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Opinione di kfactor su The Informant!





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28/01/2010 voto al film: voto buono

Sul film

Prodotto da George Clooney (fra gli altri) e diretto da Stephen Sodenbergh, The Informant è tratto da una storia vera (da cui a sua volta è stato tratto il libro-inchiesta omonimo) e narra delle vicende di un biochimico che accetta, su insistenza della moglie spaventata dalle indagini in corso dell’FBI, di diventare una spia al servizio del governo. Cercherà d’incastrare la propria società per la manipolazione dei prezzi di mercato del mais. Lo scopo principale di Mark Whitacre è quello di incastrare tutti i suoi superiori per prendere poi il controllo dell’azienda, ma non capisce che anche lui è colpevole delle macchinazioni aziendali.Giocato tutto tra il thriller e la comicità, il film offre uno spaccato perfetto dell’america degli anni novanta, terra in cui il favoloso sogno americano si sta lentamente sgretolando man mano che la fine del secolo s’avvicina e le avventatezze economiche dell’era Bush lo uccideranno definitivamente. Il personaggio di Matt Damon, qui ingrassato e imbruttito da diversi chili in sovrappeso, vive in un limbo personale nel quale sente di fare del bene denunciando la propria azienda, ma che non riesce a vedere l’evidenza, sperando di trarre benefici dalla caduta delle alte cariche dirigenziali. Gli interludi sui suoi pensieri sono imperdibili e delineano un personaggio instabile, frutto di una società capace di offrire troppo e troppo velocemente, giustificandolo come bene comune. Inoltre la goffaggine del neo James Bond (“Chiamami 0014 perché sono due volte meglio di lui!”) rende quasi una burla la serietà dell’inchiesta che si nasconde dietro a tutta la faccenda e in questo Soderbergh è un genio.Capace di realizzare il trittico di Ocean, regalando tre film sempre divertenti e freschi con attori divertiti e che divertono, ma anche sperimentalista e sempre aperto alle nuove forme di visione cinematografica, Soderbergh ci offre una cinica realtà servendola con il sorriso amaro e tirato dell’incredulità. Ed in questo il personaggio di Scott Bakula (indimenticato protagonista di “Quantum Leap”) ne è la personificazione: quando il suo infiltrato poco speciale commenta ogni frase o ogni saluto nel microfono nascosto e crea situazioni imbarazzanti, la sua espressione incredula e quasi divertita è la stessa che abbiamo in sala guardando il film. E alla fine nemmeno noi riusciamo a capire a fondo l’animo di un uomo come Whitacre: genio o estremamente stupido.Ottima e mai esagerata la regia, favoloso Matt Damon. Da vedere!


SI

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