Departures (2008)
Con Masahiro Motoki, Tsutomu Yamazaki, Ryoko Hirosue, Kazuko Yoshiyuki, Kimiko Yo, Takashi Sasano, Tôru Minegishi, Tetta Sugimoto, Yukiko Tachibana, Tatsuo Yamada
La trama
Daigo Kobayashi è un violoncellista la cui orchestra si è sciolta, lasciandolo senza lavoro. Stanco e privo di speranza, decide di fare ritorno insieme alla moglie alla sua città natale, con l'intento di ricominciare una nuova vita. La ottiene un incarico come nokanshi, praticamente un becchino. Il suo lavoro consiste nel prendersi cura dei corpi delle persone decedute, pulendoli, sistemandoli e collocandoli nella loro bara, per accompagnarli nell'altro mondo nella miglior modo possibile. Nonostante la moglie e i vicini non nutrano molta stima per ciò che fa, Daigo scopre in questo suo nuovo lavoro ciò che mancava alla sua vita.
Ridere della morte è un esercizio liberatorio per dissacrare l’aura inesorabile che ammanta la nostra natura terrena; ben venga allora il tocco lieve e ironico di Departures, che infrange il tabù e fin dall’incipit fa dirompere nella solennità della cerimonia funebre la carica irriverente del grottesco. Non soltanto si ride, nel film straniero vincitore dell’Oscar nel 2009; Yojiro Takita si giostra fra tempi (e volti) strettamente comici e le ampie panoramiche del dolore e del rimpianto.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 14/2010
L'opinione più votata
Di riverworld scritta il 25/05/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [8]
- positive [24]
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2 marzo 2012 Opinione di Kurtisonic su "Departures"
Ingredienti: storia semi tragica ma dal dolore contenuto e dal sorriso amaro, personaggi positivi, ruoli chiari e definiti di facile identificazione e dallo sviluppo lineare dei profili, finalino ancora più rappacificatore (con cosa?), manca ancora qualcosa, ecco, il tocco esotico, diciamo orientale che non guasta, però niente a che fare con quegli orribili coreani o i soliti giapponesi deliranti. Con questa premessa, il regista giapponese Yojiro Takita, (al suo attivo una manciata di...
voto al film: 
27 febbraio 2012 Opinione di Mulligan71 su "Departures"
Faccio sempre fatica a vedere i film orientali, anche se questo è piuttosto anomalo. E' un film fatto molto bene, con tutte le cose al posto giusto, dove si può curiosare con stupore in una cultura a noi estranea. Però due ore sono troppe e il garbo rischia di sfracellare le palle, dopo un po'. Rimane, comunque, una bella visione.
voto al film: 
2 ottobre 2011 Opinione di iPl4y su "Departures"
Film drammatico giapponese sulla tanatoestestica, ossia l'arte delle onoranze funebri. La scoperta di questo mondo da parte del protagonista (e dello spettatore) si intreccia con le vicende della sua vita, mantenendo in generale toni piuttosto delicati, spesso introspettivi, talvolta romantici o brillantemente umoristici. La cura maniacale nel ricreare i riti e gli stati d'animo, l'ottima recitazione e le splendide inquadrature, regalano spesso emozioni forti e sincere. E' un film sul...
voto al film: 
25 maggio 2011 Opinione di riverworld su "Departures"
"Esercizio di abile necrocosmesi anch’esso, Departures applica illusorio make-up a un corpo narrativo inerte, imbelletta di coreografica (e presunta) grazia un’opera troppo comodamente terapeutica." Questo scrive Michele Favara su glispietati.it, e personalmente, da modestissimo interessato, più che vero conoscitore del cinema orientale, mi sento decisamente d'accordo con lui. Perchè infarcire il film di sottolineature continue, simbolismi e passaggi didascalici a...
voto al film: 
13 aprile 2011 Opinione di Baliverna su "Departures"
Finalmente un film giapponese (almeno tra quelli che arrivano da noi) dove non ci sono mafiosi crivellati di colpi, mostri orrendi che divorano le persone, o relazioni sadomaso. Infatti questo è un film decisamente tranquillo, senza scene forti, senza cattivo gusto, senza cinismo, e senza violenza. Devo dire che, visto l'argomento, mi aspettavo un po' di schifezze, ma ammetto che il regista se l'è cavata bene; ha parlato cioè di morti e beccamorti senza compiacersi di...
voto al film: 
21 marzo 2011 Opinione di kubritch su "Departures"
Poetico e calligrafico come solo i giapponesi sanno essere. Ma quanto incide il fascino dell'esotico? Apprendiamo che la morte è un tabù presso tutte le società capitalistiche anche ad oriente. Tuttavia è proprio la prossimità con la morte che dà senso e sapore alla vita, a quegli eventi, come la gravidanza, che rischiano di essere vissuti come routine. I giapponesi ne sanno qualcosa un po' come i napoletani che vivono sulle falde del Vesuvio....
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7 febbraio 2011 Opinione di agathe67 su "Departures"
un film emozionante che ci fa riflettere su un aspetto della nostra vita che noi occidentali tendiamo a cancellare perchè troppo concentrati sui nostri egoismi terreni..."la vita nn è niente, la morte è tutto" diceva il grande Pasolini...quando sei morto tutto quello che dovevi fare è bell'è compiuto e la tua vita viene finalmente vista nella giusta prospettiva e valutata in sintesi x quello che è stata realmente nel bene e nel male. Il gesto di...
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21 dicembre 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Departures"
Non esageriamo, non si ride affatto. Al più si sorride in qualche scena diluita nel mare enorme delle oltre due ore di visione intercalate, nemmeno a dirlo, da ritualità di ogni tipo (anche per grattarsi il naso, pare che i giapponesi impieghino un quartino abbondante) e tempi dilatati alla maniera orientale. A parte questo però il film è decisamente fatto bene, bravi gli attori, buona la fotografia, bella la colonna sonora e trama interessante. Si...
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19 dicembre 2010 Opinione di yume su "Departures"
L’impressione globale, dopo più di due ore di film, è che di una buona mezz’ora avremmo fatto volentieri a meno.Okuribito ha un grande difetto, non conosce la misura, e non si tratta esattamente di durata. E’ la misura che dà la capacità di dire il necessario sfrondando il superfluo, rapire lo spettatore con alchimìe sottilissime che non sentano la necessità di esibire simbolismi e squadernare con didascalica diligenza repertori di...
voto al film: 
19 dicembre 2010 Opinione di panflo su "Departures"
Leggendo che il regista era specializzato in "soft core" li per lì sono rimasto stupito, ma poi ho capito che uno dei pregi del film è proprio l'esaltazione del corpo umano (anche se defunto) quale contenitore dell'anima, ma non per questo da disprezzare quando l'anima è volata via. La fatica e il tempo impiegato per abbellire la spoglia parrebbero vani, visto che immediatamente dopo essa viene distrutta dall'inceneritore, ma è proprio questo che...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [8]
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