The Rum Diary. Cronache di una passione (2010)
Con Johnny Depp, Aaron Eckhart, Michael Rispoli, Amber Heard, Richard Jenkins, Giovanni Ribisi, Amaury Nolasco, Marshall Bell, Bill Smitrovich, Julian Holloway, Karen Austin, Bruno Irizarry, Enzo Cilenti, Aaron Lustig
19/04/2012
"The rum diary - Cronache di una passione", opera molto diversa da "Paura e delirio a Las Vegas"
“Ripugnante come pochi, in qualche rara occasione dimostrava lampi di intelligenza stagnante. Ma il suo cervello era così marcio per l'alcol e per quella vita dissoluta che quando...
di Lina
La trama
Paul Kemp (Johnny Depp), giornalista freelance, vive ai Caraibi, scrive per un giornale in crisi e frequenta una serie di personaggi poco raccomandabili votati al nichilismo e all'autodistruzione. Il momento è critico e per Paul è forse giunto il momento di ambire a qualcosa di meglio e più rassicurante.
Situazioni tra il grottesco (con tanto di sequenze allucinatorie in digitale) e il comico, senza che la sceneggiatura si curi troppo dei nessi logici né del valore aggiunto dell’ambientazione dei fatti, tratti dal libro semiautobiografico dello scrittore di giornalismo “gonzo” Hunter S. Thompson. Depp, in veste di produttore, ha riportato dietro la macchina da presa Bruce Robinson a 20 anni dalla sua ultima regia, ma al suo sgangherato diario serviva meno rum e più passione.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 17/2012
L'opinione più votata
Di Lina scritta il 31/10/2011 - utile per 28 utenti
Voto al film: 
Bruce Robinson lo ha diretto scrivendone e curandone la sceneggiatura che ha un po’ di difetti, ma anche molti pregi.
Difetta infatti nella somiglianza con i contenuti del romanzo (ma del resto è sempre così: in tutti i film tratti da noti libri vengono omessi o alterati tanti di quei dettagli rilevanti...) anche se a mio parere, per certi versi ha migliorato molto la storia grazie all'introduzione di alcune sequenze inedite e simpatiche e soprattutto grazie ad un felice ed ironico happy-ending (basti solo pensare che il romanzo invece si conclude con la morte di Lotterman stroncato da un infarto causatogli dal comportamento di Moberg...)
Inoltre, Robinson è riuscito a rendere i suoi protagonisti meno squallidi e dissoluti del necessario, donandoli sfumature più umane e quindi questo è decisamente un altro dei punti a favore del film che mano mano si arricchisce di altri meriti e qualità: locations indovinate e ben riprese insieme a tutte le loro peculiarità talvolta estetiche e talvolta antiestetiche (la fatiscenza e lo squallore di alcuni ambienti poveri portoricani è ben immortalata e ben riprodotta ad esempio), la fotografia è folgorante e rende l’idea dell’affascinante Portorico di fine anni ’50, la colonna sonora è gradevole ed influente e la recitazione di tutti gli attori è impeccabile.
Manca però (sempre rispetto al libro) qualche scenetta divertente (tipo quella del litigio sull'aereo fra Paul ed un vecchio signore oppure quella di Paul e Sala che quando vengono arrestati iniziano a distribuire sigarette a tutti i carcerati per tenerli buoni ed evitare di essere pestati, ecc.) e manca addirittura un personaggio di spicco, Yeamon, le cui caratteristiche in compenso tuttavia vengono trapiantate e condensate un po’ in Bob Sala e un po’ in Hal Sanderson e fin qui tutto può essere perdonabile, ma non lo è altrettanto il mancato approfondimento di alcuni dettagli o fatti abbastanza importanti della storia. Ad esempio, il motivo della fine della relazione fra Chenault e Sanderson non viene nè spiegato nè risolto, ma viene lasciato più che altro all’intuizione dello spettatore, così come l’improvviso avvicinamento intimo fra Paul e Chenault che si scusa con lui mangiandosi con poche parole neanche del tutto efficaci e chiare, una necessaria sequenza intermedia che quindi assente, avrebbe invece dovuto approfondire meglio il quando e il come il triangolo Kemp-Sanderson-Chenault sia scoppiato del tutto, poiché dopo la scena della festa del Carnevale in cui si suppone che Chenault sia stata violentata da un gruppo di uomini, passa direttamente alla fase del rigetto di Chenault nei confronti di Sanderson e viceversa - nel romanzo invece viene spiegato che Yeamon (Sanderson nel film) è stufo di Chenault perchè pensa che sia una “puttana” e quindi poi Paul si fa avanti. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [7]
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18 maggio 2012 Opinione di Fanny Sally su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
Passione e corruzione, caduta e redenzione. Uno scrittore talentuoso ma incostante tenta di lottare contro un colosso imprenditoriale che sta rovinando un paradiso tropicale; fallirà ma ritroverà se stesso e una ragione per cui tornare a fare serio giornalismo di denuncia. Questo film, fortemente voluto da Depp, che fu amico intimo di Thompson e che l'ha prodotto, sulla carta aveva parecchie buone carte da giocarsi: in primo luogo un soggetto tratto da un autore di culto, simbolo di una...
voto al film: 
17 maggio 2012 Opinione di bitta85 su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
secondo me il film risulta interessante e buono solo ed esclusivamente perchè come attore protagonista c'è JOHNNY DEPP che da uno spessore anche agli altri personaggi.
voto al film: 
9 maggio 2012 Opinione di will kane su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
Amico personale di Hunter Thompson,dopo averlo interpretato nel cult "Paura e delirio a Las Vegas",Johnny Depp ha fortissimamente voluto questo film ispirato all'esperienza del giornalista e scrittore a Puerto Rico all'albore degli anni Sessanta,al punto di produrre,oltre che interpretare,questo film in cui impersona una versione filmica dell'intellettuale che sposò la causa lisergica,dopo quella dell'impegno civile.Il film,diretto da Bruce Robinson,che aveva diretto solo un'altra pellicola...
voto al film: 
6 maggio 2012 Opinione di ico su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
Un film di (o alla) Johnny Depp in tutto e per tutto. C'è tutto il suo mondo, le sue orgogliose rivendicazioni, la sua personalità, i suoi gusti. E dunque ci sono gli eccessi di una vita da raccontare fra rum, droghe e combattimenti tra galli sotto il sole di una Portorico vestita di cinema e laccata dalla fotografia "calda"; c'è la sensazione di trovarsi di fronte ad un attore che con le mani libere incanala il suo destino in storie ormai risapute; c'è il carattere della star che...
voto al film: 
1 maggio 2012 Opinione di bufera su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
A parte il rum, nè passione, nè vero intrigo, nè morbose atmosfere, di cui qualcuno ha parlato, si trovano in questo film. I fatti antecedenti , la difficoltà di farne partire la produzione sbloccatasi dopo dieci anni ad opera di Johnny Depp con il suo intervento economico e la volontà di rimettere dietro la macchina da presa , dopo vent'anni di totale interruzione, il regista Bruce Robinson sono un incentivo di curiosità, ma l'opera non è eccelsa. Familiare al ruolo del...
voto al film: 
30 aprile 2012 Opinione di hitachi su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
Meno divertente e meno visionario di Paura e delirio a Las Vegas è un film che comunque si lascia guardare e che almeno in confronto a certa spazzatura moderna videogamata (battleship) o stupida e nonsensa (to rome with love) racconta una storia attuale che non sia la solita americanata. E' una storia di denuncia sociale sul giornalismo più falso e sulla disonestà degli arricchiti della Puerto Rico degli anni 60, quindi la trama è buona e prende (a meno che non si sia cultori di film...
voto al film: 
30 aprile 2012 Opinione di ROTOTOM su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
Secondo film tratto dai libri-reportage di Hunter S.Thompson, giornalista americano dallo stile sghembo che intreccia i fatti alle opinioni personali. Il “gonzo journalism”, così venne definito. Grande amico di Johnny Depp già interprete di Paura e delirio a Las Vegas per la regia di Terry Gilliam, Thompson ha poi fatto del delirio alcolico una sorta porta percettiva aperta sulle verità – filtrate dall’alcol - che raccontava. The rum diary. Cronache di una passione narra...
voto al film: 
29 aprile 2012 Opinione di alan smithee su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
La notizia positiva e' che Johnny Deep in questo film torna ad interpretare un personaggio interessante dopo i disastrosi episodi dei Pirati dei Caraibi, il tremendo The Tourist e il fasullo Alice di Burton. Il suo giornalista freelance che nel 1960 giunge a Porto Rico per collaborare con uno sgangherato giornale locale filo-americano, e' decisamente il suo personaggio piu' interessante da anni, se si eccettua quello del "Nemico pubblico" del buon film di Mann. Paul Kemp non e' certo un asso...
voto al film: 
27 aprile 2012 Opinione di lorenzodg su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
“The Rum Diary. Cronache di una Passione” (The Rum Diary, 2011) è il quarto lungometraggio del regista inglese Bruce Robinson che torna dietro la macchina da presa dopo una ventina d’anni. Attore e sceneggiatore; è tornato all’opera di un film su richiesta di Johnny Depp (qui anche produttore insieme ad una schiera con tanti altri produttori esecutivi). “Senti puzza di bastardi..la verità è odore di inchiostro” dice Paul Kemp al suo amico Bob Salas mentre era con loro...
voto al film: 
27 aprile 2012 Opinione di UScomedy su "The Rum Diary. Cronache di una passione"
Torna il Johnny Depp folle e ubriacone che omaggia lo scrittore Hunter S. Thompson (suo vecchio amico, già portato sullo schermo in "Paura e delirio a Las Vegas"): "The Rum diary" di Bruce Robinson, che non dirigeva un film da "Gli occhi del delitto" del 1992, è una commedia drammatica un po' sgangherata e (molto) annegata nel rum. Siamo a Porto Rico, e Paul Kemp è un giornalista freelance appena trasferitosi da New York per lavorare su un giornale locale, The San Juan Star. La vita...
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [7]
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