Opinioni del pubblico su Il nastro bianco
Con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Josef Bierbichler, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Michael Kranz, Jadea Mercedes Diaz, Steffi Kühnert, Sebastian Hülk
- negative [3]
- sufficienti [7]
- positive [61]
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Il nastro bianco (2009)
21 gennaio 2011 Opinione di FABIO1971 su "Il nastro bianco"
"È un progetto al quale stavo lavorando da oltre dieci anni. Il mio obiettivo principale era di presentare un gruppo di bambini ai quali vengono inculcati degli ideali considerati assoluti e il modo in cui li assimilano. Se si considera assoluto un principio o un ideale, che sia politico o religioso, questo perde umanità e porta al terrorismo. Avevo pensato, come titolo alternativo, a La mano destra di Dio, perchè i bambini del film applicano alla lettera questi ideali e puniscono quelli che non condividono al 100%. Il film non tratta solo di fascismo -...
voto al film: 
8 aprile 2012 Opinione di ico su "Il nastro bianco"
Al cospetto di tali film io chino il capo e urlo la parola capolavoro. Quando si passa dal cinema all'opera d'arte, quando la firma dell'autore è talmente riconoscibile ed è riconoscibile nel sottinteso, nel non detto, non resta che ammirare. IL NASTRO BIANCO stupisce e meraviglia non tanto per la struttura solida, per quel trattare temi di un piccolo villaggio che saranno le “cause” della Storia, ma perché fonda il terrore dell'avvenire su tracce, sul silenzio, sul timore...
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9 marzo 2012 Opinione di Shoshanna su "Il nastro bianco"
Bellissimo, forse c'è ancora speranza per il cinema di oggi.
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21 dicembre 2011 Opinione di zombi su "Il nastro bianco"
ho preso l'abitudine di guardare i film dell'orrore di pomeriggio, quando faccio la notte, così ho tempo di digerirli, diciamo. con haneke, sapevo che non avrei sbagliato. in un piccolo paese della germania accadono cose strane e sospette con sempre più assiduità e sempre più crudeli. al centro di questo microcosmo i bambini della comunità. bambini che vengono allevati con dei rigidi precetti religiosi, ancor prima che con affetto. ed è un pò un cerchio che si chiude, poichè a loro...
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19 ottobre 2011 Opinione di hupp2000 su "Il nastro bianco"
Meritatamente pluripremiato (César, Oscar, Golden Globe e altri), “Il nastro bianco” è per me una delle opere migliori di Michael Haneke. La vicenda si svolge in un paesello della Germania settentrionale, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Durante quest’ultimo anno di pace, nel villaggio si verificano episodi inquietanti e violenti, che nessuno riesce a spiegare. Come in ogni microcosmo, sospetti e dicerie si moltiplicano, i singoli personaggi coinvolti danno il peggio di loro...
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17 ottobre 2011 Opinione di Baliverna su "Il nastro bianco"
E' un film molto ben diretto e recitato, che non annoia nonostante la sua lunga durata. La fotografia in bianco e nero, oltre che essere una scelta coraggiosa, è anche coerente sia con la sua ambientazione nel passato che anche - e soprattutto - con la tristezza e il pessimismo che caratterizzano la pellicola. Infatti il bianco e nero non è contrastato, ma basato sulle varie tonalità di grigio, che appunto rimandano al grigiore del mondo che rappresenta. Detto questo, non è facile...
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18 settembre 2011 Opinione di Viola96 su "Il nastro bianco"
Un capolavoro.Haneke tenta di rivoluzionare le regole del cinema moderno,facendo scuola di stile e raccontando un qualcosa di complesso ed estremamente affascinante.Haneke continua la sua analisi sul conflitto della relazione tra uomini e donne(come in "La pianista") e in questo caso,anche bambini.Anno 1913,in un villaggio della Germania,fortemente religioso e di una monotonia che segna lo stile del regista,avvengono fatti strani ed inquietanti:Un attentato ad un medico,alcuni fatti accaduti...
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5 settembre 2011 Opinione di na su "Il nastro bianco"
Quante cose si possono nascondere? Fino a che punto può spingersi l'omertà per amore del quieto vivere? Quanto a lungo si può sopportare la violenza e la sopraffazione prima di vendicarsi? Cosa è l'innocenza? Queste sono le domande che mi frullano in testa durante la visione di questo film. Il bianco e nero inquietante che accompagna lo scorrere delle scene sullo schermo pare simboleggiare una divisione manichea tra bene e male, tra cosa è giusto e cosa...
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5 giugno 2011 Opinione di sillaba su "Il nastro bianco"
La più grande originalità è quella della struttura. Una voce narrante tiene insieme tutti gli aspetti della vita quotidiana. È assimilabile ad un documentario proprio grazie a questa introduzione. Peccato che non sia una documentazione ma una vicenda inventata (ma neanche troppo lontano dalla realtà).
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20 maggio 2011 Opinione di tobanis su "Il nastro bianco"
Questo film è proprio strano, di difficile classificazione. Girato in bianco e nero, racconta le vicende di un piccolo villaggio tedesco, nell’imminenza della Prima guerra mondiale. Nel villaggio succedono cose strane e inquietanti. Difficile dare una lettura. Nel villaggio le famiglie sono numerose, è cosa normale se hanno 6-7 figli. La vita è dignitosa, anche se solo un passo oltre il rischio della fame. Il film, per forza, narra spesso le vicende con...
voto al film: 
29 marzo 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Il nastro bianco"
Così come per Von Trier, anche chi si appresta alla visione di Haneke deve prepararsi ad avere a che fare con massicce dosi di violenza, strisciante ed improvvisamente esplosiva. Il discorso è evidentemente funzionale ad altro e l'altro in questione è quanto mai inquietante e atroce. Repressione estremismo crudeltà: tutto il male presente nella generazione - già figlia di guerra - che incarnerà il nazismo. Pesante come l'efficace bianco nero...
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23 marzo 2011 Opinione di ed wood su "Il nastro bianco"
Primo film di Haneke ambientato in un'epoca passata. Ma non si direbbe. La regia austera dell'austriaco riesce nell'impresa di astrarre la vicenda dal contesto storico, per restituire il concetto di una società repressiva, che per mezzo di un'educazione irreprensibile, di ricatti classisti, di una Fede cieca, di un familismo patriarcale e di assurde convenzioni comportamentali spiana la strada ad un cancro sociale e morale che si espande nella chiusa ed ignorante...
voto al film: 
7 marzo 2011 Opinione di davide1971 su "Il nastro bianco"
Girato in b/n è la storia di una comunità chiusa nei rapporti di classe, nel senso del peccato, nella sessualità repressa. almeno 4 scene scioccanti. colpisce durissimo e non da, finalmente, risposte.
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21 febbraio 2011 Opinione di ethan su "Il nastro bianco"
Pur apprezzando l'estremo rigore della sua messa in scena, ho sempre trovato ogni film di Haneke, autore tedesco ma cittadino austriaco, ostico e gelido allo stesso tempo. Anche 'Il nastro bianco' non esce dai suoi canoni: lunghi piani sequenza, ellissi, elogio del fuori campo, dialoghi estenuanti - uno bellissimo, di un cattiveria estrema tra il dottore e la governante - e soluzioni narrative insolite. Tutto è immerso in un bianco e nero davvero splendido, che contribuisce ad...
voto al film: 
16 febbraio 2011 Opinione di supadany su "Il nastro bianco"
VOTO : 7,5. Michael Haneke confeziona il suo miglior film (almeno tra quelli che ho potuto vedere ad oggi) che, se forse non è un capolavoro, sicuramente poco ci manca. La storia è ambientata in un villaggio tedesco negli anni subito a ridosso della prima guerra mondiale. Fatti strani sconvolgono l’equilibrio di una società rurale dove l’indottrinamento dei più giovani è tanto rigido quanto repressivo con risultati assai dolorosi. Il...
voto al film: 
12 febbraio 2011 Opinione di tafo su "Il nastro bianco"
Etica protestante e estetica del cinema. Il peccato come fattore di esclusione sociale. Il peccato come fattore di stratificazione sociale. La comunità marchia i peccatori attraverso i funny games dei ragazzi del villaggio, che hanno molto da nascondere al maestro-narratore. La comunità è pronta a perdonare e ad assolvere chi punisce i peccatori attraverso una autoassoluzione che faccia si che nulla o quasi sia successo, nel momento in cui i peccatori...
voto al film: 
21 gennaio 2011 Opinione di FABIO1971 su "Il nastro bianco"
"È un progetto al quale stavo lavorando da oltre dieci anni. Il mio obiettivo principale era di presentare un gruppo di bambini ai quali vengono inculcati degli ideali considerati assoluti e il modo in cui li assimilano. Se si considera assoluto un principio o un ideale, che sia politico o religioso, questo perde umanità e porta al terrorismo. Avevo pensato, come titolo alternativo, a La mano destra di Dio, perchè i bambini del film applicano alla lettera...
voto al film: 
22 dicembre 2010 Opinione di PompiereFI su "Il nastro bianco"
Chiarire alcuni processi socio-politici, maturati nel mondo, attraverso una minuziosa ricostruzione paesaggistica e umana di una Germania del Nord rurale e casereccia dal 1913 al 1914. Questo è l’intento di Haneke il quale corre il rischio, soprattutto durante la fluviale prima parte introduttiva e propedeutica, di una staticità registica legata come al solito a un estremo rigore formale. Una meticolosità necessaria tuttavia a farci assorbire i ritmi e le ...
voto al film: 
26 ottobre 2010 Opinione di Mulligan71 su "Il nastro bianco"
Film d'incredibile rigore formale col suo straordinario bianco e nero a raggelare volti, tempi e anime. Eppure ha un magma caldo e ribollente (o ributtante) che non può che coinvolgerci tutti quanti. Ha qualcosa d'implacabile, come un Von Trier meno urlato. Affascinante. Il capolavoro di Haneke.
voto al film: 
2 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Il nastro bianco"
Ecco questo è un film che, a differenza de Il Profeta, fa ben coincidere etica ed estetica. Bianco e nero gelido come il cuore dei protagonisti. Analisi delle radici del Male. Le autorità del sistema (il Medico, Il Reverendo, il Barone) hanno dentro di sè il germe della corruzione e della perversione. Da tali padri non potranno che nascere generazioni corrotte e spietate. Violenza e Crudeltà di padre in figlio diventano delirio e sterminio di massa. Film durissimo...
voto al film: 
- negative [3]
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