Opinione di bradipo68 su Into the Mirror
Con Yu Ji-tae, Kim Myeong-min, Kim Hye-na, Gi Ju-bong
- negative [4]
- sufficienti [2]
- positive [6]
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Sul film
Finalmente sono riuscito a vederlo!Ero molto curioso perché fino ad ora avevo visto solamente il muscolare remake americano di questa pellicola,Mirrors di Aja con Kiefer”Jack Bauer” Sutherland nei panni ahimè mediocri del protagonista.E come al solito si deve notare come nell’atto di prendere un’idea da un film orientale o nell’atto di farne un remake si abbia il brutto,bruttissimo vizio di rimanere sempre in superficie cercando poi di amalgamare il tutto con un bel surplus di effetti speciali.Quanto è fragoroso,ipercinetico (soprattutto nella seconda parte)il film di Aja,ex new sensation dell’horror francese che se continua così diventerà velocemente una meteora,tanto è quieto ,silenzioso questo.Forse pure troppo:affidandosi alle suggestioni alcune volte si ha la sensazione che la regia, diluendo un po’ troppo la materia narrativa, non riesca sempre a mantenere alto l’interesse .Qui non parliamo di un vero e proprio horror ma più che altro di un thriller con venature paranormali che vive i suoi momenti migliori proprio quando diventa più chiaro il ruolo di porta di passaggio tra due dimensioni che assumono gli specchi.Non è un caso che le sequenze che più si ricordano per costruzione sono quelle dell’omicidio(suicidio) all’inizio,della morte dell’operaio in ascensore e quella finale che al di là della spiegazione di tutto il meccanismo che può lasciare un po’ d’amaro in bocca,dal punto di vista scenografico è dannatamente efficace.Quello che convince meno nel film è l’incerto oscillare che il film manifesta tra il genere horror con fantasmi tipico di certo cinema orientale e il genere poliziesco/thriller.Anzi dirò di più:convince più il lato horror che quello poliziesco/thriller:sembra tutto chiaro fin dall’inizio,tutto troppo chiaro,talmente chiaro che la soluzione smaccatamente a sorpresa appare un tantino telefonata.Così come il ribaltamento delle prospettive nel mondo del protagonista con tanto di rewind per far comprendere bene il tutto anche agli spettatori più sprovveduti.Non è un film memorabile ma l’idea di cospargere di specchi e di superfici riflettenti praticamente tutte le scene del film raggiunge lo scopo di creare una certa inquietudine creata dal singolare impatto scenografico valorizzato anche da una fotografia di ottima fattura.I dialoghi non mi sembrano così di valore come afferma la scheda e il doppiaggio non è dei migliori.
Sulla regia di Kim Sung-ho
Qualche pausa di troppo ma l'impatto scenografico degli specchi è particolarmente inquietante
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