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Gli abbracci spezzati (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gli abbracci spezzati: minimo
Ritmo ritmo in Gli abbracci spezzati: presente
Impegno impegno in Gli abbracci spezzati: minimo
Tensione tensione in Gli abbracci spezzati: presente
Erotismo erotismo in Gli abbracci spezzati: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati (voti: 100 media: 3,24) 100

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La trama

Un uomo scrive, vive e ama immerso nell'oscurità. Quattordici anni prima un incidente di macchina lo ha lasciato cieco e ha ucciso Lena, l'amata compagna di vita. Il suo pseudonimo è Harry Caine, professione sceneggiatore. Il suo nome è Mateo Blanco, professione regista. Dopo l'incidente l'uomo decide di convertirsi nel suo stesso pseudonimo, per continuare a svolgere l'unica professione che la sua nuova condizione fisica gli permette. Ma un altro incidente torna a toccarlo da vicino, costringendo Harry a svelare e rielaborare la sua storia. 

Involuto nella poetica di Almodovar, _Gli abbracci spezzati_ è inevitabilmente  autoreferenziale, e finisce per essere un'acuta, straziante riflessione sul cinema dell'autore, in forma, ovviamente, di melodramma.

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 45/2009

Smarrito (definitivamente?) quel suo peculiare equilibrio fra commedia, tragedia e melodramma, Pedro, all’indomani di Tutto su mia madre, film nel quale, nonostante la sua riuscita, è possibile rintracciare il principio d’involuzione formale che lo affligge oggi, non è più riuscito a realizzare un film all’altezza di Il fiore del mio segreto. Con Legami! - e in particolare con Kika - il cinema almodovariano aveva già conosciuto battute d’arresto. Ma si trattava di eccessi di generosità. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 24/09/2011 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Sono passati solo tre anni da Volver e guardando questa ultima opera di Pedro Almodovar sembrano passati secoli. Gli acciacchi fisici e una certa crisi ispirativa hanno portato il regista spagnolo a meditare sul cinema e sulla propria esistenza, cercando di scavare autoanaliticamente sui meccanismi della intuizione artistica e sul potere immenso del linguaggio cinematografico. Nel regista cieco Mateo Blanco che sceglie la vita parallela dello sceneggiatore Harry Caine (che si rituffa nel proprio passato artistico cercando di fare coincidere cinema e vita), Pedro Almodovar nasconde molto di sé stesso. Stavolta la storia portante fatta dei soliti figli che rinnegano i padri, di magnifiche ossessioni, di passioni, di tradimenti, di omosessualità latenti e manifeste, diventa il pretesto per una sorta di Effetto Notte alla spagnola, in cui vengono svelati i trucchi del mestiere, le magie del montaggio, la importanza della scenografia e dei sopralluoghi, i piccoli e grandi problemi nella costruzione di una opera cinematografica. Ma in questo caso sembra che le dinamiche sentimentali tra i protagonisti influenzino in maniera determinante la finzione cinematografica. Si passa dalla illusione di realtà alla realtà della illusione e il povero marito tradito Ernesto Martel non può che sbalordire di fronte alla lettura delle labbra e scoprire attraverso i fotogrammi la verità del tradimento della bella Penelope Cruz. Penelope Cruz che, in una prova strepitosa, incarna tutto l'immaginario femminile almodovariano, dalla nostra Sophia Loren alla patinata Marylin Monroe (passando per Audrey Hepburn), tra colori sgargianti e vestiti mozzafiato. 

L'errore di Almodovar è di non andare a fondo al discorso metacinematografico e di abbandonarsi un po' alla voluttà del dolore manifestato apertamente, con qualche eccesso da soap opera televisiva. Citazioni cinefile disseminate qua e là (Viaggio in Italia di Rossellini, Il Grande Caldo di Fritz Lang, Ascensore per il patibolo di Louis Malle) ed omaggio al proprio cinema che fu (il film in lavorazione è Donne sull'orlo di una crisi di nervi, di cui vediamo rifatta una intera sequenza). Eppure rimangono nella mente delle immagini stupende: gli amanti sotto le lenzuola come in un quadro di Magritte, le mani che provano a fermare il tempo sullo scorrere di un ultimo bacio, una enorme natura morta che richiama il colore del vestito e delle scarpe di Penelope Cruz, una lacrima furtiva che finisce su un rosso pomodoro.

La necrofilia di Blanco-Caine richiama quella di James Stewart in Vertigo e la fotografia degli amanti sulla spiaggia di Lanzarote richiama contemporaneamente L'Avventura e Blow Up di Michelangelo Antonioni (la foto sembra svelare una neorealtà). Tra storie che si interrompono bruscamente ad un incrocio e malati terminali (veri e metaforici), il messaggio che filtra è che finire un film significa prendersi le proprie responsabilità e fare un atto d'amore verso la vita. Davanti ad un obiettivo si può fingere un sorriso, a letto si può fingere un orgasmo, con il proprio partner si può simulare una illusione di felicità. Alla fine, dalla pellicola cinmatografica e fotografica, dopo vari passaggi e tentativi, filtra la verità, drammatica, terribile, crudele. Una verità che fa uscire i protagonisti dai personaggi e li rivela vivi, pulsanti, dinamici. L'apparente freddezza della costruzione narrativa nasconde proprio il fiore del segreto del Cinema di Almodovar: dietro la finzione dell'atto recitativo e della sceneggiatura si nascondono tanti indizi e prove di una realtà incontrovertibile, tracce di un passato remoto realmente esistito.

Ma c'è un fatto importante da tenere presente: l'essere cieco ti costringe alla memoria e alla immaginazione. E le cose che ricordi non devono coincidere necessariamente con quelle realmente accadute. Così tutti gli abbracci spezzati e strappati in mille pezzi possono alla fine ricomporsi.
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SI

Opinioni su Gli abbracci spezzati


16 novembre 2011 Opinione di ico su "Gli abbracci spezzati"
ico

In questi anni molto ci ha regalato Almodovar, ma molto gli è stato anche perdonato, travolti dal vortice senza freni del suo genio creativo, dal mondo "alternativo" nel quale ci precipitava, nel circo o baraccone (nel senso più nobile) di cui eravamo spettatori abbagliati. Quando da quel cinema sono nate opere "spogliate", più rigorose e col plauso di molti, "più mature", il vecchio Almodovar ha ceduto il passo ad un autore più convenzionale, riflessivo con uno strascico ancora legato...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati (2009)

nessun commento
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19 ottobre 2011 Opinione di resistenzalibera su "Gli abbracci spezzati"
resistenzalibera

Indeciso se dargli un 2 o 3 stelle. Due sono poche, tre sono troppe. A distanza di qualche giorno dalla visione del film ne do due, perchè il film non mi ha detto niente, non mi ha lasciato niente. E' una storiella carina da vedere, senza pensarci troppo su, altrimenti cominci a chiederti il perchè di tante situazioni che sembrano inserite nel film un pò a casaccio.

voto al film: resistenzalibera assegna il voto mediocre a Gli abbracci spezzati (2009)



16 ottobre 2011 Opinione di gene55 su "Gli abbracci spezzati"
gene55

Sarà che di Almodovar non ho visto molto,e quindi non posso fare ampi termini di paragone,ma 'Gli abbracci spezzati' a me non è affatto dispiaciuto... Partendo proprio dal titolo,che risulta essere uno dei più significativi e riusciti da un paio di anni a questa parte e che per bellezza ho accostato velocemente (sarà anche per la presenza di alcuni attori in comune) a 'Mare Dentro'. La storia riserva alcune pieghe all'inizio,per poi scorrere fluida (aiutata anche da ricorrenti e a volte...

voto al film: gene55 assegna il voto buono a Gli abbracci spezzati (2009)

2 commenti
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24 settembre 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Gli abbracci spezzati"
Snaporaz68

Sono passati solo tre anni da Volver e guardando questa ultima opera di Pedro Almodovar sembrano passati secoli. Gli acciacchi fisici e una certa crisi ispirativa hanno portato il regista spagnolo a meditare sul cinema e sulla propria esistenza, cercando di scavare autoanaliticamente sui meccanismi della intuizione artistica e sul potere immenso del linguaggio cinematografico. Nel regista cieco Mateo Blanco che sceglie la vita parallela dello sceneggiatore Harry Caine (che si rituffa nel...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati (2009)

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2 giugno 2011 Opinione di supadany su "Gli abbracci spezzati"
supadany

VOTO : 6,5. Almodovar abbandona con questo film alcuni degli elementi a lui più cari, mettendo in scena la passione sia come puro e profondo legame tra uomo e donna che quella più squisitamente cinematografica, mescolando i fattori tra finzione-finzione e finzione-realtà. Sicuramente un film ambizioso ed importante, probabilmente anche non facile da capire sotto tutte le sue sfaccettature, per cui ha senza dubbio un certo fascino, ma poi l’ho trovato anche un...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati (2009)

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2 dicembre 2010 Opinione di celbuk su "Gli abbracci spezzati"
celbuk

Non sparate su Pedro! Ho letto molte opinioni e alcune di quelle negative mi sembrano roba da amanti delusi. Ed è vero che da Almodovar ci si aspetta sempre l'eccellenza, il milagro, il verbo... ma anche al suo stile ci si può abituare (come a tutto) e quindi goderne di meno. A me il film è piaciuto, e i difetti di trama evidenziati da altri io li ho visti sotto un altro aspetto, anche perché Pedro è sempre stato questo: pura finzione...

voto al film: celbuk assegna il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati (2009)



18 settembre 2010 Opinione di michel su "Gli abbracci spezzati"
michel

LA MOVIE-VIDA Almodovar è oggi uno dei pochi registi che amano e sanno raccontarci una storia. “Abrazos” è soprattutto questo, una bella storia d’amore. Una donna accasatasi per interesse con un vecchio ricco e geloso fugge con l’amante. Anni dopo quest’ultimo, da tempo solo e cieco, riemerge dall’ombra e dal lutto grazie a un film. L’eleganza e i “suoi” attori, disseminati come feticci lungo il percorso, costituiscono un...

voto al film: michel assegna il voto buono a Gli abbracci spezzati (2009)


25 luglio 2010 Opinione di almodovariana su "Gli abbracci spezzati"
almodovariana

Avete presente quando un dolce si presenta bello profumato e glassato ma qualcosa non ha funzionato nell'impasto? Ecco come descriverei questo ultimo Almodovar. L'impasto è la sceneggiatura che, strano a dirsi, fa un po' acqua e presenta contraddizioni e dilungamenti inutili.Ma Pedro sceglie, al solito, un cast di ottimi elementi e ci sono sublimi autocitazioni e atmosfere hitchicockiane...

voto al film: almodovariana assegna il voto sufficiente a Gli abbracci spezzati (2009)

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21 luglio 2010 Opinione di kubritch su "Gli abbracci spezzati"
kubritch

Almodovar è sempre un piacere per la vista. Io suppongo che quelli che hanno storto il naso lo hanno guardato dall'angolazione della trama per cui l'hanno giudicato assurdo. E' una deformazione dello spettatore medio, di massa, valutare un film per la storia. Ma 'Abbracci spezzati' è cinema... cinema allo stato puro e ingegneria narrativa. In questo film Almodovar ha voluto solo mettere in scena il suo sconfinato amore per il cinema. E' un feticista cinematografico di una...

voto al film: kubritch assegna il voto buono a Gli abbracci spezzati (2009)

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21 giugno 2010 Opinione di OGM su "Gli abbracci spezzati"
OGM

Tutto su mia madre sta a Gli abbracci spezzati come una scultura in legno sta a un pupazzo di gomma. Con un’operazione di gusto platealmente commerciale, Almodóvar riduce la sua immaginifica poesia ad una coloratissima maquette stampata in serie, buona per le sale d’attesa ed i vagoni ferroviari. E, con l’occasione, gioca con la sua musa Penelope come con una Barbie, cambiandole i vestiti, gli accessori e le pettinature. Il suo kit di cinema in scatola prevede,...

voto al film: OGM assegna il voto mediocre a Gli abbracci spezzati (2009)

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