La polvere del tempo (2008)
Con Willem Dafoe, Bruno Ganz, Michel Piccoli, Irène Jacob, Christiane Paul, Kostas Apostolidis, Tiziana Pfiffner, Alexandros Mylonas, Alexandra Maria Lara, Reni Pittaki
2010-10-28 23:37:35
Ancora nessuna traccia de "Le polveri del tempo", l'ultima fatica di Theo Anghelopoulos.
Che fine ha fatto l'ultimo film di Anghelopoulos, The dust of time? Il film, da quanto è emerso e da quanto dichiarato dal regista stesso, dovrebbe essere il secondo tassello di una...
di maldoror
La trama
Secondo capitolo della trilogia iniziata con La sorgente del fiume, del 2004.
Un regista ormai cinquantenne ha in mente di girare un film dedicato ai suoi genitori, Spyros e Eleni, la cui vita venne attraversata e stravolta dagli eventi del ventesimo secolo.
Lontano dall’ironia demistificante che popola il cinema contemporaneo, Angelopoulos ci dice della nostra agonia, infischiandosene del ridicolo, in un discorso autisticamente autoriale, capace a tratti di sintesi folgoranti. Inevitabilmente tedioso, prezioso nella pervicacia con cui dà forma, in primis, a un pensiero, contro ogni logica spettacolare. Da preservare.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 23/2011
L'opinione più votata
Di yume scritta il 2011-07-04 00:10:16 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Perché qualcuno deve infischiarsene del ridicolo?
Perché il film deve essere inevitabilmente tedioso?
Non deve.
Diciamo piuttosto che non si rende conto di esserlo, e allora ci siamo.
Qui di situazioni ridicole ce ne sono diverse, ma riempirei di spoiler e guasterei la sorpresa a molti.
Solo due o tre di esempio per tutte: gli ombrelli, continuamente aperti anche se non piove, però se nevica a larghe falde e fa un freddo boia la finestra è spalancata e le tende svolazzano quasi a lambire la morta sul letto...c’è poi la corsa sulla neve di Eleni coi tacchetti senza scivolare neanche una volta, e lì lo spettatore inevitabilmente si distrae e non segue più il film perché si chiede quante volte hanno girato quella scena, o se la neve è finta, o chissà che diavoleria.
Non trascuriamo infine il suicidio plateale nella Sprea di Bruno Ganz/Jacob (a Berlino buttarsi nella Sprea! e in pieno centro, praticamente sotto il Berliner Dom! decisamente fuori registro), Ganz, il grande Ganz, che ha cercato per tutto il film di non ridere alle battute che gli hanno fatto recitare (sulle ultime del saluto a Eleni si è dovuto appoggiare allo stipite per nascondere il viso).
Per Michel Piccoli non ci sono parole, imbolsito com’è sembra paralitico e lo vediamo perfino nudo di prospetto al check in a raggi infrarossi dell’aeroporto (insieme a vari altri, una sfilata di nudi da non andare più in volo a Berlino).
Dopo il ridicolo passiamo al tedioso.
Non è la lentezza che mi spaventa, al cinema non chiedo di essere un Luna Park sfavillante di luci, ho ben altro nel mio carnet.
Non cerco a tutti i costi il coup de théâtre né la storia lineare e comprensibile a prima vista, analessi e prolessi non mi creano problemi.
Quello che mi spaventa è la dislessia, e qui salti di parole e salti da un rigo all’altro ce n’è fin troppi, se ne esce frastornati, istupiditi e soprattutto tediati.
La storia del secolo breve attraverso la vicenda drammatica di una famiglia scompaginata fin dal suo nascere (il piccolo concepito sul tram, sì sul tram, incredibile ma vero, che a tre, dico a tre anni, viene messo sul treno in Siberia raccomandandogli di scendere a Mosca da zia Rachel non è storia di tutti i giorni, il piccolo genio sarà poi la voce narrante e la presenza incupita e monotematica di Defoe) procede per drammatiche ellissi.
Tra Canada in fuga dagli States per non andare in Vietnam, Lipsia dove c’è una vecchia casa da ricomprare, Israele vado o non vado, Berlino (che è sempre un bel vedere) giriamo il mondo e non capiamo perché e, soprattutto, come facciano a ritrovarsi ogni volta i personaggi.
Incurante del fatto che sull’argomento resti ormai ben poco da dire e che sotto la Porta di Brandeburgo passano ormai solo frotte di turisti con macchine digitali, Angelopulos si lancia in una ricognizione a 360°, ma che dico, a 720°, delle dolorose vicende stranote ( non manca neanche qualche noticina di Lennon per dire che stiamo andando avanti a passi da gigante verso la fine del millennio, festeggiata da due morti e musi lunghi a non finire).
Impossibile dire altro, bisogna vederlo.
Una cosa sola resta da dire, si sente la vecchiaia, ma una brutta vecchiaia, di quelle che passi il tempo a lamentarti e non riesci proprio a godere la vita fino all’ultimo istante, nonostante gli acciacchi. E allora è normale che una dodicenne dica che vuol morire, in mezzo a tante mummie! Il guaio è che lo dice proprio male, è un’altra delle pecche del film, la piccolina non sa recitare neanche un po’.
Dimenticavo la retorica, a vagoni…ma basterebbe il titolo, per una volta che non l’hanno cambiato dall’originale!
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2011-07-04 00:10:16 Opinione di yume su "La polvere del tempo"
Quando leggo nella scheda critica:“infischiandosene del ridicolo” e “inevitabilmente tedioso” mi scatta subito la domanda: perché? Perché qualcuno deve infischiarsene del ridicolo? Perché il film deve essere inevitabilmente tedioso? Non deve. Diciamo piuttosto che non si rende conto di esserlo, e allora ci siamo. Qui di situazioni ridicole ce ne sono diverse, ma riempirei di spoiler e guasterei la sorpresa a molti. Solo due o tre...
voto al film: 
2011-06-20 01:21:09 Opinione di alan smithee su "La polvere del tempo"
Angelopoulos e' sempre stato un regista di memorabili scene madri, di grandi inquadrature di massa, di abili riprese volanti dall'incedere elegante e sinuoso, di "paesaggi nella nebbia", di primi piani di gigantesche statue o busti; il tutto irrobustito da una potente colonna sonora che accentua la sontuosita' della rappresentazione. Anche questo film non fa eccezione e tutto quanto sopra descritto appare piu' volte, con un innegabile effetto scenico e seduttivo, spesso se abbinato allo...
voto al film: 
2011-06-12 16:02:39 Opinione di Viola96 su "La polvere del tempo"
Ci s'annoia e parecchio nel nuovo Angelopoulos.A mio parere,il grande regista greco non produceva nulla di memorabile da Lo sguardo di Ulisse,forse il suo capolavoro insieme a La recita,ma l'immagine che ci dà Angelopoulos della sua concezione di realtà ormai è già tutta fatta.Il nuovo film non è altro che una parabolo già vista e sentita sulla Grecia moderna.Anche se il capitolo precedente a questo,in questa nuova trilogia(La sorgente del...
voto al film: 
2011-06-05 23:07:53 Opinione di Alice07 su "La polvere del tempo"
Vuole essere leggero e delicato, in realtà è tutto teso alla ricerca della sequenza memorabile, del dialogo memorabile, scimmiottando decine di film analoghi e migliori. Retorico e francamente inutile. E poi, le trentenni truccate da vecchie, sono terribili.
voto al film: 
2011-06-05 01:44:38 Opinione di bufera su "La polvere del tempo"
Un grande cinema che schiaccia all'inizio lo spettatore travolto dal susseguirsi di eventi, spostamenti e figure, non particolarmente delineate perchè parte del tutto che la storia compone e scompone senza pietà.Il senso tragico della storia che tutto travolge e cambia rende patetiche le persone di una famiglia greca sballottata dalla Russia, all'America, alla Germania, all'Italia, Grande cinema ,quello di Angelopoulos ,che vuole...
voto al film: 
2011-06-03 01:07:36 Opinione di maldoror su "La polvere del tempo"
La sensazione con cui sono uscito dal cinema, è stata più o meno la stessa che ho provato dopo la visione di quasi tutti i film di Angelopoulos, cioè quella di aver assistito ad un capolavoro mancato, ad un'opera grande ma imperfetta, costantemente e pericolosamente in bilico fra i consueti pregi e difetti del suo cinema, cioè tra l'ispirazione sincera e l'autocompiacimento, tra la capacità di trasmettere vere emozioni e un eccesso di lirismo che tende...
voto al film: 
2011-05-23 08:05:52 Opinione di OGM su "La polvere del tempo"
Si può essere profughi del passato, di un mondo diviso e crudele che non esiste più. E si può scoprire, allora, con amarezza, che la memoria delle proprie fughe, del proprio esilio, dei viaggi disperati e interminabili per ritornare a casa, o rivedere le persone abbandonate tanti anni prima, non serve a riconciliare i giovani di oggi con la vita. L’esempio della tenacia eroica, che attraversa gli oceani e i continenti per ricongiungersi ad un amore perduto, nulla...
voto al film: 
2009-11-15 22:30:27 Opinione di swordofthegod su "La polvere del tempo"
QUANDO IN ITALIA?
voto al film: 
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