Opinione di zombi su Il nastro bianco
Con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Josef Bierbichler, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Michael Kranz, Jadea Mercedes Diaz, Steffi Kühnert, Sebastian Hülk
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Sul film
ho preso l'abitudine di guardare i film dell'orrore di pomeriggio, quando faccio la notte, così ho tempo di digerirli, diciamo. con haneke, sapevo che non avrei sbagliato. in un piccolo paese della germania accadono cose strane e sospette con sempre più assiduità e sempre più crudeli. al centro di questo microcosmo i bambini della comunità. bambini che vengono allevati con dei rigidi precetti religiosi, ancor prima che con affetto. ed è un pò un cerchio che si chiude, poichè a loro volta gli adulti di adesso saranno stati allevati nello stesso modo. tant'è che il pastore ad un gesto gentile di uno dei figli più piccoli si commuove sinceramente. ma un pò come nel villaggio dei dannati questi bambini che si muovono quasi sempre insieme, in un ordine quasi militaresco, destano più di un inquietudine. e se ibanez-serrador ci insegna (e sicuramente non solo lui, ma per me in questo momento è il più immediato)che la crudeltà degli innocenti può essere mortale e ambientata in pieno sole, anche haneke sceglie un bianco e nero, spesso abbaccinato da cieli sgombri da nubi o da campi innevati per illustrarci questo ennesimo capitolo su colpa e violenza. i bambini come ci sentiamo ripetere spesso sono come spugne che assorbono tutto ciò che appartiene al loro mondo e il loro mondo è la famiglia; i genitori. madri impotenti, relegate al ruolo di levatrici e padri padroni e signori che devono essere chiamati tali e temuti come un dio castigatore, ma buono. c'è una scena che mi ha colpito particolarmente, ed è la scena dell'incendio riflesso nella finestra della casa dell'intendente, dietro la quale stanno i suoi figli. figli che ardono impassibili dinnanzi all'ennesimo "incidente". haneke come al solito, pone molte questioni, ma è restio a dare soluzioni. del resto non siamo al cospetto di un episodio auto-conclusivo di poirot o miss marple dove la soluzione è richiesta. ciò che segue a quei fatti che sconvolse una piccola comunità rurale e la scosse a tal punto da dover giungere alla delazione o alla polizia(disposta a tutto persino con una bambina), è la prima guerra mondiale. da lì in poi il mondo avrebbe conosciuto la follia umana allo stato puro e milioni di figli sarebbero morti per una pace che sarebbe durata poco e che è sempre sotto costante minaccia. che dire, grande haneke.
Commenti
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22 dicembre 2011, 05:06 di spopola
.. è un film straordinario che "scava" in profondità fino alla radici del male per farci riflettere e comprendere dove erano nascosti i semi lasciando naturalmente poi allo spettatore il compito di riflettere e meditare un film davvero importante e necessario fatto con una perizia strepitosa
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