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Opinione di Paul Hackett su I Love You, Man





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14/09/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Peter, un mite e riservato agente immobiliare, sta per sposarsi con il cruccio di non avere un amico fraterno che possa fargli da testimone. Vincendo timidezze e ritrosie, si mette alla ricerca di un "migliore amico" e, dopo alcuni tentativi falliti, sembra trovare la persona giusta in Sidney, estroso e sfaccendato bamboccione che contribuirà ad aprirgli gli occhi sulla vita, il lavoro e l'amore ma, inevitabilmente, finirà per incasinargli l'esistenza. Il film di John Hamburg, già responsabile del pregevole e divertente "... e alla fine arriva Polly", mette in scena l'eterno dilemma (che noi uomini conosciamo fin troppo bene) tra amicizia e amore (e il conseguente eterno conflitto tra la fidanzata da una parte e gli amici del fidanzato dall'altra), partendo da un presupposto interessante e abbastanza poco sviluppato al cinema, l'oggettiva difficoltà degli ultratrentenni a stringere nuove amicizie. Il filmetto nell'insieme è carino e si lascia guardare volentieri, anche se spinge più al sorriso che all'aperta risata: lo stile è quello delle commedie dirette o prodotte da Judd Apatow (Paul Rudd è uno dei suoi attori feticcio), ormai ampiamente riconoscibili, con la loro comicità scorretta mescolata a buoni sentimenti. Rudd se la cava bene come sempre ma continuo a ritenerlo un'ottima spalla piuttosto che un protagonista convincente, non ho invece particolare simpatia per Jason Segel, uno dei protagonisti della celebre sit-com "How I met your mother", sorta di "Friends" degli anni zero. Peccato per il potenziale comico, assai poco sfruttato, della spassosa coppia interpretata da un inquartatissimo Jon Favreau e dalla simpatica Jaime Pressly, co-protagonista del telefilm di culto "My name is Earl". Tre stelle con un pizzico di delusione: da John Hamburg mi sarei aspettato qualche risata in più.


SI

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