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Ne te retourne pas (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Ne te retourne pas: assente
Ritmo ritmo in Ne te retourne pas: assente
Impegno impegno in Ne te retourne pas: assente
Tensione tensione in Ne te retourne pas: assente
Erotismo erotismo in Ne te retourne pas: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Ne te retourne pas (voti: 3 media: 2,00) 3

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locandina di Ne te retourne pas

La trama

Jeanne è una scrittrice, sposata e con due bambini, inizia a vedere su di sé alcuni cambiamenti che nessun altro sembra notare. I familiari cercano di minimizzare queste paure, attribuendole allo stress lavorativo, ma Jeanne si accorge che qualcosa di profondo le sta accadendo. Seguendo le indicazioni di un fotografo conosciuto a casa della madre, si reca in Italia, alla ricerca di una donna che le è stata indicata. Là la trasformazione si compie Jeanne diviene un'altra donna, Rosa Maria: scoprirà così il segreto della sua vera identità.  

L'opinione più votata

Di Marcello del Campo scritta il 2011-08-01 07:23:36 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto mediocre

 
From Paris to Lecce sarebbe il titolo più appropriato per quest’ultima fatica di Marina De Van (e nostra, soprattutto) perché l’originale ne te retourne pas più che alludere al plot di un film au dehors de la peau, implica un sottinteso quanto garbato invito a evitare una seconda visione, essendo sufficiente la prima a sbrogliare l’enigma di una donna una e duplice nello stesso corpo.
La donna è Jeanne, affascinante Sophie Marceau che non si è mai scollata dal tempo delle mele, sposata  con prole, marito attento e premuroso, figli ben educati. Interno borghese, intrico di foto, specchi, fantasmi di un passato e di un altrove.
Come e perché, a un certo punto, Jeanne cominci a dare i numeri, non è dato sapere cause e concause. Fatto sta che in un giorno qualunque, la donna si avvede, non senza sgomento, che il tavolo per la colazione mattutina (tutti al desco!) le sembra sia stato spostato da quei mattacchioni di consorte & figli. Prima era parallelo alla finestra, ora è di traverso.
Poltergeist forse, perché nessuno ha spostato nulla, il tavolo è stato sempre lì, - parallelo alla finestra. Eppure Jeanne è convinta che gli oggetti subiscano cambiamenti; né le molte foto scattate, come è d’uso tra le domestiche pareti nei giorni di festa, dicono il contrario - in esse il tavolo è parallelo alla finestra, diamine!
Fin qui siamo in pieno clima Baffi di Carrère, anche se un’occhiata a Gelosia di Alain Robbe-Grillet sarebbe stata utile per una sceneggiatura sullo slittamento progressivo degli object.
Niente di tutto ciò, non il nouveau roman, non un pizzico di originalità: il mistero del tavolo spostato è solo frutto della syndrome de déréalisation (apprendemmo da studenti e come pazienti) cui Jeanne è incappata.
È l’inizio di un’apparente schizofrenia: dapprima gli oggetti, seguono i soggetti – il mondo di Jeanne deflagra in mille frammenti di specchi che le rimandano l’immagine di un’altra donna, un’altra Jeanne, un altro viso.
Anche il corpo di Jeanne subisce mutazioni che solo a lei sono visibili: vesciche sulle braccia, enfiori sulle gambe, - la de Van apprende da Cronenberg, della de Van non c’è nulla in questo film di nessuna entità, tutto è già visto già digerito.
Finisse l’opera con la diagnostica del corpo e mente di donna, preda di catastrofe psichica, il film non prenderebbe la strada del ridicolo spinto, sarebbe un minimo credibile come supporto alla filmografia-psichiatrica di Gabbard.
Ma la de Van esce di pelle, intende percorrere la strada concreta, insidiosa degli antecedenti biografici di Jeanne: come e perché non si tratti di malattia di climaterio e altre insoddisfazioni tra mura domestiche.
Allora, non volete che Jeanne lasci Parigi e famiglia per partire verso la scaturigine del suo malessere?
L’enigma si risolve a Lecce, tra risaputi canti barocchi, pizziche e tarante.
Ma Jeanne Marceau in quel di terra salentina è Jeanne Bellucci.
Di più non posso dire [spoiler telefonato].
Un brutto film – davvero.           
 
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SI

Opinioni su Ne te retourne pas


2012-01-29 14:21:32 Opinione di lorebalda su "Ne te retourne pas"
lorebalda

Ne te retourne pas. Marina De Van, nuovamente, riflette sulla mise en scène come non riconoscimento, inadeguatezza, morte. Jeanne non si riconosce, non accetta cioè la messa in scena di sé (il video): il décor cambia, i gesti dei familiari le paiono pose studiate. Ne te retorune pas è (almeno per mezz'ora) un film sulla scoperta della mise en scène: prima di Dans ma peau (opera prima straordinaria della De Van), prima della morte di ogni spettacolo, ma già al confine della sua...

voto al film: lorebalda assegna il voto mediocre a Ne te retourne pas (2009)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

2011-08-01 07:23:36 Opinione di Marcello del Campo su "Ne te retourne pas"
Marcello del Campo

  From Paris to Lecce sarebbe il titolo più appropriato per quest’ultima fatica di Marina De Van (e nostra, soprattutto) perché l’originale ne te retourne pas più che alludere al plot di un film au dehors de la peau, implica un sottinteso quanto garbato invito a evitare una seconda visione, essendo sufficiente la prima a sbrogliare l’enigma di una donna una e duplice nello stesso corpo. La donna è Jeanne, affascinante Sophie Marceau che...

voto al film: Marcello del Campo assegna il voto mediocre a Ne te retourne pas (2009)

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