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Opinione di yume su Uomini che odiano le donne





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28/10/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Un film sorpresa, e che sorpresa! Il trailer lo mortifica, facendo temere il solito gusto voyeuristico per corpi fatti a pezzi e torbidi scenari punk. E invece è una dignitosa trasposizione cinematografica, che non tradisce il libro cult da cui è tratto, la celebre trilogia dello svedese Stieg Larsson, che ha venduto dieci milioni di copie.
Il racconto si dipana avvincente, qualche soluzione un po' prevedibile qua e là, con indizi che portano troppo inevitabilmente dalla parte giusta, non è tale da far scadere l'impianto d'insieme, sostenuto da una regia pulita,capace di cogliere impercettibili spostamenti di pensiero e umori, in particolare nella protagonista, ragazza punk, hacker super accessoriata e dotata di un'incredibile memoria fotografica.
Alle sue spalle una storia famigliare degradata, un delitto necessario, una vita sotto tutela dei servizi sociali, un tutore che la stupra.
Pochissime parole, gesti essenziali e assolutamente nessun compiacimento, lei va dritta per la sua strada e riesce perfino simpatica col suo brusco rispondere o guardare fisso chi le fa domande stupide. 
La sua strada incrocia via web le vicende di un giornalista d'assalto, vittima anche lui, ma stavolta della corruzione del sistema che lo ha incastrato a tradimento, condannandolo a tre mesi.In attesa dell'esecuzione della condanna,sta seguendo la pista di un delitto rimasto impunito da quarant'anni, un cold case che avrà esiti inaspettati.
Formeranno una coppia tanto vincente quanto stravagante, con frequenti colpi scena che danno buone spinte al motore senza mai però accelerare troppo generando stanchezza.
La durata si regge bene, due ore e mezzo accompagnati da una fotografia sempre ben contrastata e definita, che fa emergere forme, dettagli e difetti degli attori e che spalanca scenari svedesi di piacevole suggestione.
Lungi dall'essere un capolavoro, resta comunque un giallo che si può vedere senza avere grandi pretese, e soprattutto lasciando correre sul tema socio/politico, abbastanza posticcio e privo di mordente.
Gran parte del film si regge sulla bravura dell'attrice, mentre risulta piuttosto ingessato il protagonista maschile.
Alla fine della visione, quello che più resta della molteplicità dei piani narrativi è il tema della violenza sulla donna e della vendetta geniale che lei escogita (da suggerire come deterrente contro stupratori troppo sicuri di sè): un bel tatuaggio al posto giusto.
 
Paola Di Giuseppe www.viadelcinema.it


SI

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