About Elly (2009)
Con Golshifteh Farahani, Taraneh Alidoosti, Marila Zare'i, Rana Azadvar, Shahab Hosseini, Saber Abbar
La trama
Ahmed è un giovane uomo iraniano vissuto in Germania che fa ritorno in Iran dopo aver divorziato dalla moglie tedesca. Gli amici, ex-compagni di università colti e benestanti, decidono di organizzare un weekend al mare e invitano Elly, la giovane maestra della figlia di due di loro, con lo scopo di farla conoscere ad Ahmed. Il weekend inizia e Ahmed timidamente cerca di conoscere la giovane e attraente ragazza. Ma il secondo giorno, in circostanze drammatiche, si scopre che Elly è scomparsa.
Asghar Farhadi, ripristinando un codice etico convenzionale se non addirittura reazionario (sulla famiglia come sul senso di colpa), sembra fare un balzo indietro rispetto al cinema post Onda Verde che tante speranze aveva infiammato.
La recensione di FilmTv
Di Erica Re - FilmTV n. 24/2010
L'opinione più votata
Di yume scritta il 17/12/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Clima festoso nell’incipit di entrambi, qui vacanza al mare per un gruppo di amici, lì il capodanno iraniano, 21 marzo, petardi, falò e pulizia delle case.
Qui c’è Elly, il corpo estraneo, la maestra d’asilo di una delle bambine, invitata da Sepideh, l’animatrice del gruppo (tre giovani coppie medio borghesi, buoni studi , bambini ben curati e saputelli, e Amadh, il divorziato).
Il piano è “combinare” l’incontro di Elly con Amahd, abbandonato dalla moglie tedesca (donna geniale che gli ha lasciato scritto “Un finale amaro è meglio di un'amarezza senza fine).
In Fireworks c’era Rouhi, giovane domestica, chiamata per aiutare nelle pulizie di casa e catapultata al centro di una crisi coniugale che le svela un mondo di miseria umana insospettato.
Entrambe sono il reagente di situazioni che esplodono improvvise, il caso innesca la miccia e le esplosioni a catena lasceranno il terreno pieno di macerie.
Una giovane donna sparì fra gli scogli del Mediterraneo tanti anni fa, ne L’avventura di Antonioni, qui siamo sul Mar Caspio, sparisce la dolce e silenziosa Elly, il mistero avvolge la sua scomparsa, forse il mare, forse mentre faceva volare l’aquilone ha visto uno dei piccoli in pericolo fra le onde. O forse è andata via, in fondo voleva partire prima degli altri, qualcosa la turbava, ma Sepideh (ah le donne, quando inseguono un loro un piano!) le aveva nascosto il borsone.
E perché mai il suo cellulare è nella borsa di Sepideh?
Non è un noir, non è un thriller, eppure la tensione che sale da metà film è insopportabile.
Come di fronte alle calde acque del Mediterraneo, anche qui l’incomunicabilità alza la sua nebbia davanti ad un mare da subito ostile, minaccioso, ma questo è un Iran sospeso tra occidente e oriente, e se non bastasse l’eterno chador che sembra incollato sulla testa delle donne, ce lo direbbe la gestualità carica, esuberante, quel dinamismo motorio che a tratti scatena danze e risate che noi occidentali facciamo un po’ fatica a capire.
Quanto al resto, però, l’omologazione è a buon punto, le donne sono belle, slanciate ed emancipate quanto basta, indossano jeans e guidano fuoristrada. Nessuno stereotipo abusato, nessun sotto testo esibito.
Eppure le sovrastrutture crollano come un castello di carte, ci sono regole che riemergono, c’è un regime teocratico che detta la morale e i ruoli tra i sessi, mentire è un obbligo, anche dove non c’è niente da nascondere, bisogna insegnarlo anche ai bambini a farlo bene.
Solo nella cruda evidenza di un obitorio, là dove tutte le finzioni devono crollare per forza, il lavoro di demolizione delle maschere finirà.
Sottigliezze di regia nel creare spiazzamento e disagio nello spettatore, una fotografia che insiste sui filtri di un grigio/azzurro raggelante, inquadrature e movimenti di scena molto teatrali, primi piani e soggettive (in particolare le scene acquatiche) che richiedono una buona apnea da parte di chi assiste.
Forse un po’ lento nella prima parte, con un’insistenza eccessiva nel descrivere, prende pienamente quota nella seconda.
Accuse, sospetti, insofferenze, incapacità di comprendersi, il gioco perverso delle responsabilità che si rimpallano dall’uno all’altro, intorno alla scomparsa di Elly tra le onde si accumula un campionario di comportamenti che smantellano tutte le sovrastrutture di una modernità più esibita che autentica, scoprendo su quale fragile equilibrio si viva il rapporto con gli altri e, perché no? con sé stessi.
Donne determinate, sicure di sé, convivono con uomini infiacchiti, che sembrano accettarle come compagne fino a quando la criticità del momento riporta a galla vecchi codici di comportamento e la violenza esplode, con le parole e, se non basta, con i fatti. Ma poi tutto torna come prima.
Un film che scopre le carte e lascia turbati, pensierosi, si discute fuori dal cinema, ognuno la vede a suo modo.
Rashomon? Pirandello? Appunto….
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7 aprile 2012 Opinione di ViolettaBeauregarde su "About Elly"
Le emozioni distinguono gli esseri umani dalle bestie ma c'è chi è estremamente sensibile e chi, con il suo egoismo, crede di conoscere chi gli sta intorno non sapendone neanche il nome. La dolce Elly è solamente una pedina nelle mani di tutti, inconsapevolmente tutti la trattano come un oggetto e la prima che lo fa è Sepideh, la madre di una bambina a cui Elly fa da maestra. Sepideh vuole aiutare Ahmad, uno dei suoi migliori amici che, dopo un matrimonio fallito in Germania con una...
voto al film: 
25 dicembre 2011 Opinione di supadany su "About Elly"
VOTO : 6/7. Film anomalo, almeno per quanto ho visto ad oggi del cinema iraniano, con alle spalle una storia semplice, ma anche un nutrito gruppo di personaggi ed un amletico dubbio che scandisce la progressione della vicenda. Ahmad torna in Iran dalla Germania ed insieme ai suoi amici, e le rispettive mogli, si reca in gita sul mar Caspio. Tra le donne c’è anche Elly, invitata apposta per farla conoscere ad Ahmad, fresco divorziato e desideroso di incontrare una donna iraniana....
voto al film: 
17 dicembre 2011 Opinione di yume su "About Elly"
Orso d'argento per la regia alla Berlinale 2009, Asghar Faradhi in About Elly cambia la storia ma ripropone uno schema vicino a Fireworks Wednesday del 2006. Clima festoso nell’incipit di entrambi, qui vacanza al mare per un gruppo di amici, lì il capodanno iraniano, 21 marzo, petardi, falò e pulizia delle case. Qui c’è Elly, il corpo estraneo, la maestra d’asilo di una delle bambine, invitata da Sepideh, l’animatrice del gruppo (tre giovani coppie medio borghesi, buoni...
voto al film: 
14 dicembre 2011 Opinione di bradipo68 su "About Elly"
About Elly è la fotografia di cosa è l'Iran oggi e soprattutto ci fa capire che esiste altro oltre a Teheran e ai villaggi montani dispersi nel bel mezzo del nulla. Esiste la borghesia,quella che si può permettere una macchina decente( anche se un pò vecchiotta) per organizzare una gita collettiva al mare( Caspio) e passare un week end tra chiacchiere, mangiate, bevute e fumate. A prima vista sembra tutto bello in questa fotografia ma in realtà se si guarda con attenzione vengono alla...
voto al film: 
5 settembre 2011 Opinione di sasso67 su "About Elly"
Premettiamo che, nonostante qualche richiamo ai film dei maestri, Asghar Farhadi non è né Antonioni né Buñuel e, dato che siamo in Iran, non è nemmeno Kiarostami. Però, pur annotando qualche difetto (i personaggi hanno fin troppo facce carine; il meccanismo della sceneggiatura ci mette un po' ad ingranare), il film tutto sommato funziona. E funziona come trama, perché alla fine ci si appassiona per sapere cosa veramente sia successo, ma...
voto al film: 
4 maggio 2011 Opinione di ezio su "About Elly"
Pur essendo un film iraniano,percio' importante e da vedere,risulta essere troppo lungo e manca completamente di sfondo sociale.Come thriller funziona bene e anche il finale mi ha lasciato soddisfatto (moderatamente).
voto al film: 
11 ottobre 2010 Opinione di adalberto su "About Elly"
La pubblicità è l’anima del commercio! E mal me ne incolse! Alla fine, anch’io mi sono fatto un po’ condizionare dal battage pubblicitario della “critica cinematografica ufficiale” sul cinema iraniano che si discosta dalle consuetudini “miseria/oppressione”. Questi trentenni piccolo borghesi con tanto di Land Rover, griffe su abiti ed occhiali e tanta spensieratezza ci ricordano un gruppo di qualsiasi giovani in una...
voto al film: 
23 settembre 2010 Opinione di Mathiasparrow su "About Elly"
In controtendenza rispetto a molte pellicole iraniane giunte sui nostri schermi in tempi recenti, About Elly non cerca nè la via del messaggio sociale nè quella del realismo magico con cui i registi del luogo hanno saputo farsi riconoscere oltreconfine. La trama nasce, si sviluppa e muore attorno un unico grande punto interrogativo, che Farhadi lascia irrisolto senza compensare la mancanza di risposte. Il regista amministra i personaggi, mantiene sempre viva la tensione e...
voto al film: 
17 luglio 2010 Opinione di delfinodelfino su "About Elly"
Un film che ti apre gli occhi sulla realtà dell'Iran odierna. E' strano e bello vedere le loro diverse abitudini ma anche uguali alle nostre. Si guarda con attenzione perchè è una scoperta. Per me ancora di più perchè la mia amica Homa nata a Teheran, ora mi sembra più vicina. Ciao Homa.
voto al film: 
20 giugno 2010 Opinione di lao su "About Elly"
Mentre scorrono le immagini iniziali lo spettatore si chiede se la teocrazia totalitaria di cui parlano TV e giornali non sia un’esasperazione dei media: autostrade per il mare nei fine settimana piene di grosse auto con donne al volante, abiti e borse griffate, rapporti disinvolti fra marito e moglie, insomma potremmo essere in Francia o in Germania, Paesi nei quali sarebbe normale che una donna sposata faccia da pronuba fra la giovane maestra della figlia e un...
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