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Opinione di yume su La polvere del tempo





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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04/07/2011 voto al film: voto mediocre

Sul film

Quando leggo  nella scheda critica:“infischiandosene del ridicolo” e  “inevitabilmente tedioso” mi scatta subito la domanda: perché?
Perché qualcuno deve infischiarsene del ridicolo?
Perché il film deve essere inevitabilmente tedioso?
Non deve.
Diciamo piuttosto che non si rende conto di esserlo, e allora ci siamo.
Qui di situazioni ridicole ce ne sono diverse, ma riempirei di spoiler e guasterei la sorpresa a molti.
Solo due o tre di esempio per tutte: gli ombrelli, continuamente aperti anche se non piove, però se nevica a larghe falde e fa un freddo boia la finestra è spalancata e le tende svolazzano quasi a lambire la morta sul letto...c’è poi la corsa sulla neve di Eleni coi tacchetti senza scivolare neanche una volta, e lì lo spettatore inevitabilmente si distrae e non segue più il film perché si chiede quante volte hanno girato quella scena, o se la neve è finta, o chissà che diavoleria.
Non trascuriamo infine il suicidio plateale nella Sprea di Bruno Ganz/Jacob (a Berlino buttarsi nella Sprea! e in pieno centro, praticamente sotto il Berliner Dom! decisamente fuori registro), Ganz, il grande Ganz, che ha cercato per tutto il film di non ridere alle battute che gli hanno fatto recitare (sulle ultime del saluto a Eleni si è dovuto appoggiare allo stipite per nascondere il viso).
Per Michel Piccoli non ci sono parole, imbolsito com’è sembra paralitico e lo vediamo perfino nudo di prospetto al check in a raggi infrarossi dell’aeroporto (insieme a vari altri, una sfilata di nudi da non andare più in volo a Berlino).
Dopo il ridicolo passiamo al tedioso.
Non è la lentezza che mi spaventa, al cinema non chiedo di essere un Luna Park sfavillante di luci, ho ben altro nel mio carnet.
Non cerco a tutti i costi il coup de théâtre né la storia lineare e comprensibile a prima vista, analessi e prolessi non mi creano problemi.
Quello che mi spaventa è la dislessia, e qui  salti di parole e salti da un rigo all’altro ce n’è fin troppi, se ne esce frastornati, istupiditi e soprattutto tediati.
La storia del secolo breve attraverso la vicenda drammatica di una famiglia scompaginata fin dal suo nascere (il piccolo concepito sul tram, sì sul tram, incredibile ma vero, che a tre, dico a tre anni, viene messo sul treno in Siberia raccomandandogli di scendere a Mosca da zia Rachel non è storia di tutti i giorni, il piccolo genio sarà poi la voce narrante e la presenza incupita e monotematica di Defoe) procede per drammatiche ellissi.
Tra Canada in fuga dagli States per non andare in Vietnam, Lipsia dove c’è una vecchia casa da ricomprare, Israele vado o non vado, Berlino (che è sempre un bel vedere) giriamo il mondo e non capiamo perché e, soprattutto, come facciano a ritrovarsi ogni volta i personaggi.
Incurante del fatto che sull’argomento resti ormai ben poco da dire e che sotto la Porta di Brandeburgo passano ormai solo frotte di turisti con macchine digitali, Angelopulos si lancia in una ricognizione a 360°, ma che dico, a  720°, delle dolorose vicende stranote ( non manca neanche qualche noticina di Lennon per dire che stiamo andando avanti a passi da gigante verso la fine del millennio, festeggiata da due morti e  musi lunghi a non finire).
Impossibile dire altro, bisogna vederlo.
Una cosa sola resta da dire, si sente la vecchiaia, ma una brutta vecchiaia, di quelle che passi il tempo a lamentarti e non riesci proprio a godere la vita fino all’ultimo istante, nonostante gli acciacchi. E allora è normale che una dodicenne dica che vuol morire, in mezzo a tante mummie! Il guaio è che lo dice proprio male, è un’altra delle pecche del film, la piccolina non sa recitare neanche un po’.
Dimenticavo la retorica, a vagoni…ma basterebbe il titolo, per una volta che non l’hanno cambiato dall’originale!


SI

Commenti

  • 4 luglio 2011, 05:05 di LAMPUR

    Le siutuazioni ridicole "solo due o tre di esempio" che diventano dieci/dodici fa parte della messinscena recensiva? E se il film fosse stato giapponese saremmo stati lucidamente implacabili in egual misura? ;)

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  • 4 luglio 2011, 06:49 di yume

    vero, mi è scappata la mano, chiedo venia. Noto una certa acidità a proposito di cinema giapponese, che dire? finora non mi è capitato di vedere anche là una cosa del genere, ma tutto può succedere. A proposito di vecchiaia, approfitto di questa estensione,pensavo a Kurosawa, ultima scena dell'ultimo sogno, Ryu Chisu attore intramontabile, già icona di Ozu. Un ripassino non guasterebbe, In alternativa c'è sempre Madadayo, altrimenti, per non rompere sempre con Kuro, che ne diresti di un Koizumi Takashi very doc, Letter from mountains e la signora Ume? Per non restare sempre a oriente, andiamo a Beloved e a nonna Soux, o per restare in Europa alla mitica Alexandra di Sokurov. Mi attengo alla mia ristretta esperienza di cinema, naturalmente.Chissà quanto altro! Ma, se poi vogliamo proprio far vedere i vecchi rincoglioniti, credo ci sia anche modo, senza far ridere.Non mi sovvengono esempi al momento, ma mi sovverranno. Ah sì, una vecchiaccia tremenda, vai a Onibaba. Vedi? Siamo in Giappone, pure là cattivissimi, ma non fanno vedere Michel Piccoli nudo, per l'amor del cielo!

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  • 4 luglio 2011, 11:36 di kikisan

    Non sono un fan di Anghelopoulos; bene o male ho visto tutti i suoi film (questo no). Più che i film stessi mi ricordo soprattutto certe memorabili sequenze (la pianura allagata ne "La sorgente del fiume", il matrimonio celebrato tra le rive opposte del fiume ne "Il passo sospeso della cicogna", la statua di Lenin che naviga sulla chiatta ne "Lo sguardo di Ulisse"), le interpretazioni di Bruno Ganz ne "L'eternità e un giorno", di Omero Antonutti ne "Alessandro il grande". Sono molto allenato a vedere film diciamo un po' "estenuanti"; sicuramente non vedrò mai al cinema film del regista greco; a piccole dosi in DVD o Vhs ho imparato anche ad apprezzarlo. Nutro dubbi sulla sua collaborazione con Tonino Guerra nella stesura della sceneggiature... Però devo ammettere che la domanda di Lampur mi ha fatto sorriidere...perchè anche io ho l'abitudine di stroncare "polpettoni" europei ed essere più benevolo sulle produzioni orientali. Ciao!

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  • 4 luglio 2011, 12:46 di yume

    kikisan è vero, Lampur sostiene che ai giapponesi perdoniamo tutto e di più mentre...beh, è un po' miope. Intanto dovrebbe conoscere bene i giapponesi,coreani e quant'altro, poi, l'ho detto e lo ripeto, ci sono due o tre cose di Kurosawa con cui non sono stata affatto indulgente. C'è anche altro che non m'è piaciuto e l'ho detto, ma lui è un po' prevenuto. Quante cinque e quattro stelle ho dato all'occidente? non poche. Su quei momenti del cinema di Anghelopulos, ma su gran parte del suo cinema precedente mi sono sempre inchinata, ed è ben per questo che ieri sono rimasta di stucco. Tonino Guerra, può darsi, infatti quando l'ho letto tra i titoli di testa...ma credo che sia una forma di stanchezza senile, a volte colpisce ( e anche qui, come fai a dire che Kurosawa non è stato grande fino all'ultimo film? e non è morto giovane di certo)

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