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Humpday - Un mercoledì da sballo (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Humpday - Un mercoledì da sballo: presente
Ritmo ritmo in Humpday - Un mercoledì da sballo: presente
Impegno impegno in Humpday - Un mercoledì da sballo: presente
Tensione tensione in Humpday - Un mercoledì da sballo: minimo
Erotismo erotismo in Humpday - Un mercoledì da sballo: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Humpday - Un mercoledì da sballo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Humpday - Un mercoledì da sballo (voti: 11 media: 2,91) 11

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La trama

Ben e Andrew erano i ribelli della loro università. Sono passati dieci anni da allora e Ben si è sistemato, ha un lavoro, una donna, una casa. Andrew, invece, ha vissuto da artista vagabondo, in giro per il mondo. Dopo una notte di festa e chiacchiere decidono di lanciarsi una sfida reciproca: partecipare a un concorso di film porno amatoriali. Discutendo a lungo su quale tipo di impostazione dare alla loro opera giungono alla decisione che saranno loro stessi a fare l'amore davanti alla telecamera. Un progetto artistico sul quale la donna di Ben potrebbe avere qualcosa da dire. 

Il punto di vista femminile è evidente (la regista concede un cameo: è la padrona di casa della festa dionisiaca) e i maschi appaiono a tratti stereotipati in favore di personaggi femminili più scaltri e aperti di loro. I due ottimi interpreti scavalcano però l’osta­colo e il “bromance” si fa quasi love story impossibile. Buon revival, ma meno leggero, del monicelliano: «Ragazzi, come si sta bene tra noi, tra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?»

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 22/2010

Premio Speciale della Giuria al Sundance 2009, Humpday è quel che ci si aspetta dall’indipendentismo americano della kermesse di Robert Redford: immagini “sporche”, tema che faccia un po’ di scalpore e moltissime chiacchiere. Ma non sempre il modello produce mostri e Humpday, pur con alcuni momenti di stanca - soprattutto l’ultima lunga scena nella camera d’albergo – suscita a tratti una complicità irresistibile. È difficile non solidarizzare con lo stupore della moglie né si possono non amare i due amici Ben, accasato e tranquillo, e Andrew, artistoide giramondo, così legati da progettare di fare insieme un porno. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di zombi scritta il 27/06/2010 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto ottimo

HUMP gobba, ma anche malinconia o sbattere una ragazza. questo dice il mio vocabolario sul termine hump. è stato uno di quei film, per me, preceduti da un'ansia di visione e da un'aura di leggenda che credevo proprio di doverlo recuperare in dvd. e invece, con calma, senza aver fretta, perchè la vita è anche saper aspettare e prendere le cose quando ti vengono date, grazie al solito edison di parma, eccolo, al posto dell'altrettanto acclamato LA NANA. la vita di una tranquilla ma affiatata copia viene scombussolata dal solito agente esterno dato come disperso. l'amico di college, quello che era più un prolungamento del tuo corpo piuttosto che un amico senza il quale si rischiava la morte per asfissia, fa improvvisamente ritorno alle due di notte, dopo che di comune accordo si è deciso di derogare all'indomani la scopatina. è una scena tenera e comica, perchè dopo qualche preliminare ad entrambi scappa da ridere e si dicono di essere troppo stanchi. cioè è una coppia collaudata, oltre a tutto quello che fa di una coppia, una coppia perfetta, anche un pò snobisticamente. e l'amicone gli si sfracella nel matrimonio un pò come un arereoplano in atterraggio d'emergenza. facendo un sacco di casino, e mandando tutti in stato confusionale. l'amicone è di quelle persone che si definiscono diversi per antonomasia. te lo dicono con affetto, senza che tu ti offenda per l'amor diddio, ma te lo dicono anche se ti intontiscono le cervella con le frasi fatte che intendono che tu oltre ad essere diverso, non riesci proprio a capire quello che lui vuole dire. quello che gira il mondo, che si installa in casa di una ragazza dove ogni sera c'è una festa raduno e si respira libertà. dove la libertà ti penetra a forza nei pori della pelle. e dove tra le tante cose dette, salta fuori il festival del porno amatoriale che si svolge proprio li a seattle. così salta in ballo la sfida di girare il porno definitivo, quello che porrà la parola fine a tutto quello che si potrà filmare, mostrare o dire in un porno: una scopata tra due maschi eterosessuali, amici. già il giorno dopo l'amico sposato deve affrontare la moglie, che oltre ad aspettarlo per una cenetta preparata apposta, lo aspettava anche per tentare per l'ennesima volta di rimanere incinta. insomma mica storielle. una scelta impegnativa nella vita. fare un figlio. invece da quella mattina lì marito e moglie si ritrovano a parlare della loro vita. di quello che li aspetterà d'ora in poi. che nulla è detto e niente è sottinteso, perchè ci sarà sempre qualcosa che l'altro non saprà. il confronto non lascia tanto spazio all'immaginazione. quello è il momento del confronto, una specie di duello in cui le intenzioni devono saltare fuori, o, fatte fuori. pasolinianamente il ritorno dell'amico li ha rimessi di fronte a loro stessi e alle loro più insignificanti esigenze. si erano involuti per una facciata di matrimonio. ricacciando allo stadio limbico tutte le cose che rendono leggendaria l'adolescenza: la prospettiva di "fare". come quando si dice quelle pulsioni appartengono all'adolescenza, e crescendo spariscono, è una cosa naturale. puoi farne a meno ma non è detto che sia naturale deriderle e rintanarle nella scatola con su il foglietto "cose del mio passato". e così l'idea e la sfida di scopare tra di loro, diventa la possibilità di dare veramente una svolta alla propria vita. di disfarsi degli scatoloni dei ricordi scomodi e renderli partecipi della nostra vita. svolta che non deve per forza voler dire cambiamento radicale, ma accettazione di se stesso a 360 gradi. e questo vale anche per l'ospite/elemento di ridiscussione. è stato elemento terroristico nella vita altrui e finalmente lo è diventato anche per se stesso. la donna ha le stesse colpe, ma più forza nel chiedere una verifica, prima che una vita nuova che nulla ha chiesto a nessuno venga concepita. ottimi i dialoghi recitati con entusiasmo e partecipazione totale da parte degli interpreti. 
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SI

Opinioni su Humpday - Un mercoledì da sballo


11 novembre 2010 Opinione di pierlues su "Humpday - Un mercoledì da sballo"
pierlues

Mi dispiace, non ho apprezzato questo film. Mi piacciono i film di "nicchia", vado matto per storie strvaganti e originali ma...c'è un limite che però non bisogna superare, ed è quello della noia. Perchè è difficile davvero riuscire a farsi coinvolgere, anche solo un pochino, dalla vicende dei nostri eroi

voto al film: pierlues assegna il voto mediocre a Humpday - Un mercoledì da sballo (2009)


2 luglio 2010 Opinione di satura su "Humpday - Un mercoledì da sballo"
satura

Si tratta di capire bene il perché del doppiaggio di Lillo e Greg...A dir poco spiazzante, non aggiungo altro. Ma forse è solo perché in Italia ci hanno (male)abituato al doppiaggio e a un doppiaggio molto stereotipato, sempre in dizione e sempre di diaframma (Amendola a parte). Ma al di là di queste considerazioni, si tratta di una commedia davvero carina e molto più profonda di quello che può sembrare a prima vista. Un appello: chi mi spiega la...

voto al film: satura assegna il voto buono a Humpday - Un mercoledì da sballo (2009)



27 giugno 2010 Opinione di zombi su "Humpday - Un mercoledì da sballo"
zombi

HUMP gobba, ma anche malinconia o sbattere una ragazza. questo dice il mio vocabolario sul termine hump. è stato uno di quei film, per me, preceduti da un'ansia di visione e da un'aura di leggenda che credevo proprio di doverlo recuperare in dvd. e invece, con calma, senza aver fretta, perchè la vita è anche saper aspettare e prendere le cose quando ti vengono date, grazie al solito edison di parma, eccolo, al posto dell'altrettanto acclamato LA NANA. la vita di una...

voto al film: zombi assegna il voto ottimo a Humpday - Un mercoledì da sballo (2009)

nessun commento
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9 giugno 2010 Opinione di willardwaldo su "Humpday - Un mercoledì da sballo"
willardwaldo

Boh... fondamentalmente è quanto mi ispira la visione di questo film, storia strampalata con la quale non si capisce bene che cosa si intenda dimostrare: forse che se si è eterosessuali non si riesce in nessun modo ad essere omo? Basso ritmo, camera a mano che fa venire il mal di mare e nella versione italiana doppiato con marcato accento romanesco (!?!). E' comunque una pellicola low budget indipendente e nonostante tutto i personaggi risultano avere una simpatia che non...

voto al film: willardwaldo assegna il voto sufficiente a Humpday - Un mercoledì da sballo (2009)




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