Opinione di PompiereFI su Nemico Pubblico N.1 - L'ora della fuga
Con Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan, Olivier Gourmet, Georges Wilson, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Anne Consigny
- negative [1]
- sufficienti [4]
- positive [16]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
“Tu sei romantica, amica delle nuvole…” cantava Tony Dallara.
L’animo opposto dell’imprendibile Jacques Mesrine, sentimentale dissidente: fugge dalla famiglia, ingravida una donna spagnola e poi la picchia, rapina, uccide barbaramente, seduce con astuzia le prime femmes che incontra, va in prigione. Mosso da un grande ego, Mesrine fu scaltro a costruire la propria mitologia, condizionando i media e deformandosi in un Robin Hood a suo modo contro il sistema. Occhi irrequieti, attraversati con vitalità da quel cocktail di autocompiacimento e indisciplina, il superbandito protagonista della malavita tra i ’60 e i ’70 è interpretato al meglio da Vincent Cassel, il quale presta volto e corpo trasformandosi nelle molteplici identità delle quali il criminale si servì per tentare di sfuggire alla cattura.
In appoggio a questa bella performance attoriale, l’appassionante montaggio spaziato voluto dall’abile regista Richet, il quale splitta lo schermo diverse volte permettendosi anche tempi di ripresa fuori sincrono. Nel film ci sono passione e angoscia, nuance che virano verso il “polar”, esagerazioni e guasconate. Ci si trova immersi nella giungla accanto a Cassel, senza principi ne’ morale. Nemmeno nei carceri di massima sicurezza il ladruncolo “impara” il rispetto che lui stesso pretende tanto. Comunque non importa: tutto scivola sull’epidermide da elefante di Jacques. “Non, rien de rien, non je ne regrette rien…”.
Resta il fastidio del rumore di fondo delle news accostate alle vicende narrate. Qual è il senso di far comparire i comunicati dell’affare Moro alla tv, per poi riprenderne il filo sul sottofinale con l’intenzione di Jacques di andare a Milano per incontrare le Brigate Rosse? Più che di collera sovversiva, si dovrebbe parlare di odio personale. Raccontare le vicende dell’uomo più ricercato di Francia avrebbe voluto dire anche soffermarsi di più a evidenziare il tempo storico di un paese diviso tra gli imbarazzi della guerra d’Algeria e gli assetti polizieschi di 20 anni dopo.
L’ “Ennemi public n. 1” è un continuo alternarsi vorticoso dell’eterno gioco fra guardie e ladri. E allora non ci si dovrebbe prendere il disturbo a mettere in scena una storia vera, bensì a presentarla così com’è, senza filtri, senza nomi, date, riferimenti. Perché tutto è già romanzato di per se’, la storia ha i crismi per supportare una sceneggiatura visti i molteplici (e spesso simili) accadimenti: rapina ardimentosa sino al masochismo, ammazzamenti, arresto, fuga temeraria, scopata. E poi via da capo, per la modesta durata di circa 4 ore.
Sintesi, signori. Sintesi.
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00





