sulla regia di Götz Spielmann

VOTO : 6/7.
Mette in scena una storia variegata e originale, denotando uno stile niente male.

Sull'interpretazione di Johannes Krisch

VOTO : 6,5.
Volto interessante segnato dalla vita.

Sull'interpretazione di Irina Potapenko

VOTO : 6,5.
Bellissima ed adeguata alla parte.

Sull'interpretazione di Andreas Lust

VOTO : 6++.
Soddisfacente, bravo soprattutto nel mostrare le ansie del suo personaggio.


SI

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