Basta che funzioni (2009)
Con Larry David, Evan Rachel Wood, Henry Cavill, Patricia Clarkson, Kristen Johnston, Michael McKean, Ed Begley jr., Cassidy Gard, Steve Antonucci, Yolonda Ross
La trama
Il ritorno di Allen alla "sua" Manhattan dopo una lunga "tournée" europea. Una dark comedy.
Un uomo eccentrico, nevrotico e già in là con gli anni (Larry David) intreccia una serie di storie d'amore, ma finisce per legarsi a una giovane del Sud degli Stati Uniti, estremamente naïve (Evan Rachel Wood).
Allen non ci prende più per i fondelli con una delle sue operine pro loco (nel senso di sponsorizzate dall’ufficio del turismo locale: ci siamo dimenticati l’orrore di Vicky Cristina Barcelona?). Il titolo: una regola di vita, al di là di tutta la psicanalisi inflitta a sé e agli altri, in una vita e in una carriera. Quasi un film testamento, perché mai come quando si è vicini alla morte si è così spudoratamente autoassolutori.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 37/2009
L'opinione più votata
Di yume scritta il 28/11/2010 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
E cosa fa un genio?
Ha gli anni che bastano per fregarsene di tutti,vive a Manhattan in un appartamento usa e getta,è sciancato per un tentativo malriuscito di suicidio e neanche il secondo andrà a buon fine, quando si lava le mani canta sempre Happy birthday To You e insegna a giocare a scacchi a pagamento per strada a ragazzetti, regolarmente perdendo la pazienza e insultando gli alunni testoni.
Questo “genio” che vive per dimostrare la casualità dell’ordine cosmico, rompe la quarta parete e guarda in sala noi spettatori, ci addita agli amici nella prima scena e poi agli ospiti nell’ultima (ma questi non ci vedono) è lui il “genio”, quello che ha “lo sguardo d’insieme”, e solo lui può dirci:guardate cosa succede di totalmente insensato al mondo, basta che uno spermatozoo prenda una strada invece che un’altra e tutto può essere o non essere.
Dunque specchiatevi, gente, e meditate.
Il gioco del non sense parte da lì, e il “genio” sposa, o meglio, si fa sposare, da un concentrato di leggerissima nullità e avvenenza che è Mélody (poteva avere altro nome? certo che no), lui che vorrebbe invece starsene in pace da solo.
Ma il Fato bussa alla porta con l’attacco della V di Beethoven e scombussola le carte.
Si aprono piste impensabili un attimo prima, e una madre morigerata e mollata dal marito per la sua migliore amica si scopre una potente vocazione artistica e sessuale, entrambe felicemente conciliate e appagate; un padre si decide a riconoscere la propria omosessualità e viverla in pace; Mélody la smette di citare, storpiandole, le teorie scientifiche del marito e comincia a sbaciucchiare l’attor giovane, bello e romantico; Boris,il genio, dopo un accurato lavaggio delle mani, lasciato da Mélody si butta dalla finestra e cade su una medium che sposerà, probabilmente, quando lei toglierà i gessi, esito della rovinosa caduta di Boris stesso sulla sua persona passante, per caso, sotto quella finestra.
La roulette della vita continuerà a girare, tutto lascia presumerlo, e se quello che è già successo dopo un po’ smetterà, come sempre, di stupirci, a Capodanno staremo tutti insieme appassionatamente a festeggiare l’anno che se n’è andato.
E così, ci dice Boris (almeno a chi è rimasto in sala) festeggiamo la morte che si avvicina, e questo non sembra proprio avere nessun senso, a meno che non ci decidiamo tutti a conquistarci “uno sguardo d’insieme”, giocando a scacchi con il caso (o la morte? fa lo stesso, siamo a Manhattan mica in Svezia!).
Il genio è tutto lì.
Basta che funzioni, Whatever Works,il grande Woody torna alla grande e un copione stagionato per trent’anni produce un film teatrale dove tutto si tiene, in un gioco seducente e solo apparentemente leggero.
Sulla scena sentiamo e vediamo sempre lui, la sua psicopatologia della vita quotidiana ci travolge con raffiche di parole che vorremmo trattenere tutte nella memoria.
Un film da “leggere”, una sceneggiatura da procurarsi a tutti i costi e tenere sul comodino.
- negative [10]
- sufficienti [23]
- positive [56]
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12 maggio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Basta che funzioni"
Allen buca nuovamente lo schermo, questa volta in un'autoassolutorio e confidenziale dialogo serrato con il suo pubblico. Roba da seduta psicanalitica a mezzo Skype. Caustico, sfacciatamente cinico, sarcastico e nevrotico all'inverosimile gioca a rimpiattino col destino e con la sua autobiografia affidando le proprie spoglie (perchè comunque la si veda, trattasi di pellicola e storia di un uomo ormai anziano) ad un ottimo Larry David. La partita con la vita si gioca lì dove tutto è...
voto al film: 
15 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Basta che funzioni"
Woody Allen continua a partorire un film ogni anno, come ha sempre fatto sin dagli inizi, quarant'anni or sono. E continua altresì ad alternare film di qualità eccelsa (“Match Point”) con altri certo non memorabili come questo “Whatever Works”. Direi che in questo caso torna a ripetere temi già trattati mille volte senza peraltro aggiungervi niente di nuovo. Film gradevole ma niente più.
voto al film: 
2 dicembre 2011 Opinione di Gangs 87 su "Basta che funzioni"
Un atto di difesa in favore della sua situazione sentimentale, una rappresentazione palese del suo modo di vedere l'amore. Questo è quello che, a primo impatto, può sembrare questo lavoro, che possiamo ancora definire recente, realizzato da Mr. Allen. Ma superando la prima impressione, che a mio parere resta sempre quella più crudelmente fedele alla verità, e analizzando gli argomenti che sono contenuti nella trama, che si ripete incessantemente nei film da Allen diretti, troviamo:...
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30 novembre 2011 Opinione di steno79 su "Basta che funzioni"
Ritorno all'amata Manhattan dopo una parentesi europea con un personaggio misantropico che è chiaramente un alter ego di Allen stesso, Basta che funzioni è un film che funziona solo in parte, può contare sulla consueta intelligenza e spregiudicatezza di dialoghi e battute, ma l'evoluzione della trama dopo un pò non convince più di tanto, con troppi episodi che si susseguono in maniera a tratti inverosimile e un lieto fine piuttosto improbabile. E' una sorta di compendio del pensiero...
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14 giugno 2011 Opinione di Viola96 su "Basta che funzioni"
L'ultimo capolavoro di un Woody Allen uscente dal bello(anche se turistico) Vicky Cristina Barcelona.Il film è perfezione allo stato puro.Perfetti gli attori,perfetta la regia,di una leggerezza che fa dimenticare i problemi della vita pur avendoli davanti.Il film è intriso dall'autoassolutezza alleniana,che rinuncia a portarsi sullo schermo preferendo mandare in campo i suoi alter ego:Evan Rachel Wood rappresenta la sua parte più leggera,che sembra ignorare il mondo...
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12 marzo 2011 Opinione di agathe67 su "Basta che funzioni"
un film di una assoluta leggerezza, anche perchè con gli anni che passano si perdono tutte le certezze e le illusioni e si diventa più allegri...per una che nn ama molto le elucubrazioni di Allen, sicuramente inferiore a Macht Point. Voto: 6/10
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22 febbraio 2011 Opinione di Tarabas su "Basta che funzioni"
Storie di vite fallite con riscatto a New York. Parlando agli spettatori della sua filosofia di vita, Boris che odia tutto e tutti e non riesce nemmeno ad ammazzarsi scopre che in fondo non si sta così male, se sei innamorato. Assunto banalissimo ma svolto in maniera irresistibile da Allen, che saggiamente mette in scena un suo alter ego e resta dietro la macchina da presa. Battute a raffica, notazioni agrodolci sulla vita e sul perché sia tanto difficile capire che, in...
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28 gennaio 2011 Opinione di Pugno su "Basta che funzioni"
Un Allen con il pilota automatico per un film che si ricorda soprattuto per alcune geniali battute e per il sex appeal di Evan Rachel Wood. Infastidisce invece il protagonista Larry David che rifà il verso a Allen senza averne l'innata naturalezza.
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19 dicembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Basta che funzioni"
Woody Allen ritorna a Manhattan per una storia che aveva in cantiere fin dagli anni 80, il fisico intellettuale ebreo con tendenze suicide Larry David (comico americano che ben si adatta ai tic e alle nevrosi del regista) vede piombarsi in casa la ventiduenne provinciale, bella quanto sprovveduta Evan Rachel Wood, che rischia di essere fagocitata dalla grande mela. Il loro incontro cambierà i loro destini ma anche quelli delle persone a loro vicine. Dal cinismo senza...
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6 dicembre 2010 Opinione di barabbovich su "Basta che funzioni"
Boris Yellnikoff (David) è un sessantenne newyorchese misantropo, ipocondriaco, convinto di essere un mancato premio Nobel, che si guadagna da vivere insegnando gli scacchi a dei ragazzini che tratta come perfetti imbecilli e che ha alle spalle una carriera da fisico e un tentativo di suicidio che lo ha lasciato claudicante. Quando nella sua vita irrompe la 21enne Melody (Wood), un squinternata del Mississippi con poco sale in zucca, in fuga da una madre virago, Boris inizia...
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