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The Limits of Control (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Limits of Control: assente
Ritmo ritmo in The Limits of Control: assente
Impegno impegno in The Limits of Control: assente
Tensione tensione in The Limits of Control: assente
Erotismo erotismo in The Limits of Control: assente

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Trailer Originale

The Limits of Control Trailer Originaleplay

28/10/2010

The Limits of Control e i limiti della distribuzione

L’ultimo film di Jarmusch, la cui prima proiezione negli Stati Uniti risale al primo maggio 2009, è apparso in Italia in un’anteprima del Milano Film Festival, il 15 settembre...

di iosif

La trama

"The Limits of Control" racconta la storia di un personaggio misterioso e solitario, uno straniero in terra spagnola, le cui attività sono sempre meticolosamente al di fuori della legge. Non crede a nessuno e i suoi obiettivi, dunque, non vengono mai divulgati  e resi noti. Il suo percorso, simile a un "sogno lucido", lo porterà non solo attraverso la Spagna ma dentro la sua coscienza. 

L'opinione più votata

Di H.A.L 9000 scritta il 08/10/2009 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

"The Limits of Control" è possibilmente il film limite di fine decennio - in ogni senso possibile: È più che lecito definire tale opera una sorta di (auto)negazione con la quale l'immenso cineasta statunitense reinventa e supera il suo cinema - e non solo.

Adottando uno stile massimalista che ricorda le ultime opere di Wim Wenders e che si discosta esplicitamente dal minimalismo "dongiovannesco" che finora aveva contraddistinto tutte le sue pellicole, riallacciandosi contenutisticamente - anche se, ed è necessario sottolinearlo, Jarmusch va oltre il "semplice" discorso sulla percezione soggettiva della realtà oggettiva (?) e sullo spaesamento che ne deriva, anzi: tale discorso sembra essergli del tutto indifferente - a "Blow Up" di Michelangelo Antonioni, Jim Jarmusch dirige un "road-movie" atipico che riscrive le regole del genere: mentre l'essenza del viaggio come processo interiore (qui portato alle sue estreme conseguenze) rimane invariata, è il suo scopo, il suo fine originario ad essere tradito. Nessuna presa di coscienza, nessuna ricerca d'identità, nessuna scoperta individuale. Il protagonista è già cosciente, egli ha già scoperto, cercato e trovato - egli ha capito (come afferma il mandante all'inizio del film), egli sa. Oramai è solo questione di mettere in atto la propria conoscenza, di "esaurire il campo del possibile" (Pindaro), di sviscerare i limiti del proprio controllo.

Ma cos'è che il protagonista ha già capito, cos'è che egli già sa (magari inconsciamente ò senza aver mai compreso appieno le potenzialità che tale sapere comporta; saranno comunque i molteplici individui che egli incontrerà per la sua strada ad illuminarlo - ò forse lui stesso)? Egli sa che "tutto è soggettivo", che "tutto è arbitrario", che la sua percezione della realtà (e di conseguenza la realtà in sé? forse è arrivata l'ora di liberarci definitivamente da questa menzogna chiamata oggettività!) è oramai irrevocabilmente deviata dalla pittura, dalla musica, dalla scienza, dalla letteratura, dalla filosofia, dalla psicologia e dal cinema. Percepire non è più solo (non lo è mai stato) un processo passivo (lockeianamente inteso come sensation); percepire è un processo attivo, percepire vuol dire percepire per immagini (rimando al quadro "La condition humaine" di René Magritte che come illustrazione qui ci sta a pennello), percepire è al contempo sensation e reflection, percepire è costruire. Partendo da questa premessa costruttivista, la realtà non è altro che uno "spazio illimitato", un quadro (stupendamente rivelatoria la scena in cui il protagonista osserva un quadro coperto da un lenzuolo) che ognuno di noi può dipingere a suo piacimento - ed a sua immagine.

Con "The Limits of Control" Jim Jarmusch realizza un'opera meta-cinematografica (meta-artistica) di rara complessità tematica e stilistica - cerebrale e criptica, intellettuale e cinefila, laconica e con un tocco d'ironia in sordina tipico di Jarmusch: si tratta d'un film sovraccarico di citazioni, di rimandi, d'invenzioni e d'allusioni (ma non di personaggi e di situazioni; a questo riguardo Jarmusch si è rimasto fedele) in cui lo svuotamento formale (cifra stilistica del regista) lascia il posto ad un riempimento formale (caratterizzato da sovrapposizioni di oggeti, piani, etc.) perfettamente in linea con l'anima costruttivista del film. Una pellicola che esplora i limiti e le possibilità dell'individuo e del cinema, che s'interroga sul loro sguardo totalitario che non lascia scampo. Nulla è dato, tutto è inventato - ò ancora da inventare.
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SI

Opinioni su The Limits of Control


16 ottobre 2011 Opinione di alan smithee su "The Limits of Control"
alan smithee

Jarmusch stavolta segue gli spostamenti, i movimenti lenti e prudenti di un misterioso elegante uomo di cui non sappiamo nulla. Arriva in Spagna, incontra persone spesso eccetriche, ognuno di essi gli domanda per prima cosa se capisce lo spagnolo, e poi ognuno, nel raccontare una propria vicenda, personale o meno, gli consegna (anzi scambia con l'uomo) una scatolina di fiammiferi con all'interno un messaggio che non ci e' dato conoscere. Tramite questo sara' possibile, al nostro misterioso...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a The Limits of Control (2009)

2 commenti
[utile per 7 utenti]

7 aprile 2010 Opinione di Mathiasparrow su "The Limits of Control"
Mathiasparrow

Eccolo qua, il probabile punto di non ritorno di Jarmusch. Sembrerebbe ai confini del Cinema, come tutte le opere “silenziose” e indecifrabili, invece è probabile che The limits of control stia proprio al nucleo della Settima Arte: lontano dalla superficie, dalla facilità di comprensione. Il cineasta s’ispira unicamente a sè stesso riprendendo caratteristiche ormai consolidate del proprio stile, ma a differenza del solito stavolta si rifugia interamente...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a The Limits of Control (2009)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


30 marzo 2010 Opinione di carlos brigante su "The Limits of Control"
carlos brigante

“The Limits of control non parla praticamente di nulla. Come tutti i film che ruotano attorno all’incertezza e al dubbio, eserciterà qualche fascino verso chi ha voglia di interpretare il non detto, ma nella sostanza c’è poco da interpretare, si gira intorno a qualcosa che in verità non c’è”. Film dienst "Forse la nuova opera dell’americano è costruita come un involucro di solo superficie dietro al quale non si nasconde...

voto al film: carlos brigante assegna il voto mediocre a The Limits of Control (2009)

2 commenti

8 ottobre 2009 Opinione di H.A.L 9000 su "The Limits of Control"
H.A.L 9000

"The Limits of Control" è possibilmente il film limite di fine decennio - in ogni senso possibile: È più che lecito definire tale opera una sorta di (auto)negazione con la quale l'immenso cineasta statunitense reinventa e supera il suo cinema - e non solo. Adottando uno stile massimalista che ricorda le ultime opere di Wim Wenders e che si discosta esplicitamente dal minimalismo "dongiovannesco" che finora aveva contraddistinto tutte le sue...

voto al film: H.A.L 9000 assegna il voto buono a The Limits of Control (2009)

3 commenti
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