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Personal Effects (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Personal Effects: assente
Ritmo ritmo in Personal Effects: presente
Impegno impegno in Personal Effects: minimo
Tensione tensione in Personal Effects: minimo
Erotismo erotismo in Personal Effects: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Personal Effects

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Personal Effects (voti: 6 media: 2,00) 6

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locandina di Personal Effects

La trama

Dopo l'omicidio della sorella, Walter è caduto in depressione e trascorre le sue giornate tra il dolore per la perdita e la rabbia nei confronti dei responsabili. Con il tempo matura in lui il proposito di vendicare il crimine, e inizia a ideare un piano. Ma, del tutto inaspettatamente, incontra Linda, un'affascinante signora che riesce a sgretolare la barriera emozionale che Walter aveva eretto per distaccarsi dal mondo. Inoltre, in passato, Linda ha vissuto un trauma simile a quello dell'uomo, e prova così a riportarlo sulla strada dei buoni sentimenti... 

Un dramma sentimentale eccessivamente retorico, mosso dalla precisa volontà di strappare a forza almeno una lacrima.

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 22/09/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto pessimo

Voce fuori campo iniziale che annuncia il tema del film: “La storia di qualcuno che aspetta qualcun’altro che però non arriverà mai. La storia di un’attesa e di persone che si incontrano nel frattempo.” L’attesa purtroppo è quella dello spettatore che per 100 minuti aspetta di vedere un qualcosa che si avvicini ad un film e che, ahimè, non arriverà mai. “Personal effects” scritto e diretto dallo sconosciuto e scialbo David Hollander è l’ennesima vicenda dell’incontro tra due anime ferite. Linda, donna di mezza età ancora piuttosto affascinante, madre di Clay, ragazzo sordomuto dalla nascita, lavora in un centro comunitario che si occupa di organizzare matrimoni dopo aver perso l’amato marito, ucciso in una sparatoria. Il giovane Walter invece, 24 anni, ha dovuto rinunciare alla squadra nazionale di lotta libera ed è tornato a vivere con la madre dopo la sconvolgente notizia dello stupro e omicidio di sua sorella gemella. Ora lavora come “ragazzo pollo” da Megabird. I due si trovano prima ad un gruppo di ascolto poi in tribunale dove si svolgono contemporaneamente i due processi contro gli assassini dei loro cari. Linda ha giustizia, Walter no. Tenta di scaricare la sua rabbia contro il presunto violentatore della sorella, un ragazzo ritardato lasciato libero perché giudicato non colpevole, ma si deve ricredere perché capisce che quel giovane non ha ucciso la sorella, anzi forse era l’unico che ha tentato di proteggerla. Nel frattempo tra i due, nonostante la differenza d’età, nasce un sentimento d’amore, del resto lui è Ashton Kutcher. Inutile, svogliato e piatto dramma di stampo televisivo, vive di situazioni di riciclo (Walter che prende a cuore Clay e cerca di coinvolgerlo nella lotta libera), si appoggia su un sentimentalismo patetico e fasullo (come le lacrime che il personaggio della Pfeiffer non riesce a trattenere ai matrimoni che organizza), non riesce mai a dar vita ai suoi monocordi caratteri, si trascina staticamente per tutta la durata senza sussulti, alla ricerca di un colpo di scena ad effetto che tarda ad arrivare e quando arriva lascia di sasso per quanto è banale, debole e forzato, come tuttavia il resto del film. Conferma inoltre la totale negazione recitativa del suo protagonista. Purtroppo coinvolge anche la sempre affascinante Michelle Pfeiffer (la adoro ma per me è un colpo al cuore vederla sprecata in queste fesserie senza capo né coda, non riesco a trovarci del buono solo per la sua presenza, anzi per me è un’aggravante, e poi perché si è rifatta lei che era così perfetta?) e Kathy Bates (per quest’ultima poco più di una comparsa, ma è suo l’unico momento veramente struggente del film quando al mercatino vende i dischi della figlia salvo ripensarci), poi di nuovo insieme nel ben più significativo “Chéri”. In un film che dovrebbe far piangere si ride di gusto quando l’ex fidanzato della sorella gemella di Walter chiede al giovane se può restituirgli l’anello di fidanzamento per riciclarlo per la sua nuova ragazza che nel frattempo ha messo incinta. Va beh…Forse il commento migliore è stato quello di mia moglie (non credo di rovinare a nessuno la sorpresa sul finale) che perplessa mi domanda: “Ma finisce così? Con lui che prende il bidone della spazzatura?” Già finisce proprio così. Lode comunque a Rai Movie che ha trasmesso il film in lingua originale con i sottotitoli.
Voto: 3
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SI

Opinioni su Personal Effects


22 settembre 2011 Opinione di degoffro su "Personal Effects"
degoffro

Voce fuori campo iniziale che annuncia il tema del film: “La storia di qualcuno che aspetta qualcun’altro che però non arriverà mai. La storia di un’attesa e di persone che si incontrano nel frattempo.” L’attesa purtroppo è quella dello spettatore che per 100 minuti aspetta di vedere un qualcosa che si avvicini ad un film e che, ahimè, non arriverà mai. “Personal effects” scritto e diretto dallo sconosciuto e scialbo David Hollander è l’ennesima vicenda dell’incontro...

voto al film: degoffro assegna il voto pessimo a Personal Effects (2009)

2 commenti
[utile per 10 utenti]

8 giugno 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Personal Effects"
Stuntman Miglio

"Personal effects" ambisce ad un certo tipo di cinema indipendente, quello che vorrebbe rifarsi alla triste realtà, con vicende intrise di dolore e personaggi borderline. Peccato che con un protagonista come Kutcher ogni velleità debba venir meno ; il suo giovane problematico in cerca d' amore e vendetta è credibile quanto Briatore che paga le tasse o Bondi che esprime un concetto di senso compiuto. E' ridicolo, contro natura e fa ancora più rabbia...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto mediocre a Personal Effects (2009)



27 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "Personal Effects"
bradipo68

La ricerca della vendetta come modo di elaborare il lutto.Lui ha avuto una sorella uccisa e hanno giudicato non colpevole che l'ha uccisa,lei ha nel passato un lutto che la fa soffrire e ancor di più fa soffrire suo figlio sordomuto.I due,nonostante la cospicua differenza di età, si mettono insieme e riescono a non pensare più alla sete di vendetta aiutati anche dalle riunioni di un gruppo in stile alcolisti anonimi,in cui raccontano le rispettive storie.Questa in...

voto al film: bradipo68 assegna il voto mediocre a Personal Effects (2009)



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