Eva (1948)
Con Birger Malmsten, Eva Stiberg, Eva Dahlbeck, Åke Claesson, Wanda Rothgardt, Hilda Borgström, Stig Olin, Inga Landgré, Olof Sandborg, Carl Ström
La trama
Il mistero della vita in una sceneggiatura del giovane Bergman.
Bo è un marinaio che torna a casa, nel paesino di origine. Riaffiorano i ricordi dell’infanzia, uno su tutti il trauma vissuto a 12 anni, quando causò senza volere la morte di una bambina cieca. Il ragazzo trova lavoro come trombettista e sposa Eva, con la quale va a vivere su un’isola in cui vive solo l’anziano Johanson. Un giorno Bo e Johanson trovano il cadavere di un ragazzo, soldato tedesco, sulla riva; ricompare impetuoso il trauma infantile di Bo. Ma la vita pare improvvisamente assumere un significato quando Eva dà alla luce il loro figlio.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 26/05/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
"La temi ancora la vicinanza della morte?".
"È terribile. È come un'ombra che è dietro di te, si avvinghia a tutto e lo stritola. Tutto ciò che vive deve morire".
"Forse andremo in un altro posto".
"Io non ci credo, non credo in Dio".
"Allora è difficile credere anche nel resto".
"Di solito non è così, ma da quando avevo 12 anni... dopo quello che è successo... Da allora ho odiato la morte e ne ho avuto paura".
Il loro amore, nonostante il fuoco della passione stia già divampando, dovrà, però, attendere: dopo qualche giorno, infatti, la licenza di Bo è terminata. Tornato a Stoccolma, alloggia in una stanza nell'abitazione dell'amico Göran (Stig Olin), insieme al quale suona la tromba in una jazz band, e della sua compagna, la disinibita Susanne (Eva Dahlbeck). Ma la vita dissoluta della città finisce soltanto per peggiorare il suo stato d'animo e, quando Eva viene a trovarlo, Bo non ha più alcun dubbio: decidono di partire insieme, si sposano e si trasferiscono in una fattoria su un'isoletta per iniziare una nuova vita. ESPANDI +
26 maggio 2011 Opinione di FABIO1971 su "Eva"
Bo (Birger Malmsten), marinaio in licenza, è in viaggio verso casa dopo due anni di servizio militare: "Stavo tornando a casa da mamma, papà, Frida e dalla mia sorellina più piccola, Lena: aveva 7 anni l'ultima volta che la vidi. E quanto più assaporavo il mondo della mia infanzia, tanto più perdevo il senso della vita di adesso. All'inizio è un peso sempre più forte nel cuore e poi si trasforma in qualcos'altro: un'ombra dietro...
voto al film: 
16 marzo 2010 Opinione di Aquilant su "Eva"
Non è certo ardua impresa intravedere nella sceneggiatura di “Eva” la presenza dominante di un’interiorità bergmaniana filtrata nelle immagini attraverso l’occhio più maturo di Gustav Molander, autore del famoso “Intermezzo” con il quale fu lanciata Ingrid Bergman. Ci viene qui presentata, più evidente che mai, l’ineluttabilità della morte, ovvero “il carnefice”, “il triste mietitore”, la cui...
voto al film: 
10 marzo 2009 Opinione di mm40 su "Eva"
La vita è un susseguirsi di eventi senza senso, fino a che finisce. Oppure fino a che una soluzione inaspettata si propone, realizzandosi materialmente nella venuta al mondo di una nuova vita, che trova la sua ragione d’essere nel ciclico rigenerarsi dell’umanità. C’è davvero tutto Bergman in questa sceneggiatura del Maestro svedese messa in scena con efficacia da Molander; ci sono il mistero della vita e l’incombente presenza della morte, ci sono l’infanzia traumatica e la...
voto al film: 













