Generazione mille euro (2009)
Con Alessandro Tiberi, Carolina Crescentini, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli, Paolo Villaggio, Francesca Inaudi, Steffan Boje, Roberto Citran, Francesco Brandi
La trama
Neolaureato, trentenne, un grande talento matematico e nessuna speranza: è la storia di Matteo, che sopravvive a stento, dividendo una casa con un amico. Le situazioni però possono anche peggiorare. A lui succede quando la fidanzata lo lascia. Anche perché nel momento stesso viene sfrattato e rischia pure di perdere il lavoro. Ma alcuni eventi sono in agguato. Come l'arrivo di una nuova coinquilina, Beatrice, e quello della bella Angelica, che è anche direttore del marketing nell'ufficio dove lavora Matteo. Presenze che segnano dei cambiamenti importanti e che chiederanno delle scelte.
“Liberamente ispirato” a Generazione 1000 euro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, un film che eleva la precarietà a tema portante, incrociandola con un assioma matematico (illustrato da Paolo Villaggio). Tutto appoggia la tesi del “se non ho quel che voglio, mi convinco di volere quello che ho”. Buon ritmo e dialoghi umoristici («questa è l’unica epoca nella Storia in cui qualcuno torna in Molise») inaugurano il carpe diem movie.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 17/2009
Dal libro di Incorvaia & Rimassa un film che eleva la precarietà a tema portante. Buon cast e buone battute
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 19/12/2010 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Pellicola che si beve tutta d’un fiato, semplice, ma armoniosa e caratterizzata da un linguaggio giovane e moderno che ben si presta ai diversi temi, decisamente attuali, che affronta con piglio e senza piagnistei.
Il fulcro è la precarietà, elemento quotidiano per la maggior parte dei trent’enni di oggi, sia per quanto riguarda il mondo del lavoro che per la sfera sentimentale.
Il protagonista vive con un amico in affitto in una casa che cade letteralmente a pezzi (spassosissime le scene del buco in sala!), fa tre lavori per raggranellare nemmeno 1000 euro al mese (con annesso conto in banca perennemente in rosso) e soprattutto a tempo determinato; ogni giorno può essere l’ultimo e segnare un doloroso rientro a casa dei genitori.
Per giunta viene lasciato dalla fidanzata, ma due donne, completamente opposte in tutto (l’insegnante in lista d’attesa, ma smaniosa di poter fare il suo lavoro, e una manager schizzata che ben rappresenta il mondo del lavoro di oggi) , entrano nella sua vita sconvolgendola, nel bene e nel male.
Il finale della storia è quello che ci si aspetta, ma è una doverosa chiusura di un cerchio bello tondo; la morale è arcinota, ovvero meglio una vita quotidiana difficoltosa ma riempita dagli affetti che contano (gli amici, una donna che ti ama per quello che sei) e dai sogni che chissà un giorno potrebbero avverarsi (sempre se i meriti potranno mai prevalere sui privilegi di classe, ci ricordano alla fine), piuttosto che una vuota, ma con un lavoro sicuro e remunerativo.
Massimo Venier, dopo aver abbandonato i cinepanettoni del popolare trio milanese, sceglie una storia moderna e la racconta con spirito e leggerezza, condendola di momenti divertenti senza dimenticare il retrogusto amarognolo dettato dalla quotidianeità conosciuta purtroppo dai più.
Non sarà un film da incorniciare, ma fa piacere vedere rappresentati dei giovani in un film italiano che, per una volta, non sono semplicemente fatti di cartone, ma anzi che hanno idee, cuore e sogni, che possono sbagliare, ma hanno una morale di vita per niente frivola.
Infine il cast è ben assortito e tutti funzionano a meraviglia (Mandeli mi ha fatto schiattare), un po’ perché si trovano tutti nei posti giusti, un po’ perché il film è scorrevole e godibile già di suo.
Promosso con sommo piacere, una pregevole rivelazione, d’altronde se sono i prodotti più impegnati a dettare la protesta è pur sempre vero che un film come questo, più visibile e semplice da recepire, può raggiungere un campione più significativo di spettatori.
- negative [7]
- sufficienti [13]
- positive [8]
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26 dicembre 2010 Opinione di orsoaudace su "Generazione mille euro"
Sarà che trent'anni li ho fatti già due volte, ma mi sono un tantino annoiato. Battute a parte, mi è apparso un pò troppo leggero nella scrittura, la gag del buco sul pavimento mi è parsa un tantino surreale e già vista (ma in film americani o inglesi, da noi, qualcuno glielo dica alla sceneggiatrice, i pavimenti si fanno col cemento e le travi, un pò difficile che si possano sfondare) per farmi sorridere davvero. La storia vuole essere molto...
voto al film: 
19 dicembre 2010 Opinione di supadany su "Generazione mille euro"
VOTO : 7+. Pellicola che si beve tutta d’un fiato, semplice, ma armoniosa e caratterizzata da un linguaggio giovane e moderno che ben si presta ai diversi temi, decisamente attuali, che affronta con piglio e senza piagnistei. Il fulcro è la precarietà, elemento quotidiano per la maggior parte dei trent’enni di oggi, sia per quanto riguarda il mondo del lavoro che per la sfera sentimentale. Il protagonista vive con un amico in affitto in una casa che cade...
voto al film: 
22 novembre 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Generazione mille euro"
Una commedia frizzante, giovane, nel segno dei tempi con interpreti che non eccellono, ma sicuramente non sfigurano.
voto al film: 
20 agosto 2010 Opinione di gene55 su "Generazione mille euro"
Non c'è bisogno di guardare troppo lontano...Cercare in questi film un'ancora dimostrativa,una denuncia,uno specchio sociale fedele e cazzuto,sarebbe come per il sottoscritto arrovellarsi in tutte quelle spaesate formule matematiche...Magari ci metterei anche impegno:ma alla fine basterebbe un OKi..?? Qui siamo difronte al classico prodotto di massa,scritto però in modo benino,con le facce giuste per colpire al bersaglio giusto...Alcuni personaggi,come il sapientone...
voto al film: 
21 luglio 2010 Opinione di bradipo68 su "Generazione mille euro"
Se si crede che questo film ha valore di spaccato sociologico della generazione bambocciona de noantri,che è una fotografia fedele di quello che sta succedendo nella società odierna o che sia la denuncia di celluloide del precariato esistenziale dei giovani non più tanto giovani....beh forse siamo sulla strada sbagliata.Quello che si vede in questa Milano affetta da managerite (forse è questo il morbo sociale più pericoloso:troviamo manager ovunque)è...
voto al film: 
11 luglio 2010 Opinione di ceo_85 su "Generazione mille euro"
Generazione 1000 euro, quella raccontata nel film di Massimo Venier. Quella dei quasi trentenni, alla ricerca di un lavoro stabile e duraturo, sul quale fondare poi aspettative e progetti di vita futuri. Giovani costretti a dover lottare per un posto di lavoro che nemmeno piace, dove l'unica gratifica è lo stipendio di 1000 euro appunto (molto spesso anche inferiore), che in una città del nord, si sa, è sempre troppo poco. La difficoltà di fare crriera...
voto al film: 
8 luglio 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Generazione mille euro"
Anomala ma gradevole incursione generazionale nel mondo degli "enta" da parte di Massimo Venier. Dopo i lungometraggi per Aldo, Giovanni e Giacomo ed Ale & Franz, il regista abbandona la pura comicità per passare alla commedia brillante e lo fa avvalendosi di un soggetto discreto ed un buon cast di giovani e non troppo esperti interpreti (Crescentini a parte). "Generazione mille euro" narra le vicende di Matteo, cultore della materia matematica, che si barcamena fra...
voto al film: 
13 aprile 2010 Opinione di emmepi8 su "Generazione mille euro"
Un film che colpisce giusto attraverso la nuova generazione, e diciamo che è una mosca bianca, perché riesce ad uscire fuori dai canoni giovanilistici e mielosi a cui assistiamo da diversi anni a questa parte., andando a finire invece nei problemi veri dei ragazzi sui trentanni, senza mai lasciare le tonalità della commedia e senza, tutta via, permettere a questa di prendere il sopravvento, insomma un equilibrio invidiabile, che purtroppo nel nostro cinema...
voto al film: 
6 aprile 2010 Opinione di rebaf su "Generazione mille euro"
Il film di Venier parte bene, un buon ritmo nella Milano degli anni zero. Pero' poi, come "Santa Maradona" film che ho trovato molto simile, si perde nell'auto-onanismo. E allora la verve umoristica di Mandelli non basta più e allora il film non diventa più utile a rappresentare la società ma rimane ancorato ad una commediola giovanilistica che, francamente, serve a poco.
voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [13]
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