Opinione di Norma Ray su Complici del silenzio
Con Alessio Boni, Giuseppe Battiston, Jorge Marrale, Florencia Raggi, Víctor Hugo Carrizo
- negative [3]
- sufficienti [3]
- positive [2]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Sceneggiatura e regia troppo artigianali.
Il periodo storico affrontato doveva essere supportato da un lavoro più sapiente e artisticamente valido.
Tutti quei poveri morti meritavano di essere ricordati con un film di maggiore spessore anche sul piano della drammatizzazione.
Questo film è, invece, semplicistico e retorico e poi la conclusione è di una mediocrità infinita.
Si poteva ovviare a quell'orribile finale con qualche immagine tratta dai reportage dell'epoca.
Sull'interpretazione di Alessio Boni
In genere abbastanza bravo, ma qui segna il passo.
Le pessime sceneggiature e le pessime regie sono penalizzanti per tutti.
Cosa cambierei
Tutto. Perdonate la mia presunzione, ma se la sceneggiatura l'avessi curata io, sarebbe stata comunque migliore.
Commenti
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21 gennaio 2010, 15:11 di theif
Molto più che presuntuosa. Invece di perdere tempo nei forum ad insultare i professionisti, dovresti cercare di investire risorse per studiare e proporre qualcosa di concreto. La tua critica al film oltre che surreale è talmente piena di astio e falsità da risultare ridicola; sembra scritta da un adolescente problematico fuori dal mondo. Ti invito a crescere e ad esprimere opinioni serene, intelligenti e magari documentate da una reale visione dei film che citi. L'esercizio della critica è concesso, la demolizione a tutti i costi è appannaggio di persone aride ed inconcludenti. Buona fortuna nel tuo percorso di crescita ma dubito che qualche produttore potrà mai farti curare una sceneggiatura.
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22 gennaio 2010, 09:17 di Norma Ray
Risposta a theif Io non sono astiosa nei confronti di nessuno e non sono un'adolescente problematica, ho solo espresso educatamente (senza insulti) una mia opinione. L'immaturo sei tu che non accetti le critiche altrui. La tua reazione è esagerata. Forse hai qualche problema personale e, non sapendo con chi sfogarti, inveisci contro la mia opinione. Non ho velleità di essere una sceneggiatrice,perchè i miei interessi sono indirizzati altrove. Seguo, però, con attenzione i film e noto che le sceneggiature sono spesso (come in questo caso) di basso profilo. ...........E, poi, evita la psicoanalisi agli utenti del forum, non è il caso. Ciao!!!!!!!!
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23 gennaio 2010, 17:35 di Norma Ray
Continua la risposta a theif. Non è che sotto mentite spoglie si nasconde il regista o qualche affine?????? Se così fosse, ricordati che perdere una battaglia non vuol dire perdere la guerra. N.R.
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26 gennaio 2010, 11:38 di theif
Norma Ray, continui ad essere presuntuosa... ti pare che il regista perderebbe tempo a rispondere su di un forum a te? In questo momento probabilmente starà lavorando, mica perdendo tempo come noi. Per quanto mi riguarda possiamo chiudere qui. Al commento di una tua critica senza valore seguirebbe una discussione altrettanto inutile
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6 febbraio 2010, 09:53 di Norma Ray
I registi italiani possono tranquillamente perdere tempo perchè il nostro cinema non esiste. Quando nele sale vengono proiettati film italiani il pubblico si riduce a pochissime persone. Questa è la regola. Rare sono le eccezioni. Il cinema italiano costa (talvolta anche ai contribuenti quando è finanziato dallo Stato) senza realizzare profitti. Se tutte le imprese in Italia fossero come quelle cinematografiche altro che terzo mondo. ....Inoltre quello che infastidisce è che registi, attori e sceneggiatori si dichiarano tutti di sinistra (ipocriti). Se fosse vero si darebbero da fare per realizzare film di successo, con le fila davanti ai botteghini, consentendo di finanziare altri film e offrendo opportunità di lavoro in più. Dimmi quante persone sono andate a vedere "L'uomo di vetro"?????? Forse "Complici del silenzio" qualche spettatore in più l'ha trovato, ma anche in questo caso non si può parlare di buon cinema italiano, perchè, se così fosse, qualcuno a livello internazionale se ne sarebbe accorto. E, poi, impara, ad accettare le critiche altrui, altrimenti devo pensare che il messaggio del film "Complici del silenzio" non l'hai recepito. Era un film contro le dittature e quindi contro chì soffoca la libertà di pensiero. Almeno questo valeva. Peccato che tu la lezione non l'hai imparata.
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9 febbraio 2010, 12:15 di theif
---Norma ray dice : I registi italiani possono tranquillamente perdere tempo perchè il nostro cinema non esiste. --- Dopo una premessa del genere cosa potremmo aspettarci? ---Norma ray dice : Dimmi quante persone sono andate a vedere "L'uomo di vetro"?????? Forse "Complici del silenzio" qualche spettatore in più l'ha trovato.--- E' colpa del regista o della distribuzione inesistente che stampa pochissime copie ed impegna quattro sale? ---Norma ray dice : E, poi, impara, ad accettare le critiche altrui, altrimenti devo pensare che il messaggio del film "Complici del silenzio" non l'hai recepito. Era un film contro le dittature e quindi contro chì soffoca la libertà di pensiero.--- E tu vorresti darci lezioni di libertà? dopo aver attaccato in malo modo il cinema italiano tutto con preconcetti assurdi... Libertà vuol anche dire essere onesti con se stessi e pesare i propri giudizi. Ma sei impermeabile ad ogni critica ed hai bollato questo e tutti i film italiani. Una sentenza senza appello e senza motivazioni. Il successo come intendi tu con la fila davanti ai botteghini lasciamolo ad Avatar ed ai cinepanettoni. Prova a fare critiche su quelli....sono necessari minori strumenti di analisi critica (di cui tu non disponi).
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9 febbraio 2010, 14:47 di Norma Ray
Avatar e i cosiddetti cinepanettoni non li considero proprio. Il primo è solo un film computerizzato con una trama scontata. I secondi sono demenziali, ricordano la commedia dell'arte (prima ovviamente della riforma goldoniana) e sono adatti ad un pubblico che ama la risata grassa. Vorrei che il cinema italiano si imponesse nelle sale con film artisticamente validi , in grado di arrivare a più persone e come impresa che sa produrre in modo costruttivo. I preconcetti li ha chi pensa che non possa esistere il binomio arte e industria. Comunque quello che penso io sul cinema italiano è sostenuto anche da Quentin Tarantino, regista che può piacere o non piacere, ma che di cinema sicuramente se ne intende più di me e di te. Per quanto riguarda i meccanismi della distribuzione è probabile che tu abbia ragione.Certi film vengono penalizzati, ma questo è un discorso che, a mio avviso, riguarda soprattutto gli USA, molto meno l' Italia. Il monopolio della cinematografia americana appartiene a una oligarchia in condizione di fare il bello e cattivo tempo.
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1 luglio 2010, 16:51 di Stepan
Attenzione SPOILER. Secondo me il soggetto era importantissimo, ed è un peccato che la sceneggiatura ogni tanto, forse per ragioni "spettacolari" o per accattivarsi certo pubblico (che peraltro non va a vedere questi film perché "tristi" come dicono tanti), la sceneggiatura, ripeto, non è abbastanza rigorosa e ogni tanto "svacca" (compreso l'orrendo finale, sono d'accordo). Il protagonista (un Alessio Boni che quando è diretto bene è anche bravino, ma qui no), mentre sta arrivando in Argentina sembra non sapere neanche che c'è una sanguinosa dittatura militare fascista. Poi nel giro di poche ore capisce tutto, complice la scopatina che ci potevano risparmiare almeno qui. Il complice degli assassini marito della cugina che alla fine fa scappare la militante, ecc. Peccato, poteva essere migliore, un po' un'occasione mezza persa
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